"Così la sinistra dava le case popolari agli immigrati"

“Così la sinistra dava le case popolari agli immigrati”

Per anni, a Sesto S.Giovanni, i cittadini italiani si sono visti superare delle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari dagli immigrati. C’era chi, infatti, sosteneva non fosse possibile «premiare» i cittadini italiani e garantire loro un diritto sacrosanto – a discapito di chi cittadino non lo è.

Ma da quando il centro-destra ha vinto le elezioni e il posto di assessore lo ha occupato Claudio D’Amico, la situazione si è capovolta. A dimostrazione che, negli anni precedenti, ciò che mancava era la volontà politica. Null’altro. A dimostrarlo sono i numeri. «Nel 2016 la sinistra aveva assegnato 32 alloggi, di cui 29 a stranieri», spiega D’Amico al Giornale.it. Nel 2017, vinte le elezioni, la proporzione si è ribaltata: «Noi abbiamo consegnato più appartamenti di loro, ben 39, e solo due di questi sono finiti ad immigrati». Il cambio di passo, nota Giuseppe De Lorenzo, è notevole.

"Così la sinistra dava le case popolari agli immigrati"

Claudio D’Amico ha scoperto come la sinistra nella ex Stalingrado d’Italia dava le case agli immigrati. «Le giunte precedenti – rivela l’assessore al Giornale.it – assegnavano gli immobili senza seguire i bandi e giustificando il tutto con la scusa dell’emergenza abitativa».

In pratica, si trattava di un escamotage. «Non tenevano conto delle graduatorie – aggiunge l’assessore – ma le attribuivano senza una logica. Bastava avere figli o una moglie incinta e il gioco era fatto». Quando poi non vi erano più alloggi liberi di proprietà del Comune o di Aler, Sesto «firmava una pseudo-convenzione con una fondazione per affittare oltre 20 appartamenti al costo di 1.700 euro l’uno». Inoltre «affittava case a prezzi più alti del mercato e le dava in locazione a persone, in buona parte immigrati, che poi non pagavano il canone calmierato».

(di Redazione)

 

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