Saviano, ormai è una fissazione: "dedico Orso d'Argento alle ONG"

Saviano, ormai è una fissazione: “dedico Orso d’Argento alle ONG”

Avrebbe potuto ringraziare chi lotta seriamente contro la mafia. Parlare di chi lo fa giorno per giorno, rischiando la pelle lontano dai riflettori che illuminano la sala del Theater am Potsdamer Platz, sede rituale del Festival del cinema di Berlino. Non lo ha fatto – limitandosi ad un vago grazie ai “maestri di strada” – Roberto Saviano, che, in seguito all’Orso d’Argento ricevuto per la miglior sceneggiatura a “La paranza dei bambini”, ci ha tenuto invece a ringraziare per prime le ONG che operano nel Mediterraneo.

Un’immagine ormai trita, ritrita e stancante, quella del Saviano militante politico ad ogni costo. “La fissazione è peggio della malattia” recita un proverbio che già Pietrangelo Buttafuoco aveva utilizzato per descrivere il rapporto tra Roberto Benigni e Silvio Berlusconi. Non avrà mai avuto evidentemente modo di sentirlo, o ne avrà forse ignorato i contenuti, l’altro Roberto, Saviano appunto, che proprio non riesce ad evitare di ingaggiare continuamente battaglia con Matteo Salvini.

“Dedico questo premio alle Ong che salvano le vite nel Mediterraneo. Raccontare la verità nel nostro Paese è diventato molto complicato”. Queste le parole usate nel discorso di ringraziamento. Un qualcosa, insomma, che lascia quasi pensare, restando in ambito letterario, ad una sorta di 1984, con tanto di grande dittatura dalla quale Roberto, col suo esercito di ONG, ci salverà.

Un qualcosa che suscita pura e schietta ilarità, non c’è dubbio. Ma per qualcuno l’Italia pare quasi essere diventata veramente una dittatura. Una fetta di presunti intellettuali è infatti talmente abituata ad imporre le proprie idee demonizzando chi le avversa, che proprio non riesce a rendersi conto di quanto grottesca appaia tale narrazione.

In questo filone si inseriscono le parole dello scrittore partenopeo. Un discorso – grazie al cielo – brevissimo, ma sufficiente a far trapelare la solita pastocchia infarcita di finta preoccupazione, vittimismo e retorica resistenziale fondata sul nulla.

In una sorta di delirio da mitomania l’immagine voluta è restata, anche stavolta,  quella dei buoni in lotta contro un presunto male fattosi legge, che fa passare in secondo piano quello vero, oggettivo e fuori legge, che è poi l’argomento principale per il quale il premio è arrivato.

Niente di nuovo sotto il cielo, sia chiaro. E niente di preoccupante nemmeno per Salvini, che proprio come Berlusconi ai tempi del Benigni militante, non potrà che giovarsi sempre più dei continui attacchi del Roberto di turno.

(di Simone De Rosa)

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Europee: rivoluzione sovranista? Parte “Voci Corsare”
Elezioni europee: sarà "rivoluzione sovranista"? Parte con questo interrogativo "Voci [...]
Allora, Radio Radicale, com’è questo libero mercato?
Liberisti con i soldi degli altri È cosa fatta. Scaduta [...]
Brexit, il golpe delle élite contro il popolo
La lezione sulla Brexit è chiara: la volontà dei cittadini [...]
Mirandola: nordafricano dà fuoco ad una caserma di polizia, 2 morti
A Mirandola, provincia di Modena, è stato appiccato un incendio [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter