Vi ricordate Saviano e Boldrini su Douma? Peccato che era una bufala

Vi ricordate Saviano e Boldrini su Douma? Peccato che era una bufala

Vi ricordate quando Roberto Saviano, Laura Boldrini e altri vip progressisti si tappavano la bocca per «sensibilizzare» l’opinione pubblica sul presunto attacco chimico di Douma, in Siria, del 7 aprile 2018? Ebbene, come ha ricordato recentemente un produttore della BBC siriana, si trattava di una «messa in scena», un false-flag in grande stile. Saviano e company, come al solito, stavano strumentalizzando mediaticamente l’episodio per delegittimare e denigrare la Siria -e in favore dell’imponente campagna diffamatoria portata avanti dall’Occidente e dalle monarchie assolute del Golfo contro Damasco.

Il video di Douma? Una Fake News

Come riporta Gli Occhi della Guerra: “Dopo sei mesi di indagini, posso senza dubbio confermare che il video nell’ospedale di Douma era una messa in scena. Non ci sono state vittime all’ospedale”, ha scritto Riam Dalati su Twitter.

“L’attacco è avvenuto; il sarin non è stato usato. Ma dobbiamo aspettare le conclusioni dell’Opcw per confermare se è stato usato il cloro. Tutto il resto relativo all’attacco è stato fabbricato per gonfiarne l’effetto”, ha osservato il produttore. E sui ribelli presenti a Douma, Dalati osserva: “Posso dire che Jaysh al-Islam ha governato Douma con il pugno di ferro. Hanno cooptato attivisti, medici e operatori umanitari con paura e intimidazione”.

Vi ricordate Saviano e Boldrini su Douma? Peccato che era una bufala

La ricostruzione di The Intercept su Douma

The Intercept, la piattaforma d’informazione creata e finanziata da Pierre Omidyar e fondata dal giornalista investigativo Gleen Greenwald, ha pubblicato un’articolata ricostruzione di ciò che avvenne in quei giorni a Douma. L’inchiesta, realizzata da James Harkin, aggiunge ulteriori elementi a ciò che sappiamo ad oggi su quelle ore: «Due mesi dopo l’evento – scrive Harkin nella sua inchiesta – un reporter dell’opposizione che lavorava con una troupe in Siria, mi ha parlato in forma anonima per paura di mettere a repentaglio la sua relazioni con gli altri ribelli». Secondo il reporter, le morti «erano il risultato di un’inalazione di fumo – tragica conseguenza di diverse decine di persone che si erano involontariamente trovare intrappolate in uno scantinato.

L’imperativo dei ribelli islamisti, sostiene Harkin, «era quello di catturare l’attenzione fugace di un pubblico internazionale e questo sembra aver influenzato la presentazione delle prove. Nei video e nelle foto apparsi quella sera, la maggior parte degli analisti e degli osservatori concorda sul fatto che ci sono stati alcuni segnali che i corpi – e le bombole di gas – sono stati spostati o manomessi dopo l’evento per ottenere il massimo impatto».

Cari Roberto Saviano e Laura Boldrini e ora, cosa avete da dire? Volete ancora annoiarci con la vostra propaganda oppure, una volta tanto, ammettere di esservi sbagliati?

 

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