L'attentato di Strasburgo e il finto moralismo occidentale

L’attentato di Strasburgo e il finto moralismo occidentale

Strasburgo, 11 Dicembre 2018: l’ennesimo attentato di matrice islamica colpisce l’Europa. Teatro: un mercatino di Natale, forse il distillato di Occidente più emblematico che possa esserci: il Natale è cristiano, lo shopping è mercato.

Il punto, però, è un altro. Dobbiamo avere il coraggio di affermare che con l’Islam c’è un problema. Non con tutti i musulmani, non con tutte le persone di fede islamica, ma con il fenomeno del radicalismo, che trova terreno fertile in quei ghetti europei dove, in povertà e abbandono sia economico che sociale, vive la maggioranza di quegli immigrati che le élite e le sinistre in generale vogliono.

L’immigrazione incontrollata genera un flusso massiccio e immette troppe persone culturalmente diverse in troppo poco tempo in luoghi non in grado di assorbirle nelle modalità più opportune. Il risultato è il medesimo di quando si tenta di mescolare l’olio all’acqua.

Le conseguenze, un pasticcio sociale e la nascita di un mostro che si alimenta di malcontento e di povertà (nonché di vuoto morale), a loro volta generati da quel moralismo peloso del “ma sì! Venite, venite! C’è posto per tutti!”, di quelle élite che poi sono le prime a tagliare i diritti sociali e a creare povertà. Non c’è più morale, verrebbe da dire, ma in compenso c’è troppo moralismo.

(di Alessandro Carocci)

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