Bernard Henry-Lévy, delirio su Sky: "Salvini inquietante"

Bernard Henry-Lévy, delirio su Sky: “Salvini inquietante”

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Il filosofo francese Bernard Henri-Lévy, sponsor della guerra in Libia e delle esportazioni democrazia, nonché consulente del presidente francese Emmanuel macron, è stato ospite di SkyTg24, dove ha attaccato il vicepremier Matteo Salvini definendolo «un personaggio inquietante».

Secondo Bernard Henry-Lévy, Salvini «dice di non essere fascista o di non essere serio quando dice queste piccole frasi su Mussolini. Un giorno ci potremmo dire che avremmo dovuto crederci e prenderlo sul serio. Quando fa il confronto con gli immigrati, che rispedisce al mittente e che affogano, con suo figlio che magari impara a nuotare, in quel momento forse è troppo tardi e rifletteremo su questi pensieri. Sarà sconvolgente e spaventoso. Capisco che oggi facciamo un pò fatica a pensare allo spaventoso, perché c’è il lato comico e clown, capisco che possa essere difficile prendere sul serio questa persona nel modo in cui si maschera. È quasi sempre così che pian piano arriva la tragedia. Non dico che questo possa succedere in Italia perché è un Paese con una cultura democratica immensa».

«I politici che accettano il denaro di Putin, il denaro che arriva da Mosca, un partito politico che accetta denaro moscovita, non sono veri patrioti. Mosca è il nemico dell’Italia e dell’Europa, Putin non ha veramente nulla di positivo a livello di pensiero nei confronti dell’Italia. Odia l’umanesimo e l’Italia ne è stata la culla. Questa alleanza con Putin non è patriottica» ha detto Henry-Lèvy.

«Chi accetta l’amicizia di Steve Bannon – ha proseguito – che è una pedina di Trump, non è un patriota. Spesso si fa riferimento al sovranismo, sovranismo significa essere sovrani, è qualcuno che si mette al traino di ciò che c’è di peggio che arriva dall’estero, ed è una potenza che vuole male al proprio Paese. È qualcosa di impossibile, c’è allora qualcosa che non va, c’è qualche ingranaggio che non funziona».

Chi è Bernard Henry-Lévy

Per capire chi è BHL, è sufficiente leggere questo articolo di Scott McConnell e tradotto in italiano da Voci dall’Estero. «Esistono filmati dove appare sulle barricate di Maidan, o a convincere il suo amico presidente Nicolas Sarkozy che la Francia aveva il dovere aiutare i ribelli che cercavano di rovesciare il Moammar Gheddafi in Libia.

Tuttavia, secondo BHL non tutte le vittime dei diritti umani meritano la stessa attenzione, e alcuni nazionalismi basati sul sangue e sul suolo sono più accettabili di altri. Col passare degli anni Levy ha sviluppato un grande attaccamento per Israele. Oggi è diventato un apologeta per qualunque cosa il governo israeliano abbia voglia di infliggere ai palestinesi, a Gaza o altrove. Come dice Zémmour, notando il contrasto tra gli interventi di Lévy sui media riguardo la Francia e Israele, “BHL ha preso l’abitudine di interpretare un doppio ruolo, Zola a Parigi e Barrès a Gerusalemme».

 

E adesso, «questo anziano e facoltoso filosofo sarà il volto pubblico più importante della campagna per salvare l’Europa dai partiti euroscettici. Il dibattito elettorale promette di essere avvincente e senza precedenti. I partiti di destra e nazionalisti hanno, in generale, una visione articolata dell’Europa – il loro nazionalismo, in quanto tale, è diretto non contro gli altri europei, ma contro l’immigrazione di massa extra-europea.

I loro punti di vista sono più o meno quelli sostenuti da Charles de Gaulle: che un’Europa degli stati nazione è più propensa a mantenere e promuovere gli aspetti creativi della civiltà europea rispetto a un’Europa dominata da burocrati che hanno elevato la libertà di movimento e diritti umani universali al rango di una pseudo-religione. Ma, nella pratica, sono molti i punti su cui occorre ancora lavorare».

(di Roberto Vivaldelli)

 

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