Ecco chi è Juan Guaidò, il golpista al servizio di Washington

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Chi è veramente Juan Guaidò, l’autoproclamato Presidente ad interim del Venezuela appoggiato dagli Stati Uniti e da buona parte delle cancellerie di occidentali? Il Prof. Franco Cardini lo definisce uno «spregevole traditore del suo paese e della sua gente al servizio di ladri e di prepotenti» e ci sentiamo di appoggiare questa tesi. A maggior ragione leggendo l’inchiesta realizzata dai giornalisti indipnedenti Dan Cohen e Max Blumenthal per Grayzone Project, ripresa anche da Il Manifesto.

Juan Guaidò, nonostante la giovane età, è una vecchia conoscenza del Dipartimento di Stato Usa e di Washington. Come osservano Blumenthal e Cohem, «nel 2005 Guaidó fu uno dei cinque «leader studenteschi» venezuelani che si recarono a Belgrado per conoscere le tecniche insurrezionali praticate dai giovani militanti di Otpor (in serbo Resistenza, gruppo fondato nel 1998) che iniziarono le proteste contro il presidente serbo Slobodan Milosevic (e poi fecero scuola per “Rivoluzioni colorate” in alcuni paesi ex comunisti come Ucraina e Georgia). L’addestramento proseguì negli Usa e in Messico e si concretizzò nelle barricate delle sanguinose guarimbas».

Lo scorso dicembre a Washington insieme a Marco Rubio

A dicembre, grazie anche all’appoggio del Senatore Marco Rubio, Juan Guaidò ricevette l’investitura ufficiale di Washington. Come spiegano i due giornalisti, «Guaidó si recò clandestinamente a Washington, in Colombia e in Brasile per coordinare un piano che prevedeva massicce manifestazioni nel corso dell’assunzione della presidenza da parte di Maduro (il 10 dicembre)».

La notte prima della cerimonia, affermano, «il vicepresidente Usa Mike Pence e la ministra degli Esteri del Canada, Chrystia Freeland, telefonarono a Guaidó per confermargli il loro appoggio. Una settimana dopo i senatori Marco Rubio e Rick Scott e il deputato Mario Diaz-Balart – tutti parlamentari della lobby anticastrista in Florida – si riunirono con il presidente Trump e il vice Pence alla Casa bianca. Su loro richiesta, Trump fu d’accordo ad appoggiare Guaidó, se questi era disposto ad autoproclamarsi presidente». Anche il segretario di Stato, Mike Pompeo, «secondo il Wall Street Journal si riunì con Guaidó il 10 gennaio».

(di Roberto Vivaldelli)

 

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