Caro Verhofstadt, l'unico burattino è lei

Caro Verhofstadt, l’unico burattino è lei

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Perfino Carlo Calenda si è irritato. Segno che quando è troppo, è troppo. Guy Verhofstadt , presidente dell’ALDE, l’ha sparata grossa, grossissima. Sui livelli di Günther Oettinger, colui che disse che i mercati avrebbero insegnato agli italiani come votare. L’unico burattino è lei, caro Guy.

Lo è perché obbedisce a un potere opprimente per tutti i popoli d’Europa,per la loro autonomia culturale ed economica, perché obbedisce alle lobby che lo sostengono e lo alimentano. Lo è perché non è in grado di articolare un’argomentazione senza insultare chi considera avversario in un dibattito. Lo è perché la sua pochezza dialettica è testimoniata dal suo pessimo discorso al Parlamento europeo.

L’Italia è una Nazione sotto terra, non lo scopriamo oggi e non ci sarà bisogno che ce lo si racconti troppo spesso, anche per non deprimersi troppo. Ma ammesso e non concesso che Giuseppe Conte sia un burattino in un governo che per la prima volta in quasi 40 anni prova (occhio, prova) a proporre soluzioni di discontinuità rispetto ad un passato di nullità e di appiattimento, allora noi preferiamo “burattini” come lui piuttosto che “fini e liberi pensatori” come lei.

E queste sparate volgari e bieche affermazioni, condite – non a caso – dalla citazione dell’italiano che vi fa più comodo (Altiero Spinelli) sono la migliore dimostrazione della sua mediocrità.

Che non è quella del professor Giuseppe Conte, personalità che al di là della condivisione o meno del suo operato, ha sempre mostrato una qualità imprescindibile: la dignità. Senza dimenticare la compostezza, la saggezza diplomatica. Robe nobili, elevate, forse troppo per chi è abituato alla rozzezza degli ambienti fiamminghi.

È un momento cruciale. Un momento in cui la compattezza dovrebbe essere la prima cosa da mostrare. E la politica italiana dimostra che oltre una certa soglia di auto-distruzione non riesce ad andare.

Ed ecco che quindi invochiamo con gioia più volgarità, più insulti, più dichiarazioni vergognose come la sua, signor Verhofstadt. Perché sono le stesse che ci permettono di comprendere di essere nel giusto, di combattere per una causa giusta. Contro di voi e contro questa Europa criminale.

Con rinnovato disprezzo,

Stelio Fergola

(di Stelio Fergola)

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