Attali: "Populismi nefasti, meglio un cambio di governo in Italia"

Attali: “Populismi nefasti, meglio un cambio di governo in Italia”

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Lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Chi espone le bandiere della Francia è un nemico dell’Italia. L’ottica, al contrario di ciò che affermano le élite globaliste, non è quella sciovinista ma della ragion di stato e dell’Interesse nazionale. A maggior ragione perché presta il fianco a personaggi come Jacques Attali, ex consigliere speciale del presidente Francois Mitterand ed ex presidente della londinese European Bank for Reconstruction and Development (Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo) nonché mentore dell’attuale presidente francese Emmanuel Macron.

Il banchiere francese è tornato ad attaccare l’Italia, auspicando un “Regime Change”. Intervistato da La Stampa, Attali parla della crisi diplomatica fra Roma e Parigi. E afferma: “Non sta succedendo nulla fra l’Italia e la Francia. Succede solo qualcosa con il vostro governo, rivelatore di quella che è la dimensione nefasta del populismo in Europa”. L’economia francese, uno dei più potenti consiglieri dei leader di Parigi dai tempi di François Miterrand, incalza: “Gli insulti che questi signori lanciano contro la Francia sono eccellenti notizie pedagogiche. Mostrano a chi non l’avesse ancora capito la natura di questi movimenti, che ci riportano agli anni più neri dell’Italia e della Francia. Se continua così, tutto questo produrrà le stesse conseguenze”.

Attali: “Meglio un cambio di governo”

Cosa deve fare l’Italia? Attali non ha dubbi: “Un cambiamento di governo in Italia sarebbe la soluzione definitiva. Oppure quello attuale deve diventare responsabile. Sono molto rispettoso della democrazia e in particolare di quella italiana. E non voglio immischiarmi nelle vostre scelte politiche. Ma da un punto di vista francese, europeo e anche di tanti miei amici italiani, visto che il vostro governo dopo mesi e mesi non cambia atteggiamento, dovrebbe cambiare. Risolverebbe tutti i problemi”.

Ma chi è davvero Jacques Attali? Come scrive Enrica Perucchietti è lo stesso Attali, che contribuì a scrivere il Trattato di Maastricht, è un lobbista che ha rilasciato negli anni interventi a dir poco inquietanti in linea con la sua fervida produzione saggistica (si pensi a Breve storia del futuro del 2006). A lui è stata anche attribuita la frase «E cosa credeva la plebaglia europea, che l’Euro fosse stato fatto per la loro felicità?».

Nel 1981 rilasciò un’intervista per un libro di Michel Salomon, L’Avenir de la Vie (Il Futuro della Vita), in cui spiegava la sua visione in merito al futuro dello stato sociale: «Si potrà accettare l’idea di allungare la speranza di vita a condizione di rendere gli anziani solvibili e creare in tal modo in mercato». Per risolvere il problema Attali auspicava il ricorso all’eutanasia, definita uno «degli strumenti essenziali del nostro futuro» in quanto «in una società capitalista, delle macchine permetteranno di eliminare la vita quando questa sarà insopportabile o economicamente troppo costosa».

(di Roberto Vivaldelli)

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