L'esercito Siriano respinge un'offensiva dei jihadisti nella regione di Idlib

L’esercito Siriano respinge un’offensiva dei jihadisti nella regione di Idlib

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La scorsa settimana la provincia di Idlib è stata, ancora una volta, la protagonista dell’ormai infinita guerra in Siria.

Il 30 novembre,  Hayat Tahrir al-Sham, il Fronte di Liberazione Nazionale filoturco e diversi gruppi Jihadisti, incluso il Partito Islamico Turkistan e Ajnad al-Kavkaz hanno lanciato un grande assalto contro le posizioni dell’esercito siriano nella parte sudorientale della provincia di Idlib.

Controffensiva Jihadista a sud di Idlib

L’attacco è iniziato con un’imboscata contro un’unità siriana vicino Tell Dam. 6 soldati sono stati uccisi e 5 catturati. Quindi, i terroristi “moderati” hanno catturato i villaggi di Sarjah, Ejaz, Rasm al-Ward e Istablat.  Fonti Jihadiste sostengono che almeno due unità di rifornimento dell’esercito sono state distrutte.

Foto e video degli scontri hanno dimostrato che i terroristi moderati stanno usando tendenzialmente armi e mezzi dell’esercito turco, come i mortai HY-12 e armi anticarro HAR-66.

L’aviazione Siriane e quella Russa  hanno risposto con l’intensificarsi dei bombardamenti contro le colonne di militanti, e garantendo supporto aereo alle forze governative in difesa. Come sempre ormai, i terroristi sostengono che i bombardamenti hanno colpito “solo” i civili.

L'esercito Siriano respinge un'offensiva dei jihadisti nella regione di Idlib
In alto a sinistra la provincia di Idlib. In bianco e in verde sono rappresentati quei gruppi legati a movimenti jihadisti e terroristici che continuano a combattere contro il governo siriano (in rosso).

Il 1 dicembre, l’esercito siriano ha dato vita ad un contro attacco riconquistando Ejaz. Truppe governative sono riuscite a rientrare a Sarjah e diversi villaggi nei dintorni. La situazione è ancora in pieno svolgimento.

Nessuna pace per i Siriani

La recente escalation a sud di Idlib può  portare ad un ampliamento degli scontri, ed è sempre più probabile un’offensiva di ampio respiro da parte delle forze di Assad. La provincia di Idlib rimane una zona di grande instabilità fintantoche gruppi come Hayat Tahrir al-Sham e i suoi alleati vi operano. La situazione andrebbe dunque risolta alla radice.

Il Fronte di Liberazione Nazionale è ampiamente supportato dalla Turchia, e così pure una parte del Esercito Nazionale Siriano. Il secondo è palesemente un proxy della Turchia, agendo nel Nord della Siria contro i Curdi del Rojava. Pertanto, il governo di Ankara ha una parte di responsabilità nella guerra infinita che attanaglia ormai da anni la Siria ed il popolo siriano.

Il 30 novembre, la polizia militare russa ha stabilito un posto d’osservazione nella cittadina di Amuda nel nordest della Siria. La stazione di polizia si trova in un largo edifizio che è stato usato diverse volte dall’Unità di protezione delle Donne Curde come accademia militare.

Grazie all’accordo Russo-Turco sulla Siria del nord, unità Curde si sono ritirate a 30km di distanza dal confine turco ed hanno cessato ogni azione militare nella regione. Forze russe, in ogni caso, hanno creato posti d’osservazione per monitorare il cessate il fuoco e proporre un dialogo fra i comandanti Curdi e il governo di Assad.

(tradotto da Southfront da Fausto Andrea Marconi)

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