Julian Assange

Julian Assange malato: “Rischia di morire in carcere”

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Oltre sessanta medici hanno firmato una lettera aperta indirizzata a Priti Patel, ministro degli interni britannico, denunciando le gravi condizioni in cui si trova Julian Assange, malato da tempo e detenuto in Gran Bretagna dall’11 aprile di quest’anno, minacciato di estradizione negli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio.

“Julian Assange malato e in fin di vita”

I medici scrivono “Da un punto di vista medico, sulle prove attualmente disponibili, nutriamo serie preoccupazioni riguardo all’idoneità del signor Assange ad affrontare un processo nel febbraio 2020. È soprattutto nostra opinione che Assange, malato, abbia bisogno di una valutazione medica urgente da parte di esperti del suo stato di salute sia fisico sia psicologico. Qualunque terapia medica indicato deve essere somministrata in un ospedale universitario (assistenza terziaria) adeguatamente attrezzato e dotato di personale esperto” e aggiungono “nutriamo serie preoccupazioni che possa morire in prigione”.

La scorsa settimana è caduta l’accusa di stupro del tribunale svedese nei confronti del giornalista australiano mentre il Responsabile ONU contro la Tortura, a seguito di una visita nel carcere britannico, ha dichiarato: “Julian Assange è detenuto in un carcere di massima sicurezza, in condizioni di sorveglianza e isolamento estreme e non giustificate, mostra tutti i sintomi tipici di un’esposizione prolungata alla tortura psicologica. È necessario che il governo britannico lo liberi immediatamente per proteggere la sua salute e la sua dignità. È inoltre da escludere la sua estradizione negli Usa.”

Assange e la “spina Wikileaks”

Nel 2006 Julian Assange è tra gli attivisti del sito Wikileaks, di cui diviene caporedattore, arrivando a pubblicare online numerosi documenti confidenziali del governo statunitense ed è nel 2010, con il caso di Chelsea Manning, ex analista di intelligence dell’esercito americano che spedisce a Wikileaks rapporti segreti sul conflitto iracheno, ciò la porterà ad una condanna di sette anni di carcere duro e una nuova condanna nel 2019 per aver rifiutato di testimoniare contro Assange.

I documenti sono più di 250mila e riportano minuziosamente atti di repressione, stragi contro i civili con testimonianze video in merito alle guerre in Afghanistan ed Iraq. Nel 2016 vengono pubblicate da Wikileaks oltre 30mila mail inviate e ricevute da Hilary Clinton nel periodo in cui quest’ultima ricopriva il ruolo di Segretaria di Stato sotto l’amministrazione Obama.

(di Antonio Pellegrino)

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