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Canale di Suez: la celebrazione all’Accademia d’Egitto a Roma

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Il mese di novembre del 2019 è quello delle celebrazioni per i 150 anni del Canale di Suez, storicamente inaugurato del 1869, dopo dieci anni di ciclopici (e tragici, dato il costo in vite umane) lavori.

Opera immane, tanto audace quanto rivoluzionaria, che vide (con buona pace dei suoi calunniatori a tutti i costi) l’Italia – ed alcuni eccellenti italiani – giocare un ruolo di prim’ordine. In questo mese si tengono perciò le celebrazioni non solo della realizzazione del canale artificiale che collega Mar Mediterraneo e Mar Rosso, ma anche della collaborazione plurisecolare fra Egitto e Italia.

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L’evento organizzato dall’Associazione Polikòs a Roma sui 150 anni del Canale di Suez

 

Il Canale di Suez celebrato a Roma

A riguardo, si è tenuto un assai importante evento, il giorno venerdì 8 novembre, presso l’Accademia d’Egitto a Roma. Nell’elegantissimo palazzo di Valle Giulia, in una piovosa serata autunnale, l’Associazione Culturale Polikòs ha organizzato il convegno Suez 150. Passato e futuro del Canale che ha cambiato il volto del commercio globale, assieme all’Ambasciata d’Egitto in Italia ed alla Camera del Commercio Italo-Arabo.

La mostra, fotografica e bibliografica, è stata curata e presentata (con irruenza) da Giovanni Cipriani, del Centro per la Promozione del Libro: “L’Europa e il Canale di Suez. Il contributo italiano alla realizzazione, 1859-1869“.

Subito dopo l’inaugurazione della mostra, la sala delle conferenze ha ospitato, con l’introduzione storiografica di Davide Garavoglia, una serie di relazioni, tra filmati e interventi dal palco. Hanno partecipato: l’ambasciatore egiziano in Italia, Hisham Badr; il vice-direttore generale agli Affari Politici del Ministero degli Esteri, Diego Brasoli; il presidente della Camera del Commercio Italo-Arabo, Cesare Trevisani; per Assarmatori, Jeannie Gregori; per l’Istituto Affari Internazionali, Nicolò Sartori.

 

La necessità di rilanciare la partnership italo-egiziana

L’Associazione Polikòs si prefigge di «contribuire attivamente al dibattito pubblico attraverso l’organizzazione di conferenze con esperti, la stesura di elaborati e la diffusione dei risultati raggiunti». Questi ragazzi romani, colti ed entusiasti – come l’incontro per la celebrazione del Canale di Suez ha fatto vedere -, dimostrano col maggiore evento dei primi due anni d’attività di saperlo fare molto bene, in grande stile e con cura.

Fra di loro c’è Marco Valerio Solia, autore del libro “Mattei, obiettivo Egitto“, col quale egli ha narrato l’epopea di quando l’Italia, grazie agli italiani più lungimiranti, comunicava intelligentemente col mondo arabo – e segnatamente con l’Egitto di Nasser – e si costruiva così un ruolo di primo piano, se non da arbitro, sullo scacchiere internazionale. E sul Mar mediterraneo.

L’evento all’Accademia d’Egitto ha proiettato lo stesso discorso sul futuro: gli interventi hanno insistito particolarmente sulla necessità del ritorno a un dialogo fitto tra Italia ed Egitto. Oltreché sulla possibilità per entrambi i Paesi di tornare ad un ruolo di spicco nel futuro prossimo delle relazioni internazionali. Emblema di Polikòs è infatti una sfera armillare, strumento astronomico scelto per rappresentare “progettualità e visione d’ampio respiro”: «Superare le criticità attuali e puntare verso un orizzonte di sviluppo e crescita».

(Tommaso de Brabant)

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