Copasir Giuseppe Conte

Il Copasir convoca Conte dopo visita di Barr a Roma

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Giuseppe Conte convocato dal Copasir dopo la visita del Procuratore generale Usa William Barr in Italia. Il premier Giuseppe Conte, titolare della delega ai servizi segreti, potrebbe essere chiamato a riferire davanti al Copasir sui contatti tra il ministro della giustizia statunitense William Barr e i capi dei servizi segreti italiani. A quanto apprende l’Adnkronos, l’ipotesi di convocare il presidente del consiglio verrebbe sollecitata da alcuni membri.

Si starebbe tuttavia valutando la fattibilità e la legittimità di una simile convocazione visto che, al momento, il Copasir non ha ancora un presidente ma solo un “facente funzioni” (il senatore di FdI, Adolfo Urso, vicepresidente dell’organismo bicamerale) . La casella più alta della Commissione è rimasta vacante infatti dopo la nomina dell’ex presidente, Lorenzo Guerini, a ministro della Difesa.

Il Copasir vuole sentire il premier Conte

Come riporta l’Huffpost, è di oggi la richiesta di audizione al Copasir del premier Conte per fare chiarezza in merito alle notizie uscite sulla stampa Usa prima e su quella italiana poi. “Un atto dovuto”, spiega una fonte all’Huffpost, avanzato dal vicepresidente del comitato parlamentare sui servizi d’intelligence, Adolfo Urso. L’interessato, contattato al telefono, evita l’argomento: “Su questa vicenda non rispondo, arrivederci”. Click. Ma un uomo ai vertici della Lega non segue la stessa prudenza: “Urso ha avanzato una richiesta istituzionale. Alla quale anche noi abbiamo aderito. Perché di tutta questa vicenda il Copasir non ne sa nulla”.

La visita di William Barr in Italia

Come spiega Inside Over, un funzionario del Dipartimento di Giustizia ha confermato a Fox News che il procuratore generale William Barr ha chiesto al presidente Donald Trump di “introdurlo” ai Paesi stranieri che avrebbero potuto avere informazioni pertinenti all’indagine del procuratore americano John Durham su possibili comportamenti scorretti da parte della comunità dell’intelligence all’origine dell’indagine sul Russiagate.

Tra questi Paesi, oltre all’Australia e alla gran Bretagna, c’è anche l’Italia, dove Barr si è recato nei giorni scorsi come anticipato in esclusiva da Inside Over lo scorso 28 settembre, prima che la notizia dell’incontro di Barr e Durham con i funzionari del governo Conte venisse confermata da New York Times e Washington Post. Secondo quanto riportato da Fox News, i Paesi interpellati da Barr – tra cui l’Italia – “sono stati utili” e hanno fornito il supporto necessario richiesto.

Occhi su Joseph Mifsud

Sempre secondo Inside Over, un funzionario dell’ambasciata americana a Roma avrebbe rivelato al Daily Beast che quella di William Barr è stata una visita inaspettata. Secondo la testata americana, Barr e Durham erano particolarmente interessati da ciò che i servizi segreti italiani sapevano sul conto di Joseph Mifsud, il docente maltese della Link University di Roma al centro del Russiagate americano, colui che per primo – secondo l’inchiesta del procuratore Robert Mueller – avrebbe rivelato a George Papadopoulos l’esistenza delle mail compromettenti su Hillary Clinton. Clamoroso il proseguo dell’articolo del Daily Beast, secondo il quale Joseph Mifsud avrebbe fatto domanda di protezione alla polizia in Italia dopo essere “scomparso” dai radar e dalla Link University di Roma, dove lavorava.

Mifsud avrebbe fornito una deposizione audio nella quale spiegherebbe perché “alcune persone” potrebbero fargli del male. Una fonte del ministero di Giustizia italiano, parlando a condizione di anonimato, avrebbe confermato che Barr e Durham hanno ascoltato il nastro e ci sarebbe stato uno scambio di informazioni fra i procuratori americani e l’intelligence italiana.

(Roberto Vivaldelli)

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