Umorismo "rossobruno": intervista al BNP

Umorismo “rossobruno”: intervista al BNP

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Abbiamo raggiunto i ragazzi del BNP (Britney National Party), pagina che diffonde un dissacrante umorismo “rossobruno”.

Quando,come e perché nasce il BNP e per quale motivo prende il nome da Britney Spears?

Zigail cameragni è un piacere sentirvi! Il BNP è un apostrofo rosa fra le parole Ribbentrop e Molotov che viene disvelato pubblicamente nell’ormai lontanissimo 2006. Venne fondato per partecipare ad un gioco di simulazione politica presente su un antico forum che molti ricorderanno, “Politica On Line”. E nemmeno a dirlo in poco tempo vincemmo le elezioni esprimendo addirittura il primo ministro. Ma questa è soltanto la narrativa buona per le masse impoverite ingannate dall’astuzia di chi ha fatto del mercato la sua unica giustizia, il Britney è una necessità storica.

Non potendo esprimere il nostro ideale in un mondo che censura e condanna, l’unica soluzione, la famosa soluzione finale, è l’autoironia. Britney Spears perché è la nostra eroina: nell’occidente decadente e liberale, come recita il nostro primo manifesto, rappresenta “Un moto rivoluzionario, una critica decostruttiva all’intera americanità promana dalla sua persona. Una ragazza di divina bellezza che ha voluto consapevolmente annichilirsi e ritornare allo stato di natura: l’ubriachezza molesta e la sovralimentazione da cheesburger”.

Cos’è il “Britneysmo” ?

Il Britneysmo è per l’appunto questo. L’utilizzo delle armi del nemico per annichilirlo e diffondere la nostra metallica, devastante, geometrica, oggettiva ideologia tellurocratica. Se mi concedete una seconda citazione, sempre dal vangelo secondo Britney: “il britneysmo dissimula, non simula; o meglio il britneysmo simula il sistema che a sua volta simula la giustizia. In definitiva il britneyano nega la negazione: procede verso la verità.”

I contenuti sono prettamente goliardici, non vi prendete mai sul serio e usate spesso tormentoni diventati ormai familiari a molti sui social, l’umorismo “Rossobruno” é un vostro marchio di fabbrica, ma avete avuto spesso problemi con la censura.

La censura è sempre bene accetta e ci sembra l’unico centimetro di civiltà ancora in piedi. Siamo nemici di tale sistema ed è sacrosanto che il sistema tenti di censurarci. Fossimo noi al potere, cari cameragni, ci sarebbe da ridere. Viviamo in un regime politico come tanti altri, interessato a sopravvivere e a cancellare i propri nemici. A quelli che non lo capiscono, e sono tanti, è sempre utile ricordare la bellissima massima di Proudhon: “Chi dice umanità cerca di ingannarci”.

Ci sono delle fonti d’ispirazione culturali e politiche definite? 

I nostri ideologi di riferimento sono molti e se ne aggiungono sempre di nuovi, ve ne elenco un po’: Fabrizio Corona, l’ispettore Derrick, Er Batman de Anagni, Svastichella, Dario Fo, Giorgio Bocca, Henry Ford, Walt Disney, Lele Mora, Lars Von Trier, David Bowie nel periodo del Thin White Duke, Arnold Schwartznegger, Pippa Middleton, Don Matteo, tutti i calciatori col numero 88… Tutti costoro e tanti altri hanno fatto la loro parte per la creazione del nostro castello ideologico totalitario. 

Cos’è per voi Rossobruno? 

Il rossobrunismo è una necessità. Alcuni ricordano sia un termine spregiativo usato da alcuni giornalisti, ma è evidente che oggi essere rossobruni è un merito e null’altro. Destra e sinistra da tempo non significano nulla, cosa avrebbe in comune un patriottico Stalin con un gay friendly de “La sinistra”? E cosa avrebbe in comune un destrorso Salvini con il socialista Mussolini? Il rossobruno chiede uno Stato forte socialista e non è interessato alla strategia della tensione che fa ancora scontrare ultras di destra contro ultras di sinistra a tutto vantaggio dell’abominio liberale

Avete nuovi progetti in cantiere?

Non possiamo rivelarvi oltre ci dispiace, accontentatevi di questo: 

“Non so dei vostri buoni propositi perchè non mi riguardano
Esiste una sconfitta pari al venire corroso
Che non ho scelto io ma è dell’epoca in cui vivo”

(di Emilio Bangalterra)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Galateo, ovvero l’educazione perduta: riscopriamolo
Galateo, una parola che sentiamo spesso. "Non riempire troppo il [...]
Nodi marinari: esempi e storia di una tradizione millenaria
Saper fare un nodo è una cosa che può risultare [...]
I figli sardine anti Salvini, i papà anti Berlusconi: quei flash mob revival
C'è il paese dei gilet gialli e quello delle sardine (che [...]
L’esercito Siriano avanza nei territori di Idlib occupati dai Jihadisti
Le forze governative del presidente Assad avanzano lentamente nella parte [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter

Scroll Up