Non si muore più nel Mediterraneo, ma agli immigrazionisti non va giù

Non si muore più nel Mediterraneo, ma agli immigrazionisti non va giù

Solo un morto ritrovato nel 2019. Quanto ai dispersi, se ne stimano 144 nei primi tre mesi del 2019, contro i 328 dello scorso anno. Non si muore più nel Mediterraneo, perché al netto del fatto che essere “dispersi” non sia esattamente una buona notizia, il computo complessivo dei decessi nelle traversate è sempre più tendente verso lo zero. Fatti, non chiacchiere.

Guarda caso, man mano che si riducono le partenze: dopo l’anno terribile del 2016, con i già citati 5mila decessi a fronte di 180mila sbarchi, lo scandalo ONG porta gli arrivi a calare a 117mila, e gli affogati poco sopra i 3mila. Con la chiusura totale del 2018, 23mila partenze e 2133 morti. Come riporta il Giornale:

Nel 2018 il ritornello si ripete. Le Ong abbandonano definitivamente il campo e intanto la Libia inizia seriamente ad intercettare i barconi. I morti scendono da 2.171 a 1.314. Con l’eccezione di giugno (564 decessi), grazie la chiusura dei porti disposta da Salvini ingressi e lutti si sono ridotti via via al lumicino: a ottobre dell’anno scorso ne sono morti solo 7 (contro i 431 del 2016), a novembre 24 (contro i 703 di due anni prima).

Ma agli immigrazionisti non va giù. Ci provavano fino agli inizi dell’anno, con il disperato tentativo della “percentuale di morti rispetto alle partenze”, in aumento. Ma se nel 2017 i morti sono oltre un terzo superiori a quelli del 2018, cosa dovrebbe interessare questo dato? Nulla. Ma gli immigrazionisti non si fermano mai, continuano a testa bassa, a una statistica inutile ne fanno seguire altre pur di non mollare la presa, ed ecco che Open se ne esce con una delle sue mirabolanti inchieste, puntando sui “dati incompleti” annunciati da Salvini. “Un solo morto ritrovato è un dato parziale e fazioso, cosa facciamo per i dispersi?” è la sintesi.

Non si muore più nel Mediterraneo, ma agli immigrazionisti non va giù

Potete andare e cliccare il link, ma vi anticipiamo che è inutile. La sintesi è quella che vi riportiamo. Morti dimezzati? Non va bene, perché la “percentuale” sulle partenze è più alta. Quasi estinti? Non va bene, mettiamoci a contare i dispersi, le cui notizie non sono mai certe e per di più sono quasi tutti lontani dalle acque territoriali italiane. Magari potremmo cercare anche i dispersi nel deserto del Sahara pur di trovarne qualcuno in più.

Insomma, tutto pur di negare un fatto oggettivo e incontrovertibile: che i decessi in mare sono diminuiti in modo drastico da quando non si parte più e – ovviamente – anche da quando si inizia a rimpartriare qualcuno.

Questa gente ha sempre voluto l’immigrazione, e non si fermerà mai fino a quando sarà esaudita. A questa gente non è mai interessato nulla della sorte dei clandestini e dei fuggitivi. Hanno sempre desiderato che ne arrivassero il più possibile.

La loro sconfitta è anche la vittoria della vita dei popoli.

(di Stelio Fergola)

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Bargiggia svela “I segreti del calciomercato”
Il calcio è una passione planetaria, certamente lo sport più [...]
Londra troppo pericolosa: somali rispediscono figli in Patria
A Londra i teenager britannici stanno venendo mandati dai loro [...]
Vladimir Putin: chi sarà il suo successore?
È sempre rischioso pronunciarsi in modo definitivo sulle prospettive future [...]
Sgarbi asfalta Formigli: “Io sono italiano, non europeo”
A L'aria che Tira, il critico d'arte Vittorio Sgarbi asfalta [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter