Gramellini contro i "kattivisti": il solito moralismo chic

Gramellini contro i “kattivisti”: il solito moralismo chic

Massimo Gramellini si schiera a difesa del fenomeno Greta Thunberg e se la prende con chi ha semplicemente fatto il proprio lavoro di giornalista, smascherando quella che è, a tutto gli effetti, un’operazione di marketing politico. Nel mirino di Gramellini ci sono i temibili «kattivisti»:

«Ce l’hanno tutti con Greta – scrive Gramellini – la giovane ecologista scandinava nel cui nome, venerdì scorso, milioni di ragazzi hanno bigiato la scuola. Greta che pretende di farci mangiare a chilometro zero e poi compra le banane. Greta manipolata dalle lobby verdi. Greta fantoccio dei suoi genitori avidi di denaro. Greta che, ha detto qualcuno, se non fosse malata la prenderei sotto con la macchina».

«L’idealismo non è contemplato. Chiunque osi abbracciare un sogno o evocare un sentimento è ingenuo o in malafede. Da lui si pretendono una coerenza assoluta e una vita da anacoreta, altrimenti va subito affogato in un mare di cinismo. Non so perché lo facciano, ma preferirei essere Greta che uno di loro», conclude Gramellini.

Naturalmente, Massimo Gramellini, da buon opinionista dei salotti buoni, si rifiuta di fare il giornalista e difende il fenomeno Greta con il solito carico di opinionismo chic – materia nella quale è indiscusso maestro.  Nel suo editoriale non c’è mezza notizia, nessuno spunto di riflessione autentico, solo la conferma che questi «opinionisti» sono da sempre convinti da essere dalla parte giusta della storia, intellettuali buonissimi schierati contro l’emergere dei «kattivisti» che guastano le festicciole addobbate da media sempre più asserviti e in calo di autorevolezza (oltre che di copie vendute)

E voi, cari «kattivisti», come avete osato nel corso degli anni mettere in discussione la bontà d’animo dei «ribelli moderati» siriani e dei Caschi bianchi, i 70 anni di Pace dell’Unione Europea, l’Euro che ci farà lavorare un giorno in meno e guadagnare di più, la Brexit e l’avvento delle cavallette, Putin il dittatore e i campi di concentramento per i gay in Cecenia, la giusta guerra di esportazione di democrazia in Iraq contro il dittatore Saddam Hussein, la battaglia dei ribelli libici per la democrazia contro Gheddafi? Come avete osato mettere in discussione tutto questo? Siete proprio «kattivi».

Spegnete il cervello, azzerate ogni spunto critico, e bevetevi tutto quello che vi propinano Gramellini, comprese le rivoluzioni ecologiste di Davos: starete sicuramente meglio di noi e in pace con voi stessi.

(di Roberto Vivaldelli)

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