La strage di Christchurch è davvero colpa di Trump?

La strage di Christchurch è davvero colpa di Trump?

Venerdì scorso, a Christchurch, Nuova Zelanda, uno dei posti più civili della Terra, il ventottenne Brenton Tarrant, un australiano, ha acceso la videocamera del suo telefono e mostrato in diretta il massacro di tutti i fedeli musulmani che riusciva ad uccidere.

Usando un fucile semi-automatico, ha ucciso più di 40 tra uomini, donne e bambini in una moschea; poi ha guidato per tre miglia verso un’altra, e lì ne ha uccisi altri sette. Dozzine sono ancora feriti. È stata un’atrocità e un atto di puro male.

Tuttavia, come era prevedibile, il presidente degli Stati Uniti è stato pubblicamente ritenuto un complice morale dell’avvenimento.

Donald Trump, è stato detto, ha usato la parola “invasione” per descrivere i 76000 migranti catturati mentre attraversavano illegalmente il confine americano a febbraio. E anche il killer ha usato quella parola per descrivere la migrazione dei musulmani in Occidente. Il killer ha anche menzionato Trump nel suo manifesto di 74 pagine.

Quali altre prove ci servono?

Trump non è riuscito ad esprimere la repulsione dell’America e le condoglianze del suo paese a tutti i musulmani del mondo, né è riuscito a denunciare l’ideologia del “nazionalismo bianco” che ha motivato il killer.

Da lì, è stato breve il passo per dichiarare che noi americano abbiamo ignorato la minaccia per troppo tempo. Charlottesville, dove una donna è stata investita da un neonazista, è ritornata alla mente.

Ma la visione di un’America dove il razzismo bianco e il nazionalismo bianco sono rampanti corrisponde alla realtà?

Le élite americane conoscono bene l’Acela Express, il treno che va dalla Union Station di Washington D.C. fino alla Penn Station di New York. In quali delle cinque città in cui si ferma l’Acela Express – Washington, Baltimore, Philadelphia, Newark e New York – i nazionalisti bianchi sono responsabili per la maggior parte delle aggressioni, dei furti, degli stupri e delle sparatorie?

Chicago guida la classifica delle morti per arma da fuoco. Ma il tasso di omicidi, nel 2018, era più alto a St. Louis, Baltimore, Detroit, New Orleans e Kansas City. In quanti di questi posti i Klansmen e i neonazisti sono responsabili di crimini violenti?

Per quanto riguarda le stragi del nostro secolo, la destra razzista ha la sua parte. Dylan Roof ha ucciso decine di uomini e donne nere alla chiesa di Charleston, e c’è stato il massacro degli ebrei alla sinagoga di Pittsburgh.

E tuttavia un maggiore musulmano, Nidal Hasan, ha ucciso tredici soldati a Fort Hood. Nel massacro di San Bernardino del 2015, Syed Farook e Tashfeen Malik hanno lasciato sul terreno 14 morti e 22 feriti.

Secondo Forbes, delle 18.814 vittime causate dal terrorismo in tutto il mondo nel 2017, più della metà sono state compiute da quattro gruppi: Stato Islamico, Talebani, Al-Shabab e Boko Haram. Tutti questi gruppi sono musulmani sunniti, nessuno di estrema destra.

Le atrocità scelte dalla sinistra come maggiormente rappresentative sono quelle che si conformano a una visione, una narrativa, un copione già scritto: la visione secondo la quale l’America è un calderone di nazionalismo bianco dove i peggiori crimini sono commessi dai razzisti bianchi. E questo è un mito. Ora, non ci sono scuse per ciò che è accaduto a Christchurch. Ma c’è una spiegazione.

Tutte le persone, in una certa misura, resistono al movimento di stranieri nel proprio spazio. Alcuni migranti sono più difficili da integrare nella società occidentale. Le nazioni europee che non hanno conosciuto migrazioni di massa per secoli sono particolarmente suscettibili alle reazioni virulente. Gli americani, dopo tutto, hanno reagito visceralmente alla migrazione irlandese del 1845-1849, e di nuovo alla grande migrazione proveniente dall’Europa centrale e orientale dal 1890 al 1920. La violenza interetnica non era affatto rara.

I nostri leader, negli anni venti, hanno compreso questa cosa e hanno agito fermando l’immigrazione fino a quando queste persone potessero essere assimilate e, in una parola, americanizzate. Ha funzionato. Attorno agli anni ‘60, eravamo un popolo unito.

Poi, senza il consenso delle persone, è iniziato il grande esperimento. Le porte dell’America sono state aperte a persone di ogni religione, razza, cultura per creare una nazione che rappresentasse tutta l’umanità nella sua varietà – o, come ha detto Ben Watternberg, una nazione universale.

Il problema: una nazione universale è una contraddizione in termini. Una nazione di tutte le razze, religioni e tribù non è mai esistita nella storia.

Le democrazie liberali hanno abbracciato questa ideologia, questa idea, sono in guerra con la natura umana, e stanno perdendo in favore del tribalismo e dell’autoritarismo.

Per quanto riguarda Christchurch, sfortunatamente, tali orrori sembrano essere diventati la nuova normalità. Ma Brenton Tarrant da solo è responsabile per ciò che ha fatto. E non è stato Trump, ma il nuovo ordine globalista che ha fertilizzato il terreno per la sua nascita.

(di Pat Buchanan, da American Conservative)

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