Agenti FBI ispezionano l'sola del miliardario Epstein amico dei Clinton

Agenti FBI ispezionano l’sola del miliardario Epstein amico dei Clinton

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Una dozzina di agenti dell’FBI hanno fatto irruzione nella “Pedophile Island” di Jeffrey Epstein, accostandosi alla sua [isola di] fuga caraibica con i motoscafi e vagando nei campi di quest’ultima con i golf carts, due giorni dopo il suicidio del milionario pervertito“.

Degli agenti dell’FBI sono stati visti irrompere nella Virgin Island americana di Jeffrey Epstein – Little St. James – nel corso della mattinata e del pomeriggio di lunedì [14 agosto 2019, N.d.R.], come mostra un filmato esclusivo di Daily Mail TV. Almeno una dozzina di agenti sono stati visti sbarcare da dei motoscafi al molo dell’isola e guidare tutt’attorno ai 71,5 acri di terreno su delle golf carts. Altri ufficiali con la scritta dell’FBI in lampante evidenza sono stati in seguito visti a fare una ricognizione sul mare dalla cima della remota casa di lusso di Epstein.

L’irruzione è stata effettuata due giorni dopo che il 66enne è stato trovato morto, per suicidio, nella sua cella di prigione a New York, il sabato mattina [10 agosto 2019, N.d.R.] alle prime luci dell’alba.
Uno spettatore ha rilasciato una dichiarazione a Daily Mail TV: «Mi trovavo su una barca con degli ospiti. Ci stavamo godendo il pranzo, quando abbiamo visto oltre una dozzina di persone arrivare sull’isola».
La casa – soprannominata “Isola pedofila“, oppure “Isola dell’orgia” – è al centro di un’indagine, attualmente in corso e con continui sviluppi, sul traffico sessuale gestito dal criminale finanziere. Gli sono state mosse delle accuse secondo le quali delle ragazze minorenni sono state utilizzate come schiave sessuali e sono state ripetutamente abusate all’interno del tempio dell’isola.

Molti membri della comunità credono che Epstein abbia nascosto delle giovani ragazze, che aveva asservito a sé in delle camere sotterranee al di sotto del tempio e di altre parti dell’isola. Al momento, non esistono prove concrete che supportino questa affermazione. Fonti affermano che Epstein avesse portato le ragazze a St. Thomas, salvo poi trasportarle sulla sua isola al di sopra di una barca chiamata Ghislaine Maxwell, la sua precedente fidanzata e la sua presunta “signora”, “madama”. Non incidentalmente, la barca era chiamata Lady Ghisaine.

L’ex impiegato ha sostenuto che, fra gli ospiti, erano inclusi il miliardario Lex Vesner, proprietario di Victoria’s Secret, che negli anni Novanta aveva venduto ad Epstein la sua casa nell’Upper East Side. Lo staff ha dichiarato di aver visto delle modelle di Victoria’s Secret sull’isola. Ogni volta che Epstein si trovava lì, normalmente per tre o quattro giorni alla volta, delle donne prendevano il sole nude od in topless vicino alla piscina, mentre lui girava in pantaloncini ed infradito – così hanno affermato quelli dello staff.

Un precedente dipendente, il quale ha domandato di evitare d’identificarlo, ha detto che Epstein una volta aveva cinque barche, ed ha aggiunto di aver visto una manciata di giovani donne quando si trovava sulla proprietà di Epstein, ma credeva che avessero più di 18 anni.
Un ex controllore del traffico aereo presso l’aeroporto dell’isola ha così dichiarato a Vanity Fair: «In molteplici occasioni ho visto Epstein uscire dal suo elicottero, salire sull’asfalto in piena visibilità rispetto alla mia torre, e salire a bordo del suo jet privato con dei bambini – o, meglio, con delle bambine. Un incidente, in particolare, si erge su tutti gli altri nella mia mente, perché le ragazze erano così giovani… Non avrebbero potuto avere più di 16 anni».

Epstein aveva raddoppiato le sue proprietà nel gennaio del 2016, quando aveva sborsato ben 18 milioni di dollari per Great St. James, la quale si trova nelle vicinanze di Little St. James, anni addietro. Quella proprietà di 162 acri si trova accanto a Little St. James, l’isola di 71,5 acri che egli aveva acquistato nel lontano 1998 per 7,95 milioni di dollari.
Epstein aveva pianificato per Great St. James l’inclusione di una chiatta, di due case, di alcuni cottage, di un anfiteatro, di svariati giardini, di un cavo elettrico marino, di un impianto solare e di un generatore, di un magazzino, di un edificio di sicurezza, di un capannone di lavoro, di un’officina meccanica, di un ufficio subacqueo ed infine di una piscina. Quella chiatta ed alcune strutture completate, così come l’equipaggiamento per la costruzione, sono visibili nelle immagini aeree dell’isola.

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Questo lavoro è stato portato avanti, nonostante il fatto che soltanto la costruzione di un pennone e la riparazione di cisterne siano stati approvati da compiere sull’isola. Eppure, lì accanto, il suo tempio rimane senza tetto. Epstein ha eretto dei cartelli con su scritto “Non Oltrepassare”, in lungo e in largo per quasi tutto il territorio di Great St. James, a causa della popolarità della zona presso i turisti.

Le leggi locali rendono tutto il terreno che sta al di sotto della marea o dei cespugli di proprietà pubblica, quindi Epstein non poteva legalmente cacciare le persone da quell’isola, ma egli era stato molto vigile nell’assicurarsi che nessuno vagasse o si introducesse nella sua proprietà. Egli aveva fatto di Little St. James la sua prima residenza, ma nel giugno del 2019 l’elicottero che trasportava il milionario ed i suoi ospiti da e per l’aeroporto era stato inserito nella lista delle cose da vendere online, con un prezzo richiesto di base di 1,8 milioni di dollari.

Epstein aveva inoltre venduto il suo jet privato sempre in quello stesso giugno. Invece, il suo altro era stato sequestrato dopo il suo arresto a luglio, avvenuto in seguito al suo ritorno sul suolo americano, dopo un viaggio di tre settimane a Parigi. In totale, le proprietà di Epstein sono valutate per una cifra che si aggira attorno ai 150 milioni di dollari. C’è il bolthole di Parigi, dove egli ha trascorso le sue ultime settimane prima di ritornare negli Stati Uniti e di essere arrestato sulla pista appena il suo aereo aveva fatto atterraggio all’aeroporto di Teterboro in New Jersey.
Il pied-a-terre di 9 milioni di dollari su uno dei blocchi più belli della City of Lights, ed Epstein viaggiava lì frequentemente, spesso trascorrendo alcuni mesi nel suo appartamento ad ogni stagione estiva. L’irruzione dell’FBI è avvenuta nella stessa mattinata in cui il Procuratore Generale William Barr aveva lanciato un severo avvertimento ai presunti co-cospiratori di Jeffrey Epstein, dicendo loro che «non avrebbero potuto riposare facilmente».

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L’investigazione sui crimini sessuali di Epstein è destinata a spostare presto la sua attenzione – a seguito della sua morte – su coloro che sono accusati di averlo aiutato, attraverso una mossa che minaccia di implicare alcune delle persone più ricche e potenti del mondo. Parlando ad un evento della polizia a New Orleans, Barr ha detto: «Permettetemi di assicurarvi che questo caso proseguirà contro chiunque sia stato complice di Epstein. Tutti i co-cospiratori non avranno un riposo facile». «Le vittime meritano giustizia, e la otterranno».

Egli ha inoltre criticato la gestione del caso Epstein da parte del Manhattan Correctional Center dopo che è stato rivelato che un ufficiale addetto alla correzione non aveva effettuato controlli sul pedofilo per diverse ore, prima che quest’ultimo si impiccasse nella sua cella, nella speciale unità abitativa. Barr, che si è detto “sconvolto” ed “arrabbiato” per l’incapacità di “proteggere adeguatamente” Epstein [1], ha aggiunto: «Questo caso di traffico sessuale è stato molto importante per il Dipartimento di Giustizia, e per me personalmente».

«Ancora di più, questo caso è importante per le vittime che hanno avuto il coraggio di farsi avanti e che meritano di confrontarsi con l’imputato in un’aula di tribunale. Ero sconvolto, ed in effetti tutto il Dipartimento lo era, ed ero sinceramente arrabbiato nel venire a conoscenza del fallimento dell’MCC nel mettere adeguatamente in sicurezza questo prigioniero. Ora stiamo venendo a conoscenza di gravi irregolarità in questa struttura, che sono profondamente preoccupanti e che richiedono un’indagine approfondita. Arriveremo in fondo a quanto accaduto, e ci verranno riconosciute le dovute responsabilità».

Un vecchio collaboratore stretto del defunto gangster John Gotti Sr., Lewis Kasman, ha detto di aver sentito che Barr ha fatto visita all’MCC nel periodo in cui Epstein presentava dei lividi sul collo. Ha così affermato al New York Post (1): «Quando è successo? Il Procuratore Generale non fa mai visita alle carceri. Qualcosa non va bene qui».
Ghislaine Maxwell, la figlia mondana [“socialite” è, in inglese, una parola che indica una persona molto conosciuta nella società “alla moda”, e che è appassionata di attività sociali ed intrattenimento, N.d.R.] del defunto tycoon dei media Robert Maxwell, è una di quelle che, a causa dei suoi rapporti con il finanziere morto, potrebbe venire a trovarsi nell’occhio del ciclone, dopo che il succitato è stato trovato impiccato nella sua cella sabato mattina [10 agosto 2019, N.d.R.] al Metropolitan Correctional Center.

Agenti FBI ispezionano l'sola del miliardario Epstein amico dei Clinton

Maxwell, 58 anni, descritta come “la signora della casa” da un ex governante nella villa di Epstein a Palm Beach, in Florida (2), ha sempre negato qualsivoglia illecito, ma allo stato attuale delle cose i rapporti suggeriscono che lei potrebbe persino essere pronta a collaborare e cooperare con le autorità. I procuratori possono ora avere come obiettivo i testimoni che erano pronti a testimoniare con Epstein, ora che «non ne hanno bisogno», riporta il New York Post (3).

Una fonte ha riferito: «Stavano per ottenere un accordo grazie al quale avrebbero potuto testimoniare contro Epstein». Secondo Julie K. Brown – reporter per il Miami Herald (4) – i procuratori «probabilmente rifocalizzeranno i loro sforzi e la loro indagine su Maxwell, su Sarah Kellen Vickers, su Adriana Ross e su Lesley Groff». Esse sono state tutte quante accusate di aver aiutato a gestire l’operazione di Epstein, e la Brown ha aggiunto: «Un’altra donna, Nadia Marcinkova, è stata accusata di aver abusato sessualmente di alcune ragazze minorenni».

Brown, inoltre, ha sottolineato a MSNBC che ci sono ancora «migliaia e migliaia di altri documenti che, con ogni probabilità, verranno rilasciati», ed ha aggiunto: «Ci sono così tanti fili di informazioni, prove, dichiarazioni e testimonianze contenute in quei documenti, che il lavoro da sbrigare sarà assai cospicuo». Gli accusatori di Epstein potrebbero persino essere in grado di portare innanzi delle cause civili contro la sua proprietà, inclusi il suo palazzo da 77 milioni di dollari a New York City e la sua dimora a Palm Beach.

Commento a cura del traduttore: Questo pezzo del Daily Mail, molto ben documentato di immagini, parla dell’irruzione dell’FBI alle Virgin Islands americane per fare un sopralluogo quanto più approfondito possibile delle proprietà di Jeffrey Epstein, il miliardario morto per uno presunto suicidio nel carcere di Manhattan, a New York.

Per coloro che non conoscessero il caso Epstein, vale la pena enucleare tutti i suoi aspetti, a maggior ragione per cercare di comprendere le ragioni della sua morte, per la quale si parla di suicidio, ma in merito alla cui versione ufficiale esistono molti dubbi, nonché molte illazioni.

Jeffrey Epstein era appena stato travolto da un indicibile e terrificante scandalo, secondo il quale il ricchissimo finanziere americano – estremamente vicino alla famiglia Clinton, ad Obama, a mezza Hollywood, alle oligarchie finanziarie internazionali ed ai Democratici degli Stati Uniti, nonché ai servizi segreti israeliani del Mossad – gestiva sulla sua isola privata (ribattezzata “pedofila”, “delle orge”, “degli orrori”) un giro immenso di pedofilia e traffico sessuale, nel quale si sono impantanati tantissimi volti sia noti che oscuri del potere transnazionale e della politica.

La mattina, alle ore 7.30 di sabato 10 agosto 2019, è stato trovato morto nella sua cella, detenuto al Manhattan Metropolitan Correctional Center, esattamente due giorni dopo lo scoperchiamento dei suoi loschi affari attraverso la pubblicazione di migliaia di pagine di documenti, con testimonianze e non solo, che lo inchiodavano al culmine di una piramide orribile di crimini sessuali.

Documenti fondamentali, che nelle logiche di potere interne agli Stati Uniti potrebbero essere estremamente utili al Presidente Trump per ulteriormente aprire il Vaso di Pandora del giro mondiale di pedofilia e traffico sessuale che coinvolge le alte élite di moltissimi Paesi, Stati Uniti in primis (non è incidentale, probabilmente, che il caso Bibbiano sia emerso in contemporanea alle indagini statunitensi su questa terribile rete di affari), come evidenzia un lungo articolo di Strategic Culture (tradotto da Come Don Chisciotte).

Riporta Controinformazione.info : «L’elezione di Donald Trump, un outsider che non avrebbe dovuto vincere e la cui vittoria ha sconvolto i piani dell’establishment progressista USA, ha permesso di sollevare il coperchio dell’orrendo pentolone che fino ad ora aveva assicurato l’impunità a tale struttura. Il caso Epstein, in particolare, ha rivelato questo: che in un paradiso off shore, nelle Isole Vergini, con voli privati, centinaia di uomini potenti, banchieri, politici, gente dello star system, si dedicavamo allegramente al turismo sessuale violentando bambini e bambine; il tutto veniva filmato e schedato dalla CIA e dall’FBI, oltre che dal Mossad, in modo da incastrare il maggior numero possibile di quei signori. Tra i nomi eccellenti ci sarebbero quelli di Bill Clinton, del principe Andrea d’Inghilterra, di Henry Kissinger, per non parlare dell’aristocrazia “nera”, cioè dei Rotschild».

Per questo motivo, nonostante il fatto che i documenti fossero già stati desecretati, è del tutto fisiologico e legittimo pensare che, piuttosto che suicidarsi, Epstein sia stato suicidato, in quanto portatore con sé di troppe scottanti verità. Come riporta Il Nodo Gordiano , del resto non è il primo uomo, legato alla cerchia dei Clinton, ad aver subito la sorte di una morte sospetta. E non è un caso che Donald Trump in persona abbia retwittato sul suo profilo questa ipotesi.

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In diverse personalità dell’opinione pubblica italiana hanno riportato la notizia con questi medesimi sospetti. Primo fra tutti, il parlamentare sardo del MoVimento 5 Stelle Pino Cabras, molto spigliato per quel che riguarda la politica estera: «La sorveglianza anti-suicidio è un intenso processo di monitoraggio utilizzato per garantire che una persona, tranne JEFFREY EPSTEIN, non possa tentare il suicidio.
Di solito il termine è usato in riferimento a detenuti o pazienti in una prigione, un ospedale, un ospedale psichiatrico o una base militare. Si prevede che le telecamere riprendano la persona sotto osservazione 24 ore su 24. Disdetta: le telecamere erano in tilt mentre Epstein moriva. Quando alcuni lunatici collegano anche questo episodio alla teoria del “Clinton Body Count” (un elenco di 140 persone che nel corso dei decenni hanno avuto suicidi bizzarri e improbabili quando davano fastidio all’entourage dei Clinton, specie alla vigilia di qualche importante testimonianza) è solo perché guardano troppe puntate di House of Cards».

Altrettanto sospettoso, ma ben più diretto, il direttore di Pandora TV ed esperto di politica estera nei confronti della Russia e dell’Europa dell’Est, Giulietto Chiesa: «Dice che “l’hanno trovato morto”. Ma c’è qualcuno che pensa al suo suicidio? Forse sì, nelle redazioni di giornali e TV. La fretta con cui l’hanno fatto fuori dice, anzi grida, che quell’uomo sapeva troppe cose dei vertici politico economici degli Stati Uniti d’America. I suoi “Lolita Files” hanno ospitato non solo Bill Clinton, ma la “crema” di Wall Street e del “Deep State americano”. Bisognava chiudergli la bocca con la massima fretta, prima che cominciasse a parlare. Se c’era bisogno di una prova che il marcio non era in Danimarca ma a Manhattan, e a Washington, eccola».

Della stessa opinione Enrica Perucchietti, brillante giornalista e scrittrice di successo, autrice di importantissimi saggi “contro-corrente”: «Dal carcere di massima sicurezza di New York, il vaso di Pandora è stato richiuso. Jeffrey Epstein è stato trovato senza vita in carcere. Si sarebbe suicidato. Impiccato… Sebbene fosse sotto costante sorveglianza. Insomma, un suicidio “provvidenziale” che permetterà a molti di tornare a dormire sereni. Nei giorni scorsi Epstein aveva accettato di collaborare e di fare i “nomi” dei complici e delle persone coinvolte nei suoi crimini pedofili in cambio di una riduzione della pena.
Nel frattempo stavano emergendo sempre più dettagli sconvolgenti sulla sua vita (la visione transumanista e il suo piano di creare dei superumani ingravidando nel suo ranch delle donne con il suo seme) e sul coinvolgimento di personaggi insospettabili. Come era prevedibile, Epstein è stato trovato morto. Molti avranno tirato un sospiro di sollievo. Il miliardario si porta nell’aldilà i suoi segreti. Quei segreti che avrebbero rischiato di far tremare un intero Sistema. Un Sistema con la S maiuscola che, ormai è sempre più chiaro, non permette fughe di notizie, né tantomeno di essere scoperchiato».

Gli interessi dietro a questo caso sono, insomma, immensi, e coinvolgenti con ogni probabilità tutto quell’establishment che sino ad ora era rimasto impunito per i suoi crimini e per le sue perversioni. Taluni, addirittura, ventilano l’ipotesi che Epstein non sia morto realmente (13), ma sia stato sostituito da un sosia, e lui condotto via in totale segretezza, per un Programma di Protezione Testimoni estremamente preciso e condotto con la massima riservatezza e cura.

In ogni caso, la scoperta degli spregevoli ed odiosi crimini di quest’uomo ha spalancato un portone su quanto commesso all’insaputa di tutti da parte di moltissime alte e ricche figure del potere profondo, in un intreccio pericolosissimo fra potere per l’appunto, mondo politico (capace di coprire ed occultare tutto, poiché coinvolto) ed abomini, qual quelli che stanno emergendo sempre di più. Sino a che le viscere di tutto ciò non saranno chiare a tutti, sarà quanto mai necessario tenere gli occhi aperti e le orecchie rizzate.

(di Lorenzo Franzoni)

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