Lee Oswald: l’assassino di Kennedy

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L’omicidio di JFK è sicuramente una delle vicende più iconiche della storia contemporanea. Dalle versioni ufficiali alle più disparate teorie del complotto, sono molti i risvolti e le ombre che circondano questo episodio e un nome, quello dell’uomo che il 22 novembre 1963 è diventato per tutti (o forse solo per alcuni) l’assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald.

Chi è Lee Oswald, l’assassino di Kennedy

Nato a New Orleans nel 1939, Lee ebbe un’infanzia tormentata. La famiglia si trovò in forti problemi economici dopo la morte del padre. La madre, rimasta vedova, non riusciva a guadagnare abbastanza nemmeno per sostenere minimamente la famiglia e così, mentre i suoi fratelli finirono in un orfanotrofio, Oswald iniziò a cambiare di continuo città.

Il tutto influì negativamente sul suo aspetto psichico, al punto che fu necessaria una perizia psichiatrica che parlò chiaramente di comportamenti violenti e di deliri di onnipotenza.

Nel 1957 entrò nei Marines dove ottenne la qualifica di tiratore sceltissimo, ma non ebbe mai particolare feeling con l’ambiente, complice il suo essere schivo e i suoi convincimenti di natura comunista.

È proprio per seguire questi ultimi che nel 1959 si recherà in Unione Sovietica. Qui tenterà il suicidio in seguito al rifiuto delle autorità russe di concedergli la cittadinanza, finendo così per riuscire ad ottenere lavoro e permesso di soggiorno.

Minsk e la posizione da operaio in URSS non lo resero però felice come sperava.

Con Marina Prusakova, donna che intanto aveva conosciuto e sposato, rientra quindi in Patria e si stabilisce in Texas.

Qui il futuro assassino di Kennedy comincia a mostrare in maniera ancor più seria il suo lato sociopatico. Inizia infatti a fabbricare falsi documenti coi quali comprare armi tra cui un fucile di fabbricazione italiana, un Mannlicher Carcano che diverrà l’arma che consegnerà alla storia il nome di Lee Harvey Oswald.

Lee comincia a dare un’immagine alle sue convinzioni rivoluzionare. Dopo il naufragare di un suo tentativo di aprire un’organizzazione di matrice castrista a New York inizia a pensare che le armi siano l’unica soluzione per rovesciare il potere.

È così che il 10 aprile 1963, secondo la testimonianza della moglier Marina, Oswald sparò alla casa del generale Edwin Walker, fervente anticomunista, con l’intenzione di ucciderlo. Il tentativo fallì, ma Lee non fu scoperto, e iniziò a progettare il “grande colpo”.

L’assassinio di John Kennedy: i fatti

La mattina del 22 novembre 1963 Lee Oswald Kennedy si trova al sesto piano di un edificio di Dallas, dove è in programma un discorso di Kennedy. Aveva trovato un impiego in un deposito. Sarebbe dovuto essere a lavoro, e invece con sé aveva il fucile Mannlicher Carcano comprato per 10 dollari quando era tornato in Texas.

Alle 12.30 il presidente è in Dealey Plaza quando partono gli spari. Si sentono 3 colpi. 2 di questi colpiscono il presidente. John Fitzgerald Kennedy è morto.

Lee Oswald mantiene la calma, non scappa e cerca di confondersi nella folla, ma abbandona il posto di lavoro senza dire nulla. Lì la polizia rinviene un fucile e fa partire la caccia all’uomo.

Nel frattempo entra in gioco J. D. Tippit, un poliziotto che ferma un sospetto, che per questo lo uccide. La polizia per questo omicidio poco dopo arresterà Lee Harvey Oswald.

In seguito all’arresto Oswald negò con insistenza il suo coinvolgimento, iniziò a tirare in ballo l’FBI e disse di essere stato scelto come un capro espiatorio.

2 giorni dopo durante un trasferimento carcerario Lee venne ucciso da Jack Ruby, ufficialmente un folle estimatore di Kennedy.

Complotti e teorie alternative: chi ha ucciso Kennedy?

Si sono sviluppate, nel corso del tempo, numerosissime teorie legate alla morte di JFK. I fatti ufficiali, così pieni di incertezze e di “particolari” coincidenze hanno dato adito alle più disparate analisi conflittuali oltre a svariate tesi del complotto.

Dall’impossibilità per Oswald di colpire con quel fucile, da quella distanza, ad una determinata velocità, alla testimonianza che vorrebbe il tutto legato a vendette della mafia fino alle vere e proprie teorie complottiste, sono state tantissime le versioni  e le smentite delle stesse fornite da studiosi e non.

La versione ufficiale, nonostante l’HSCA sostenesse la possibilità della presenza di complici in quello che sarebbe un colpo di Stato ordito contro gli Stati Uniti, resta però quella che vede in Lee Harley Oswald il solo e unico assassino di Kennedy.  La domanda “chi ha ucciso Kennedy?”, dopo quasi 60 anni, continua ad ottenere risposte piene di dubbi e mistero.

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(di Simone De Rosa)

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