Parla Salvini: "Io a votare andrei anche domani mattina se si potesse"

Parla Salvini: “Io a votare andrei anche domani mattina se si potesse”

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Matteo Salvini, intervistato stamattina in un programma radiofonico non tentenna: “Io a votare andrei anche domani mattina se si potesse“. La crisi di governo infiamma il dibattito politico italiano come neanche le calde temperature d’Agosto hanno mai fatto. Se infatti sotto l’ombrellone siete stanchi di fare le parole crociate, o volete fare pausa dai bei libri che vi abbiamo consigliato, bè, che dire, un pò di telenovela-governo-Lega-M5S non fa mai male.

Sulle frequenze di Radio24 Salvini risponde come sempre senza peli sulla lingua alle domande degli intervistatori:

“Ritirare i ministri? Dipende da quello che dice Conte”. “Il futuro del Paese nasce da un discorso contro Matteo Salvini? Non credo, spero si parli di Europa, di giustizia, di tasse e di altro ancora. O almeno di questo parlerò io”.

La linea del Primo Ministro italiano, dopo diversi tentennamenti fra caduta del governo e non, ha preso una piega più istituzionale. Perché? A nostro avviso perché l’inciucio PD-M5S è più probabile di quanto ci si poteva aspettare. L’area M5S di sinistra infatti, ha subito fatto buon viso all’occhiolino dei Piddini in parlamento. La loro anima è comune, nonostante tutte i litigi e gli insulti. Dite quello che volete, ma se grattate il politico Grillino alla fine troverete un democristiano di sinistra pro-establishment. Pochi sono infatti i parlamentari 5S che vivono, seguono e pensano come la grande massa dei loro elettori.

Salvini quindi continua:

“Un governo con pieni poteri è un governo che fa, che non discute, che non polemizza. Poi quello che deve fare un governo è ben regolato dalla Costituzione”…. “stiamo facendo i conti con la disperazione di persone che non vogliono mollare la poltrona. Chi ha la coscienza a posto e ha lavorato bene non ha mai paura delle elezioni. Io a votare andrei anche domani mattina se si potesse”.

La partita, in ogni caso, la si gioca fra oggi e domani. Chi vivrà, vedrà.

(di Fausto Andrea Marconi)

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