Nodi marinari esempi

Nodi marinari: esempi e storia di una tradizione millenaria

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Saper fare un nodo è una cosa che può risultare utile a tutti, anche nella vita di tutti i giorni. Tuttavia è in ambito marittimo che la pratica assume un’importanza fondamentale, il che ha dato la vita a una serie di tecniche che ogni buon marinaio deve conoscere. Per chi va per mare è infatti essenziale apprendere quanto più possibile sui cosiddetti nodi marinari.

Nodi marinari: storia

L’uso dei nodi è molto antico e risale ad epoche preistoriche. Questi sono stati infatti utilizzati per le motivazioni più svariate: dalla costruzione di armi a quella di abitazioni, dalla tessitura alla pesca. In tempi antichi i nodi hanno avuto anche significati simbolici legati alla religione.

Un nodo, il famoso “nodo gordiano” era quello che Alessandro Magno avrebbe dovuto sciogliere, secondo la leggenda, per diventare imperatore dell’Asia minore. Nodo che il macedone avrebbe poi, più semplicemente, tagliato con la spada.

È però in ambito nautico che i nodi hanno avuto il loro maggiore utilizzo. Dai vichinghi ai grandi navigatori, chiunque si sia avventurato per mare ha dovuto fare i conti con i nodi marinari, facendo venire alla luce le tantissime tipologie che conosciamo oggi.

Tipologie di nodi marinari

Conoscere le principali tipologie di nodo può essere molto utile, anche a beneficio di chi utilizza tali tecniche nella vita di tutti i giorni. Un nodo ben fatto può risultare infatti utilissimo in azioni quotidiane, in escursioni all’aria aperta o in campeggio e, fatto sicuramente più importante, può risultare fondamentale in casi di pericolo per il recupero e il salvataggio di vite umane.

Le caratteristiche fondamentali di un buon nodo deve essere essenzialmente due: essere resistente e, allo stesso tempo, facile da sciogliere, specialmente in caso di corda bagnata.

Nodi d’arresto

I nodi d’arresto sono nodi che si eseguono alle estremità dei cavi e sono sicuramente i nodi marinari più conosciuti e di maggior uso comune.

L’esempio più elementare di nodo d’arresto è quello del nodo semplice, che altro non è che quello che tutti noi sappiamo fare. È il più elementare dei nodi marinari, che funge da base per tutti gli altri. Anche se garantisce una buona tenuta ha il difetto di stringersi in maniera eccessiva e diventare eccessivamente difficile da sciogliere. Per questo motivo è molto improbabile riscontrare un suo utilizzo in ambito nautico.

nodi marinari arresto
Il più comune nodo d’arresto

Altro nodo d’arresto è il nodo Savoia, così chiamato per via della sua presenza nello stemma della casata reale. È, per via della sua facilità di esecuzione il nodo di arresto più diffuso. Il nodo Savoia riesce infatti a non stringersi eccessivamente, risolvendo il problema principale riscontrato nel nodo semplice.

nodo savoia - nodi marinari
Nodo Savoia, la sua forma ricorda lo stemma della casata reale

Tra i nodi d’arresto si segnala infine il nodo del francescano. Così chiamato perché in uso ai frati che lo utilizzano nella corda usata come cintura. Formato da cinque o sei spire, viene utilizzato principalmente per bloccare l’estremità di una cima.

Nodo francescano marinai
Il nodo francescano, così chiamato perché in uso nell’ordine fondato da San Francesco d’Assisi

Nodi marinari di giunzione

I nodi di giunzione sono quei nodi che hanno, appunto, la funzione di congiungere due corde. Questi nodi sono stati utilizzati dall’uomo sin dall’alba dei tempi per la costruzione di capanne, per tessere o per costruire armi.

Un nodo di giunzione è il nodo piano. Utile per unire cime dello stesso diametro, è indicato principalmente in caso di carico forte e costante.

Nodi marinari di giunzione
Nodo piano, il più comune nodo di giunzione

Uno dei principali nodi di giunzione è il nodo bandiera. Questa tipologia di nodo è l’unica ad avere la funzione di unire due cime di diverso diametro. È molto utilizzato per via dei suoi tanti pregi: il nodo non danneggia infatti i cavi stringendosi troppo, è di rapida esecuzione ed ha una grande resistenza.

Nodo di giunzione a bandiera - Nodi marinari
Nodo di giunzione a bandiera

Per unire due corde di uguale spessore è sicuramente indicato il cosiddetto nodo inglese. Chiamato così perché inventato nel 1815 dall’inglese Hutton, è un nodo dalla forte resistenza che si utilizza di solito su cime di piccolo diametro. Un suo utilizzo su corde di spessore maggiore infatti ne determinerebbe una scarsa resistenza.

Nodi marinari - nodo inglese
Nodo inglese

Nodi marinari ad occhiello

I nodi ad occhiello (o gasse), chiamati così perché ricordano la forma dell’occhio, sono molto utilizzati sia in ambito nautico che, ad esempio, nella pesca.

Questi nodi marinari hanno la caratteristica di poter essere preparati in anticipo in mano per poi essere  adattati successivamente a seconda delle necessità.

Il più comune dei nodi ad occhiello è la gassa d’amante. Il suo pregio, che ne determina un grandissimo utilizzo, è quello di essere molto facile da sciogliere, garantendo, se messo sotto carico, una grande sicurezza. Una sua variante con doppia cima all’altezza dell’anello è conosciuta come gassa d’amante doppia.

Nodi marinari ad occhiello
La gassa d’amante, uno dei più utilizzati nodi marinari

Nodi marinari di accorciamento

I nodi di accorciamento sono quei nodi che vanno appunto ad accorciare una corda troppo lunga. Sono nodi molto utili in quanto evitano di dover tagliare una corda che poi potrebbe risultare utile e che, una volta tagliata, andrebbe anche a perdere la sua integrità venendo inevitabilmente danneggiata.

Principale nodo di accorciamento è il nodo margherita. Ritenuto per lungo tempo di vitale importanza per i marinai è caduto, nel corso del tempo, in disuso. Nonostante ciò conserva una sua grande utilità. Questo nodo infatti non logora il cavo e, se tenuto in costante tensione, garantisce un’ottima sicurezza. Come tutti i nodi d’accorciamento invece diventa molto debole e si scioglie facilmente se ciò non accade.

nodo a margherita marinaio
Nodo a margherita, uno dei più pittoreschi nodi marinari

Altra tipologia di nodo di accorciamento è infine il nodo semplice a doppino con gassa. Si tratta di un nodo semplice che forma una gassa fissa su una corda. Questo nodo ha il pregio di stringersi, anziché allentarsi, all’aumentare della tensione.

Corde marinai doppino
Nodo semplice a doppino con gassa

Nodi marinari di avvolgimento

I nodi marinari di avvolgimento sono utilizzati per assicurare l’estremità di una cima ad un corpo esterno. Tra questi si segnalano il nodo parlato semplice e la cosiddetta “bocca di lupo”.

Il nodo parlato semplice è il nodo classico che viene utilizzato per legare ai pali. Questo nodo è molto rapido e resistente, tuttavia non assicura una tenuta perfetta, il che, molte volte porta a i marinai a preferire il parlato doppio, che si avvolge una volta di più intorno all’oggetto.

Nodo nautico marinaio
Il nodo barcaiolo, utilizzato dai marinai per legare la corda a un oggetto esterno

Il nodo “bocca di lupo” è molto simile al parlato semplice. La differenza sta principalmente nel senso di avvolgimento di uno dei due capi. Utilizzato in origine per legare il bestiame risulta un nodo meno sicuro rispetto al nodo parlato.

Nodo bestiame bestie
Il nodo bocca di lupo, utilizzato principalmente per legare il bestiame

Nodi scorsoi

Ultima categoria da analizzare è quella dei nodi scorsoi. Questi nodi sono simili a dei cappi, proprio come quelli utilizzati, ad esempio, nelle impiccagioni. Sono nodi d’ancoraggio, usati quindi per stringersi intorno a qualche supporto.

Fondamentale per il loro impiego infatti è la presenza di una continua tensione il cui venir meno potrebbe facilmente far perdere l’ancoraggio.

Il principale nodo scorsoio è quello semplice (o Galera) è un nodo utilizzato molto raramente in ambito nautico. La sua caratteristica principale è quella di serrarsi quando la corda entra in tensione.

Nodi marinari scorsoio
Nodo scorsoio, utilizzato nelle esecuzioni tramite impiccagione

Altra tipologia di scorsoio è la gassa d’amante scorsoia. Utilizzata in origine per la cattura degli animali è un nodo nel quale il tirante scorre in una gassa d’amante semplice.

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La gassa d’amante scorsoia, è il nodo utilizzato per formare il “lazo”

 

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(La redazione)

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