Londra troppo pericolosa: somali rispediscono figli in Patria

Londra troppo pericolosa: somali rispediscono figli in Patria

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A Londra i teenager britannici stanno venendo mandati dai loro genitori in Somalia , Paese che si sta riprendendo da una serie di attacchi terroristici, a causa della preoccupazione che la polizia non possa proteggerli dai crimini con armi bianche.

I rappresentanti della comunità somala nel nord di Londra dicono che centinaia di giovani sono stati imbarcati su dei voli aerei per la Somalia, la Terra dei Somali [il cosiddetto “Somaliland” Stato dell’Africa orientale composto dalle province settentrionali della Somalia, ma non riconosciuto dalla Comunità Internazionale, N.d.R.] ed il Kenya a cagione della crescente inquietudine sulle gang della droga e sulle linee di contea, i network criminali che utilizzano i bambini per trasportare droga dalle città alle province.

In una serie di interviste, le madri somale che erano giunte a Londra dopo essere fuggite dal loro Paese durante la guerra civile degli anni Novanta hanno confessato all’Observer che molti dei loro figli hanno chiesto di lasciare il Regno Unito, a causa delle gang della droga e del pericolo di violenza.

Rakhia Ismail, vicesindaco di Islington, ha affermato: «Mandare via questi ragazzi è diventato l’unico modo con il quale essi possono essere più al sicuro. Questo problema della sicurezza è stato ripetutamente sollevato dalla comunità, ma nessuno le ha prestato ascolto. Così, molti bambini sono stati mandati all’estero. Due settimane fa [a fine febbraio del 2019, N.d.R.], c’è stato un accoltellamento, ed un bambino è stato riportato a casa soltanto due giorni più tardi».

Le rivelazioni seguono una settimana di acceso dibattito sulle cause e sulle potenziali soluzioni al problema epidemico dei crimini con armi bianche in Gran Bretagna. Diciassette persone sono morte, a seguito di attacchi, a Londra soltanto a partire dall’inizio del 2019 [cioè, in poco più di due mesi, risalendo l’articolo a marzo, N.d.R.]. Nella giornata di sabato [9 marzo 2019, N.d.R.], sono state riportate notizie di tre persone finite in ospedale dopo un attacco in un nightclub a Birmingham, una città che si sta riprendendo dai tre omicidi con coltello in pochi giorni dello scorso mese [febbraio, N.d.R.]. Ed un 15enne è stato accusato di omicidio dopo l’accoltellamento del 17enne Ayub Hassan, nell’ovest di Londra, nel pomeriggio di giovedì [7 marzo 2019, N.d.R.].

La catena di supermercati Asda ha fatto un intervento a sorpresa, sabato, in merito a tale questione, annunciando che fermerà la vendita di singoli coltelli da cucina.

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Gli alti livelli di violenza che alcune parti della società britannica stanno affrontando sono evidenti nelle testimonianze della considerevole comunità somala di Islington. I suoi rappresentanti sostengono che il 50-70% di loro è stato direttamente coinvolto dalle linee di contea e dai crimini con armi bianche.

Sadia Ali, tesoriere del Forum somalo di Islington, e fondatore di “Minority Matters“, ha detto: «Centinaia di giovani sono stati portati in Somalia, in Terra dei Somali ed in Kenya, alcuni condotti sulla via delle aree rurali. I genitori sentono di non avere scelta, se vogliono che i loro figli siano al sicuro».

Ali, una madre di sette figli, ha mandato suo figlio 15enne in Somalia per proteggerlo dalle gang, e molte delle sue amiche ora hanno i figli in due continenti diversi. Un altro 15enne è stato recentemente mandato in Somalia dopo che un suo amico era stato accoltellato a morte ad Islington e dopo che gli era stato detto “Tu sarai il prossimo”.

Recentemente, la Somalia ha subito un discreto numero di attacchi terroristici. L’esplosione di una bomba su una macchina nella capitale, Mogadiscio, ha ucciso sette persone e ne ha ferite diverse altre nel corso della giornata di giovedì [7 marzo 2019, N.d.R.]. Esso è venuto in seguito ad un altro attacco, verificatosi la settimana prima, che aveva ucciso 29 persone.

Venerdì [8 marzo 2019, N.d.R.], una madre somala del nord di Londra è volata a Mombasa, in Kenya, per dissuadere suo figlio 19enne dal ritornare nel Regno Unito, dopo che le gang gli avevano chiesto di fare ritorno: «Io sono davvero terrorizzata su cosa le gang potrebbero fargli se lui tornasse a casa».

(da The Guardian – Traduzione di Lorenzo Franzoni)

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