Gli USA costruiscono una base sul confine iracheno, l’ISIS cresce nel deserto

Gli USA costruiscono una base sul confine iracheno, l’ISIS cresce nel deserto

Il 3 febbraio l’aviazione siriana ha condotto una serie di attacchi contro nascondigli dell’ISIS nell’area di Kiribat al-Hosn, la regione desertica vicino Damasco. Gli attacchi sono una risposta al recente incremento dell’attività delle cellule dell’ISIS nella regione.

Il deserto di Damasco, così come l’area desertica vicino alla zona di al-Tanf occupata dagli USA, è diventata un rifugio sicuro per centinaia di militanti legati all’Isis ivi rifugiatisi dopo la sconfitta militare. Da una sola settimana l’esercito arabo Siriano ha eliminato un gruppo di 6 terroristi dell’Isis coinvolti in una operazione di ricognizione nella provincia di al-Suwayda.

La minaccia delle cellule terroristiche nascoste nel deserto rischia di aumentare se Siriani ed alleati non prendono le giuste contromisure. Nel frattempo unità di rinforzo sono state inviate nel sud del paese. La ragione è dovuta alla crescente minaccia di Israele sulle alture del Golan, è infatti da qui che sono partiti i diversi attacchi israeliani contro postazioni iraniane in Siria. I rinforzi possono essere utilizzati anche per rendere più sicura la regione di al-Suwayda nell’eventualità che l’Isis cresca anche in queste zone desertiche.

Gli USA costruiscono una base sul confine iracheno, l’ISIS cresce nel deserto

Nella regione di Idlib le forze siriane hanno condotto uno dei più violenti bombardamenti contro i terroristi di al-Qaeda dall’inizio dell’anno. Secondo media governativi, gruppi ribelli legati ad al-Qaeda sono stati bombardati dopo aver per primi violato il cessate il fuoco firmato da ambedue le parti. È da riscontrarsi il fatto che la Russia ha recentemente cambiato il suo atteggiamento verso la zona del cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov ha infatti ufficialmente dichiarato che gli accordi di Idlib sono solo una misura temporanea e che “nessun accordo suggerisce la presenza nel futuro di terroristi sul territorio siriano”.

La coalizione a guida Usa sta contemporaneamente lavorando per costruire una base militare permanente nel sudovest dell’Iraq, vicino ai confini di Siria e Giordania. Questo non sarebbe il primo tentativo dei militari USA di fortificare la propria presenza in questa parte del paese. Nel novembre 2018 un comandante delle Unità irachene di mobilitazione pooplare ha rivelato che la Coalizione ha tentato di occupare la base aeroportuale H3, conosciuta come Abu Rida al-Baldaui.

Queste azioni fatto parte di un più scaltro sforzo di stabilire delle infrastrutture che permettano all’esercito statunitense il controllo chiave delle autostrade che collegano Siria ed Iraq. I presidente americano Donald Trump ha infatti dichiarato apertamente che nonostante il ritiro dalla Siria, forze statunitensi rimarranno in Iraq per controllare le mosse del vicino iraniano.

(Tradotto dall’originale di Southfron da Marco Franzoni)

 

 

 

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Il PD non muore mai
Non muore mai il PD, per lo meno non muore [...]
Insegnanti, 1000 euro in meno rispetto a 10 anni fa
1000 euro in meno. Questo l'impoverimento degli insegnanti negli ultimi [...]
Obama e la Clinton si vergognano a parlare di vittime cristiane
"Easter worshippers", espressione con cui Obama e Clinton si sono [...]
Robert Sarah: “In Sri Lanka violenza islamista barbara”
Robert Sarah: se c'è qualcuno che parla chiaro e ignora [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter