A cosa serve la Nato oggigorno? Quale è il ruolo di questa alleanza miltiare domniata dagli Usa e proiettata su tutto il globo? A riguardo leggiamo -in due episodi- un interessante intervento comparso su Southfront.
Tradotto da Southrfront e scritto e prodotto dal SF Team: J.Hawk, Daniel Deiss, Edwin Watson
Origine e nascita della Nato
Il problema delle Alleanze è che diventano vittime del loro successo o, peggio ancora, non riescono a trovare un senso della propria esistenza una volta che scopare la logica della loro esistenza. La Nato originale della guerra fredda era una entità coesa, guidata da una delle due Superpotenze, i cui membri erano le democrazie industriali dell’Europa occidentale. Fra queste la Germania Ovest era il suo membro più orientale a stretto contatto con l’URSS comunista o i suoi paesi satelliti. Ma già allora c’erano falde nell’alleanza.
L’Italia, ad esempio, non aveva un ruolo centrale da giocare non confinando con nessuno dei Paesi del Patto di Varsavia e non schierava le sue forze nella Germania Ovest per difenderla dalla possibile invasione dei paesi comunisti. E, mentre in teoria Grecia e Turchia erano chiaramente parte dell’alleanza atlantica, nella pratica spendevano più tempo combattendosi fra di loro piuttosto che pianificare azioni comuni contro i Russi.
La fine della Guerra Fredda fece naufragare ancor di più la coesione di questa strana alleanza, per due ragioni. La prima, è che la Nato cercò subito di espandersi geograficamente il più possibile ad est. La seconda ragione è che perse l’unico fattore della sua esistenza ovvero la minaccia dell’URSS.
Così, oggigiorno la Nato è un puzzle di mini-alleanze che ruotano intorno agli Stati Uniti d’America. E la grande Superpotenza a stelle e strisce vuole chiaramente cambiare la natura della Nato, trasformandola da un’alleanza di membri paritari- i cui interessi devono essere presi in considerazione – in un suo strumento. Un’alleanza di “stati clienti” in cui la relazione è asimmetrica: gli USA comandano e gli altri obbediscono.
Nato strumento di potere in mano a Washington
Una logica conseguenza essendo, il fine ultimo degli Stati Uniti, la dominazione del globo. Questo obiettivo è chiaramente sostenuto e condiviso da tutto l’entourage politico americano e dalla maggioranza della popolazione. Se questo non viene detto apertamente, è sottolineato dall’uso dei vocaboli e delle parole. Si parla infatti di “leadership americana”, di “nuovo secolo americano”, e, ovviamente, di “eccezionalismo americano” che è usato per giustificare qualsiasi politica che viola le leggi internazionali, i trattati e gli accordi fra Stati Sovrani.
Oltre a questo, qualsiasi nazione che non riconosce la supremazia di Washington è bollata come “regime”. Non c’è nessuna evidenza o prova a favore del fatto che le elite americano vogliano una coesistenza pacifica con le altre grandi potenze della terra. L’America viene sempre prima e il conflitto con Cina, Russia ed Unione Europea è considerato una necessità.

Nato e USA, obiettivo: il dominio
La Nato gioca un doppio ruolo nel tentativo statunitense di raggiungere il dominio della Terra. Primo, è un’alleanza militare che proietta potere militare e minaccia di guerra qualsiasi potenza che si rifiuta di accettare la “leadership americana”. Il contributo militare degli stati europei è sicuramente importante, ma ancora più importante è il loro ruolo di colonie che legittimano la presenza di basi militari americane sul suolo europeo. (notare in Italia la base americana a Vicenza e molte altre) Forze militare USA sono dislocate in tutta Europa con capacità terrestre, navale e aeronautica: questo permette una proiezione totale sul Vicino Oriente, l’Europa – ovviamente- e la Russia europea.
In secondo luogo, per una nazione europea essere un membro della NATO significa sacrificare una considerevole parte della propria sovranità e indipendenza agli Stati Uniti. Come si diceva prima, si tratta di una relazione totalmente asimmetrica in cui gli USA stanziano migliaia di soldati nei paesi “alleati” e sempre questi sono obbligati a comprare armi e armamenti dagli Stati Uniti. Non si verifica mai l’opposto. L’appoggio delle basi militare permette a Washington di sviluppare un profondo sistema di intelligence e di spie nei paesi ospitanti. Una rete che, all’occorrenza, si rivela molto utile e che utilizza anche tecniche di lobbying come nel caso dell’obbligo da parte dei paesi europei di acquistare gli arei F-35.
L’obiettivo di dominio americano oggi è reso molto difficile dal fatto che la NATO è frammentata sia a livello nazionale che geografico da obiettivi e priorità differenti. La frattura geografica è dolorosamente visibile: se Danimarca e Norvegia sono interessate solo all’Artico, Polonia e Romania sono ossessionate dalla Russia; i paesi Mediterranei invece sono preoccupati dalla situazione nordafricana. La disputa sull’invio di truppe in Mali o in Estonia fa comprendere quali siano i problemi all’interno di questa folle alleanza. La differenza di potere è meno difficile da vedersi ma più problematica per Washington. Delle Nazioni europee, solo quattro – Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna- possono essere considerate come potenti e indipendenti attori globali. Con questi gli USA devono – più o meno- rapportarsi in maniera “paritaria”.
I primi tre sono i fondatori dell’Unione, mentre la Gran Bretagna ha optato per la Brexit probabilmente in parte a causa dell’incombente lotta di potere tra Stati Uniti e UE, che ha il potenziale di degenerare in una guerra commerciale distruttiva. A riguardo è molto probabile che le schermaglie riguardo Huawei e North Stream 2 sono le prime avvisaglie di scontri sempre più duri. Questo confronto porterà o ad un’Unione Europea più forte e ancor più frammentata e divisa. In questo caso l’America ha il vento a favore visto che approfitta delle divisione interne ai Paesi europei: divide et impera.
Continua…
(traduzione a cura di Fausto Andrea Marconi)


