Massimo Cacciari Greta

Cacciari contro Greta: “Se facciamo come lei siamo fritti”

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Massimo Cacciari contro il fenomeno Greta Thunberg.  «Non è dicendo ‘mi avete rubato i sogni’ che si affrontano i problemi» afferma il filosofo Cacciari sull’azione e il pensiero di Greta Thunberg sul clima, perché «se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta siamo fritti», meglio «siamo all’ideologia dell’incompetenza», dice il professore di Estetica all’Università San Raffaele di Milano in una breve intervista al Corriere della Sera. 

Come riporta l’Agi, secondo l’ex sindaco di Venezia, «i problemi non si affrontano in termini ideologico-sentimental-patetico», bensì «in termini scientifici». E il ragionamento offre al professore anche l’opportunità di criticare il ministro Fioramonti. Per l’idea di giustificare de facto quegli studenti che intendano partecipare al #Fridayforfuture aderendo alle manifestazioni e marinando la scuola: «Mica il ministro può giustificare i ragazzi. O è diventato un suo potere?», ma forse «allora sarà una manifestazione autorizzata, solo che è di un’assurdità pazzesca».

Cacciari contro Greta Thunberg: “Così non risolviamo nulla”

Secondo Cacciari, spiega sempre l’Agi, le ore di queste manifestazioni dovrebbero essere semmai usate «per fare seminari autogestiti ai quali far partecipare lo scienziato che racconta come va il clima» e «capendo problemini che sfuggono totalmente alla bambina» ponendo, nel caso, «il problema delle risorse disponibili» e se «uno sviluppo economico è compatibile con l’ambiente».

E «non è così che nascono le coscienze critiche» ma si formano «lentamente, faticosamente, con la formazione». In questo caso Greta «dovrebbe andarci a scuola» dice il professore, perché «forse si renderebbe conto che lei è svedese, i ragazzi che scioperano sono europei, ma in piazza non ci sono né indiani, né cinesi, né brasiliani. Non mi pare un problemino da poco».

Ecco ci muove i fili di Greta

Cominciamo col spiegare chi è lei: Greta Thunberg, classe 2003, dal 20 agosto 2018 inizia la sua protesta di fronte il Parlamento di Stoccolma. Il suo slogan, scritto sul cartello che è solita tenere in mano, è: Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). A completare il quadro c’è inoltre la Sindrome di Asperger, malattia di cui Greta Thunberg è vittima, molto simile all’autismo ma con effetti e complicazioni meno gravi.

Ebbene, com’è possibile che una ragazzina come molte altre, che porta avanti una battaglia perlopiù legittima, sia diventata in poco tempo un fenomeno globale?

Basiamoci sui fatti, cominciamo col dire che Greta è figlia della celebre cantante Malena Ernman – che nel 2009 partecipò anche all’Eurovision. Sui social vanta una pagina facebook intorno ai 200.000 like. A distanza di soli quattro giorni dalla prima protesta (24 agosto 2018) pubblica un libro dal titolo Scenes from the Heart. Casualità fin troppo emblematica.

Non è finita, la strategia di marketing sarebbe fin troppo banale se fosse finalizzata alla promozione di un semplice libro da parte della madre. Capita quindi che alla giovane Greta Thunberg e alla celebre madre si affianchi anche un terzo personaggio: Ingmar Rentzhog, esperto di marketing e pubblicità.

(La Redazione)

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