La Rinascita della Gioventù Europea: il discorso d'apertura dell'evento

La Rinascita della Gioventù Europea: il discorso d’apertura dell’evento

La Rinascita della Gioventù Europea, 29 marzo 2019, Roma: in un soleggiato pomeriggio primaverile ha preso luogo, in un hotel del centro di Roma, un’importante conferenza. L’iniziativa partita dai giovani della Lega ha visto la partecipazione di diverse delegazioni europee, tra i più importanti: gli inglesi dell’UKIP, i tedeschi di AfD, i francesi di Generation Nation, i fiamminghi di Vlaams Belang e gli austriaci del FPÖ.

Per l’occasione abbiamo intercettato il responsabile esteri di Lega Giovani Davide Quadri, al quale abbiamo già posto diverse domande in passato in merito ai rapporti tra il Carroccio e Russia Unita. Di seguito il discorso che il responsabile leghista ha pronunciato all’apertura dell’evento.

Cari amici arrivati da tutta Italia e dall’estero,

Non tutti qui mi conoscete, avendo battuto più le “strade d’Europa” che quelle della penisola; ma da ormai 6 anni mi occupo dei rapporti esteri della Giovanile; e avere qui oggi così tanti amici da tutto il Vecchio Continente è per me una grande soddisfazione.

Da Lisbona a Vladivostok stiamo finalmente riscoprendo il rapporto tra popolo e politica. Viene definito “populismo”; ma è semplicemente la Democrazia e la voglia di libertà. Ad ogni elezione infatti, i Popoli mandano un messaggio chiaro: l’Unione e i suoi emissari hanno rotto il patto con il Popolo e per questo vengono sonoramente puniti alle urne.

Come ha detto il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker: “Non ci possono essere decisioni democratiche che si oppongono ai Trattati Europei”.

Questa è l’Europa di oggi: quella che ignora costantemente i desideri dell’elettorato. L’Europa di una “Costituzione imposta”; il Trattato di Lisbona. L’Irlanda fu l’unico stato a consentire un referendum sul Trattato, e la popolazione votò contro. Fu chiesto agli irlandesi di rivotare e rivotare, finché non hanno votato nella maniera giusta. Questa è la democrazia secondo l’Unione Europea: una squadra di calcio di bambini dove se il risultato non è come quello che vogliono, allora portano via il pallone.

Come scrive l’amico Stelio Fergola: questa UE è una combinazione di Trattato di Maastricht e Patto di Stabilità che ha imposto politiche di deregolamentazione, privatizzazione, regole contro il lavoro, regimi di tassazione regressivi, tagli al welfare, imposte al di sopra di ogni volontà popolare. L’Europa antidemocratica delle élite ha torchiato allo sfinimento chi ha regalato al mondo i principi di democrazia ispiratrici di ogni popolo: La Grecia.

La nostra Europa ha migliaia di anni. La loro solo sessanta.

Lo sforzo di adattamento di ogni compagine politica è la capacità di adattarsi ai tempi. Oggi il binomio centrosinistra/centrodestra è e deve rimanere superato: la nuova arena è lo scontro tra il Popolo e l’élite globalista. Noi non abbiano alcuna simpatia per il nichilismo nazionale del “Partito di Davos”.

Crediamo che sia essenziale preservare le due cose a cui crediamo di più: un sistema politico democratico e una società tradizionale. Non dobbiamo scendere a compromessi contrari agli interessi dei nostri popoli; compromessi che rallentano la rivoluzione che sta attraversando il mondo.

In Europa sta montando una marea che travolgerà i palazzi del potere di Bruxelles, una marea che guarda al futuro. Giovane. Come giovane è il nostro Vicepremier Matteo Salvini che sta dimostrando a tutto il mondo che volere è potere e che l’interesse del popolo viene prima di tutto.

Salvini che ha ridato dignità ad un sentimento di Sovranità e Identità; che ha ridato fiducia a tanti giovani che ormai si sentivano sfiduciati dalla solita politica, nauseati dalle solite facce, ma che ora si avvicinano ogni giorno in tanti, ai nostri movimenti.

Il segnale che la nostra storia sta cambiando e noi siamo qui a cambiarla e a farla nostra. Come è successo in Italia, divenuta avanguardia in Europa di un nuovo laboratorio della Sovranità e della volontà popolare.  Queste elezioni saranno un referendum fra l’Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell’immigrazione, del precariato e l’Europa dei popoli, del futuro e del lavoro. Avremo l’opportunità di riprendere il controllo del nostro domani. Dimostreremo come le comunità nazionali sono l’unico fondamento stabile che abbiamo individuato per sostenere gli impegni, i sacrifici e la fiducia sociale di cui una democrazia e uno stato sociale hanno bisogno.

Il Governo Conte, con Salvini, sta dimostrando davanti agli occhi di tutti che la lotta all’establishment, ai Soros e ai pupazzi sedotti dalla falsa bandiera del globalismo, non è solo un’idea ma un’azione!

Azione che sta finalmente facendo tornare grande l’Italia e che deve far tornare grande l’Europa. Le elezioni europee incarneranno pienamente il significato e la possibilità di ridare dignità al popolo sovrano. La Democrazia ha bisogno di un demos, di un popolo, che sia l’origine, il tramite e l’obiettivo del suo Governo. Senza un demos, quello che rimane è una gestione elitaria e la redistribuzione verso l’alto della ricchezza.

Per questo bisogna cambiare. Noi possiamo farlo. E la nostra generazione lo farà.

Da ogni parte ci attaccano dicendo che siamo populisti ma essere populisti vuol dire fare la volontà del popolo. Un popolo che non vuole essere più schiavo, che si impegna per la Democrazia, che crede nelle leggi del popolo, nell’autonomia locale, nei beni collettivi e nelle tradizioni.

È nostro dovere mettere in guardia gli elettori dalle false promesse degli euroburocrati non eletti, dalle ideologie globaliste che non hanno saputo dare risposte alle esigenze dei cittadini italiani ed europei.

È da qui che intendiamo ripartire: la nostra responsabilità politica è capire come rispondere a tutta questa incertezza, aumentare il senso di stabilità e di sicurezza, ma anche il senso di appartenenza ad una idea di Europa dei popoli, dei valori di libertà e giustizia, combattendo contro le discriminazioni delle élite

Il nostro obiettivo non è aumentare numericamente i deputati, ma poter costituire una coalizione interna al parlamento europeo che sia maggioritaria. Così da per poter finalmente fermare questa folle corsa antidemocratica, dai risultati assolutamente catastrofici tanto sul piano sociale quanto sul piano economico, perché non c’è Europa senza nazioni libere e sovrane.

Abbiamo quindi un grande compito che finalmente ci renderà liberi e tutti noi, insieme, finalmente riusciremo a riscrivere un nuovo capitolo di una nuova storia, per una nuova Europa consapevoli, come diceva Papa Benedetto XVI “l’Europa non è un continente nettamente afferrabile in termini geografici, ma è invece un concetto culturale e storico.” che, aggiungo, oggi sta a noi patrioti difendere.

Grazie a tutti,

“And together we can make Europe great Again”
Viva la Lega Giovani
Viva Matteo Salvini

(La Redazione)

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