Gilet gialli, una lettura alternativa del fenomeno

Gilet gialli, una lettura alternativa del fenomeno

I Gilet Gialli sono tornati in grande stile, smentendo i vari disinformatori del mainstream che ritenevano oramai esaurito questo fenomeno politico e sociale che da diversi mesi riguarda la Francia.

Sabato 16 marzo migliaia di cittadini francesi con l’immancabile catarifrangente fluorescente si sono riversati nelle vie e nelle piazze di diverse città della République, compresa la stessa capitale Parigi.E proprio a Parigi, sugli Champs-Elysee in particolare, vi sono stati dei forti scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine incaricate di controllarli. Scontri dai quali sono seguiti numerosi e plurimi episodi di devastazione e di saccheggio sui lussuosi e ricchi negozi della celeberrima zona parigina già sopra ricordata.

È stato attaccato e devastato il celebre ristorante di lusso Fouquet’s, nonché il negozio di Bulgari lì presente. Ad avviso di chi scrive queste brevi note, tutto ciò conferma una cosa molto importante di questo movimento definito comunemente “dei Gilet Gialli”.

Al netto delle facili reazioni istintive da colonnello col monocolo in pensione per cui questi sarebbero soltanto dei “casseur” o degli “infiltrati”, i Gilet Gialli rappresentano veramente le classi popolari impoverite e sottomesse dalle politiche economiche e sociali messe in atto dai vari governi francesi in tutti questi anni.

Lo sono, anzitutto, perché da mesi riescono a “portare” nelle piazze della nazione francese migliaia di cittadini per protestare vivacemente contro Macron ed il suo entourage nonostante le diffuse violenze ingiustificate della polizia e la continua demonizzazione della classe giornalistico-intellettuale d’Oltralpe.

Ma i Gilet Gialli sono un autentico movimento di protesta popolare perché, anche in occasione degli scontri di sabato u.s., ha dimostrato di avere come bersaglio non solo il presidente francese ma anche l’élite che lo sostiene e lo appoggia. Élite che ha elaborato ed implementato a livello nazionale le politiche economico/sociali che hanno letteralmente distrutto anni di lotte per i diritti sociali in nome del libero mercato e della liberalizzazione più selvaggia e che, quotidianamente, “festeggiano e “celebrano” i propri “successi” proprio in quei luoghi che sono stati oggetto degli attacchi dei Gilet Gialli.

Attaccare questi luoghi ha significato, quindi, attaccare direttamente anche questi gruppi di potere e dichiarargli guerra senza quartiere simbolicamente. Una netta logica di contrapposizione, dunque, ben simboleggiata anche dal “manifesto” del movimento di impronta chiaramente sociale e diametralmente opposto alle politiche poste in essere fino ad ora in Francia.

Dato quanto sopra, chi scrive ritiene che la situazione sociale e politica presso i nostri cugini sia molto interessante e vada seguita con attenzione.

Si spera vivamente, tuttavia, che le proteste massicce di questi mesi portino ad una proposta politica ancora più strutturata, “matura” e credibile, in grado di coagulare le altre forze politiche francesi con idee analoghe o simili a partire dal Rassemblement national della Le Pen per arrivare anche ad altre formazioni.

Un bel banco di prova in tal senso possono già considerarsi le elezioni europee di maggio. Un segnale politico importante proveniente dalla Francia potrebbe essere decisivo per le sorti del Vecchio Continente visti anche i precedenti storici noti a tutti.

(di Manuele Serventi Merlo)

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