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Draghi accetta con riserva: si cerca maggioranza, poi 10 giorni per la fiducia

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Mario Draghi è l’uomo del momento, nel bene e nel male.

Draghi presidente del Consiglio incaricato

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato l’incarico a Mario Draghi di formare il nuovo governo. L’ex governatore della BCE ha accettato – come da tradizione – con riserva. Ed ha dichiarato, una volta terminato il colloquio con il Capo dello Stato, di essere “fiducioso che dal confronto con i partiti e i Gruppi parlamentari e dal dialogo con le forze sociali emerga unità e con essa la capacità di dare una risposta responsabile e positiva all’appello del Presidente della Repubblica”.

Come riporta il Giornale:

La legittimazione del premier spetterà al Parlamento e il nome proposto da Sergio Mattarella difficilmente riceverà il rifiuto dalle Camere. Mario Draghi ha un altissimo profilo ed è stimato in tutto il mondo, dove è universalmente conosciuto per essere l’uomo che ha salvato l’euro. È altamente improbabile che i partiti in Camera e Senato si opporranno alla sua designazione fatta da Sergio Mattarella. Il nome di Mario Draghi circola già da mesi nei corridoi dei Palazzi. Come riporta Marco Antonellis su Tpi.it, si mormora che per lui il passaggio a Palazzo Chigi potrebbe essere l’anticamera per il prossimo sbarco al Quirinale al termine del mandato di Mattarella. Una suggestione che ricorda i retroscena collegati all’arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi nel 2013: anche per lui si diceva che sarebbe stato il volano per arrivare al Colle. Oggi è senatore a vita.

È ritenuto insomma improbabile, se non addirittura impossibile, che Draghi non ottenga la maggioranza.

Governo Draghi: chi potrebbe appoggiarlo

Mentre i grillini hanno già dichiarato la loro opposizione e Italia Viva il suo appoggio, è molto probabile che il nuovo esecutivo potrà ottenere la fiducia anche da Forza Italia. Ma i numeri per ottenere una maggioranza sembrano molto legati all’eventuale appoggio esterno della Lega, partito che si è sempre schierato per le elezioni ma ha espresso posizioni “possibiliste” per esecutivi di unità nazionale.

La Meloni, dal canto suo, continua a insistere nella richiesta di elezioni attualmente impossibili. Ma ne ha ben donde, visto il rischio che comporterebbe per il suo elettorato.

In ogni caso, un governo di unità nazionale, di matrice tecnica o meno, potrebbe costituire un bel problema per i partiti di centrodestra in termini di consensi.

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