Conte mitologia

“Il destino di Conte”: la ridicola mitologia sulla crisi di governo

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“In aula si decide il destino di Conte“, tuona con mitologia il Corriere della Sera di oggi, sottolineando “l’appello” del premier alle forze e agli uomini (responsabili e non) che dovrebbero aiutare Giuseppi a rimanere a galla. E così il Messaggero che parla di “fiducia sul filo”, senza dimenticare Open di qualche giorno fa che parlava di intrepido premier che “sfidava” con coraggio Renzi.

Conte mitologia

Conte, la mitologia, il salvatore della Patria

Giuseppe Conte è una specie di messia, nell’immaginario pentastellato ma non solo. Si è partiti dal commento medio dell’elettore medio e del sostenitore medio di Giuseppi “tu avresti fatto meglio?” che è un po’ come “la gente sta morendo, chiudiamo tutto” ma in salsa ossequiante e servile.

Il signor Conte somiglia – con tutte le differenze del caso – a una specie di sovrano depotenziato ma ben innalzato da un culto della personalità insolito,  per un presidente occidentale quanto meno.

I meriti di Giuseppi sarebbero quelli di aver chiuso un intero Paese, operazione indubbiamente complicatissima e da fine stratega, per non far circolare un virus. Questo a prescindere dalla pretesa abbastanza assurda di per sé, ma vabbè, possiamo anche tralasciare perché non è il punto della questione.

Il premier, oggi, non è solo il salvatore della patria. E’ anche l’uomo impavido e coraggioso che sfida Renzi, come dicevamo prima, l’uomo che “non molla”, l’uomo che va sostenuto ad ogni costo, tanto che un’altra celebre eroina come Liliana Segre decide addirittura di ignorare le avvertenze del suo medico per sostenere in Parlamento il Salvatore.

Insomma, la mitologia su Conte  ha raggiunto vette probabilmente inimmaginabili, fino a poco tempo fa, per un presidente occidentale.

Conte terzo con tre maggioranze diverse: record trasformista in arrivo?

Tra oggi con la fiducia alla Camera e domani con quella al Senato, Conte potrebbe raggiungere un record: tre incarichi con tre governi e non solo, anche con tre maggioranze diverse.

Il trasformismo, pratica diffusissima nella debolissima Repubblica Italiana by 1948, raggiungerà nuove vette. E Giuseppi potrebbe essere l’anno zero di una nuova era. Nel frattempo le voci si moltiplicano, forse anche assurde e fantapolitiche, ma in ogni caso la certezza di non votare non ce la toglie nessuno.

(di Stelio Fergola)

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