I censori

I censori sono loro, ci leggono, ci oscurano. È tempo di cambiare

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I censori sono loro. Mark Zuckerberg e Jack Dorsey. Padroni di un sistema subdolo, monopolitisti di piattaforme in cui la diffusione di informazioni e di opinioni è ormai divenuta capillare. Ma i censori non permettono che tutte le opinioni vengano diffuse allo stesso modo: ostacolano costantemente ciò che dissente dal sistema globalista e progressista, e lo fanno in modo subdolo, etichettando, bannando e in certi casi addirittura cancellando interi profili.

I censori messi sotto accusa dai Repubblicani al Congresso USA

I censori hanno subito le domande incalzanti di Ted Cruz e di Josh Hawley, entrambi repubblicani, nella seduta della commissione del Congresso americano. Entrambi, non hanno risposto a nessuna delle domande.

Jack Dorsey è sembrato impassibile di fronte alle continue richieste del senatore Cruz, mentre Zuckerberg si è ammutolito e, in pratica, ha rifiutato collaborazione per tutto ciò che riguardava gli approfondimenti domandati dal giovanissimo avvocato Hawley, un nome nuovo nella politica americana che sicuramente farà parlare di sé.

Dell’interrogatorio di Cruz abbiamo pubblicato un estratto sottotitolato in italiano. Per quanto riguarda quello di Hawley, c’è una versione completa tradotta e doppiata da byoblu.

I censori

Alla domanda “signor Zuckerberg, lei conosce la piattaforma Tasks?”, in particolare riguardo al coordinamento con Google e Twitter, il CEO risponde in modo vago, parlando di collaborazione in caso di attacchi terroristici, senza entrare nel merito richiesto da Hawley e, in seguito, negando e in seguito correggendo con un ben più ibrido “non sono a conoscenza”.

Alla richiesta di fornire una lista con “ogni menzione di Google o Twitter”, Zuckerberg risponde così: “Ciò è qualcosa a cui posso far seguito con lei e la sua squadra in un altro momento“, rifiutando di farlo nel contesto di dichiarazioni sotto giuramento.

“Dunque non vuole prendere l’impegno in questo momento. Che tutti prendano noa che il signor Zuckerberg si è ripetutamente rifiutato di fornire informazioni che sa di avere e che ha ora ammesso di avere”, prosegue Hawley.

I censori

Non va meglio quando gli vengono richieste informazioni su Centra, uno strumento di monitoraggio degli utenti utilizzato da Facebook, mostrato da Hawley durante la seduta, ma negato categoricamente da Zuckerberg (“Non sono a conoscenza di uno strumento con quel nome”).

Siamo costretti a usare le piattaforme dei censori: dovremo uscirne!

Dovremo uscirne. È inevitabile. Perché Facebook, Twitter, ma anche Youtube, sono in mano al nemico. Sono il nemico. Questo stesso articolo verrà diffuso tramite le loro piattaforme, e sappiamo benissimo che quandunque dovesse diventare virale, sarà ostacolato.

Ma non è possibile venirne fuori se non sviluppando altre piaffaforme o diffondere in altro modo. Un’opinione condivisa spesso dal blogger Matteo Brandi, con cui abbiamo avuto modo di discutere della situazione in occasione di una puntata del nostro programma di approfondimento ControVento.

Brandi, come noi e tanti altri, diffonde – perché non ha altra scelta – tramite le piattaforme del nemico. Ma le alternative ci sono. Dall’italianissimo Sfero, a Parler, senza dimenticare il russo VK. Dobbiamo contribuire al successo di queste piattaforme e rendere pan per focaccia a Zuckerberg, Dorsey, e a tutti i cosiddetti “democratici”, buoni a parlare di libertà di opinione solo quando non è la loro, solo quando non esprime contenuti contrastanti con il sistema che da sempre difendono a spada tratta, di cui sono complici attivi e consapevoli.

Ora più che mai c’è un’altra battaglia da avviare: lottare giorno dopo giorno per indebolire il monopolio di questi signori sul dialogo e l’informazione. Il che si traduce nel tentativo di far crescere, a loro discapito, altri contesti, altre aziende, altre piattaforme.

E, soprattutto, essere cinici: siamo consapevoli che questo articolo sarà diffuso tramite i loro canali finché sarà possibile. Ma siamo anche consapevoli che, a seconda della diffusione, verrà ostacolato in seguito. E noi dovremo lavorare quotidianamente per non dipendere in futuro da queste persone.

(di Stelio Fergola)

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