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Mes, ecco la “sorveglianza rafforzata”: il commento di La Grassa

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Altro che “Mes senza condizioni”. Come riporta La Repubblica nel documento trasmesso ai governi inerente il Mes si prevede una procedura di vigilanza sui conti dei paesi che chiederanno l’aiuto del Fondo contro la pandemia. È pronto il contratto standard del Mes sanitario, le regole per l’attivazione del Meccanismo europeo di stabilità contro la crisi pandemica. In totale 240 miliardi accessibili a tutte le capitali della zona euro. Per l’Italia, se il governo deciderà di accedervi, si parla di 36 miliardi. Questo il commento del leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Telelombardia: “Sono mesi che diciamo che i soldi del Mes non ce li danno gratuitamente. Prodi, Berlusconi, Zingaretti, Renzi dicono ‘prendiamo i soldi del Mes, tanto non c’è nessuna condizionè. Invece oggi Repubblicà, che è un giornale che notoriamente simpatizza per la sinistra, scrive che se l’Italia aderisce al Mes ci sarà una vigilanza rafforzata sui nostri conti, allora mi preoccupo davvero”.

Mes, sorveglianza rafforzata: il commento di La Grassa

Mes, sorveglianza rafforzata

Il Prof. Gianfranco La Grassa commenta la notizia di Repubblica: “Basta questo per capire quanto è stato accettato (e lo dice un giornale che appoggia pienamente la “sinistra” e quindi il governo). D’altronde, era già vergognoso che si parlasse di assenza di condizionalità per il Mes. Intanto quella quota riguarda la sola sanità, ma è ora di finirla di separare sanità ed “economia”. Non si tratta, in ogni caso, solo di economia, ma di una situazione sociale che può diventare assai grave se non si mettono in atto misure ben diverse da quelle scelte. Solo per fare un esempio, niente prestiti, ma soldi a fondo perduto, eliminazione di imposte, bollette e altro. E si tratta ancora di palliativi perché se non c’è domanda, mancano i ricavi per le imprese; quindi non sono sufficienti riduzioni di costo né fornitura di mezzi finanziari che non vengono investiti se le merci prodotte poi restano invendute

La Grassa: “Spesa pubblica e deficit unica via”

Occorre spesa pubblica in pieno deficit, prosegue La Grassa, “che riesca a mettere in moto l’attività di imprese (e non solo dell’agroalimentare, del turismo, ristoranti, barbieri, estetisti ecc.; visione del tutto meschina); occorre soprattutto spesa per infrastrutture (disastrose in Italia: si pensi a strade, ferrovie, ponti, scuole e via dicendo). Bisogna poi smetterla con il tormentone del debito pubblico (non parliamo nemmeno dello spread); e dire chiaramente che le società di rating sono organismi semicriminali al “servizio di…..” per cui non devono nemmeno più essere nominate, vadano al diavolo. Poi, per ultimo, non basta che si parli di “assenza di condizionalità” del Mes. Bisogna cambiare le regole del “contratto” ed eliminare le condizionalità. Altrimenti sono solo sospese, ma reintroducibili in ogni momento a decisione di organismi che non sono di uno Stato di cui i singoli paesi europei sono “stati” alla stregua di Missouri, Arkansas, Texas, Ohio, California ecc. ecc. negli Stati Uniti d’America, con una sola lingua e leggi generali valide ovunque. E non basta nemmeno parlare a vanvera di “confederazione”. Volete capire che gli Stati Uniti d’Europa non esistono e non esisteranno per secoli? Ci siamo fatti reciproca guerra fino al 1945”.

Gli Usa, osserva La Grassa, “ne hanno avuto una un secolo e mezzo fa e poi, in meno di un secolo, sono divenuti la prima potenza mondiale, con una politica estera e apparati militari unitari. Siete solo idioti e servi nel contempo. E pericolosi per le sorti della nostra popolazione. Ci sono state la “presa della Bastiglia” e quella del “Palazzo d’Inverno”. Occorrerebbe oggi quella di “Palazzo Chigi”. Chi non aderisce ad una parola d’ordine del genere è solo chiacchierone; vuole avere quella quota di voti che gli serva per meglio poi offrire i suoi servigi (ed eventuali suoi pochissimi parlamentari) ai traditori e devastatori d’Italia. Nella bocca di certi buffoni, che ancora fanno solo propaganda elettorale, la parola Patria è proprio quella ben definita dalla frase “l’ultimo rifugio delle canaglie”. Chi ha cervello, ma soprattutto un minimo di onestà, sa bene di che cosa avremmo bisogno: non urne elettorali, bensì Tribunali Speciali”.

 

 

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