Quello allo scuolabus è un attacco terroristico: gli immigrazionisti devono renderne conto

Quello allo scuolabus è un attacco terroristico: gli immigrazionisti devono renderne conto

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Lo scuolabus di Milano è stato oggetto di un attacco terroristico. Negarlo è non guardare alla realtà. Nel frattempo gli immigrazionisti si preparano a ignorare la notizia, lasciandola passare sotto silenzio, o a tentare vergognose arrampicate, come quella di Repubblica che inizialmente aveva scritto addirittura che l’autista impazzito avesse fatto scendere i ragazzi prima di dare fuoco al veicolo.

In realtà i video che hanno ripreso l’accaduto parlano chiaro, come parla chiaro la testimonianza del bambino che, liberatosi, è riuscito a chiamare la polizia. Parla chiaro anche l’azione del carabiniere che, rompendo i vetri del bus a mani nude, ha fatto scappare i 51 ostaggi.

A non parlare chiaro, come sempre, sono i media di massa. Perché sono i primi responsabili culturali dello stesso clima d’odio che imputano un giorno sì e l’altro pure ai cosiddetti “populisti”. Sono i primi responsabili viscidi di una tragedia che poteva coinvolgere gli stessi bimbi che strumentalizzano ogni giorno, ma solo quando sono immigrati.

Ne sono responsabili le loro ossessionanti campagne propagandistiche, le stesse che in questi mesi ci hanno letteralmente invaso. Su tutte il razzismo inesistente di cui sarebbero colpevoli gli italiani, denunciato da mesi senza uno straccio di prova, ma riportando numeri opinabili e con zero valore statistico.

Poi i tentativi ridicoli di negare il crollo vertiginoso delle morti nel Mediterraneo a seguito della politica dei “porti chiusi” del governo italiano.  Troppo difficile ammettere che con le loro benedettissime ONG, con le loro accoglienze forzate, con i loro sbarchi continui, di decessi se ne producevano a migliaia, mentre ora non si raggiungono le centinaia nella peggiore delle ipotesi.

Fa male a chi non solo pretende di avere la verità in tasca, ma ha anche fallito su tutta la linea. Numeri oggettivi, incontestabili, inoppugnabili, sui quali è inutile ritornare per l’ennessima volta. Basti al lettore seguire i link alle fonti.

L’immigrazionismo però non molla la presa. E allora la disinformazione prosegue, le morti che addirittura aumentano, Salvini malvagio, Di Maio malvagio, tutti malvagi.

Tutto questo non certo per giustificare Osseynou Sy, l’uomo senegalese impazzito che voleva bruciar l’autobus con i 51 bimbi. Sy è e rimarrà un criminale, con precedenti penali dai quali ha dimostrato senza dubbio di non essersi redento. Sì, l’uomo senegalese. Se ne facciano una ragione gli immigrazionisti, non basta regalare una cittadinanza perché qualcuno entri davvero a far parte di una comunità.

Se ne facciano una ragione quando continuano a diffondere le menzogne sulle morti del Mediterraneo che adesso sarebbero addirittura colpa dell’attuale governo. La smettano, una volta per tutte, di lasciare il campo minato, esacerbano gli animi, gli italiani, gli immigrati, tutti. Perché il prodotto di una propaganda così ossessiva non tarda a palesarsi anche in un commento di questo tipo, pubblicato sui social.

Quello allo scuolabus è un attacco terroristico: gli immigrazionisti devono renderne conto

L’unica cosa che riesce a pensare questa gente è quanto il signor Sy sia da considerarsi italiano, non riflettendo che la cittadinanza non è un orpello da regalare, figuriamoci sulla lontananza totale dell’attentatore da qualsiasi tipo di reale integrazione nel nostro tessuto sociale. Zero concentrazione sulla tragedia, sull’idiozia che stava per provocarla.

L’immigrazionismo – culturale e fattivo – non si dimostra soltanto, per l’ennesima volta, un crimine contro l’umanità. Mostra anche il suo lato patologico, ossessionato dalla follia di voler per forza costruire società etnicamente e culturalmente eterogenee, con il pretesto di un’inevitabilità migratoria che è stata anch’essa smentita dai fatti.

Pur di contrastare il mondo delle regole e dei confini, delle comunità e delle identità, i rappresentati di questa sedicente corrente “filosofica” sarebbero disposti a vedere decine di Osseunou Sy commettere una strage, come sarebbero ben lieti di vedere altrettante decine di Brenton Tarrant massacrare altri immigrati, così da potere – tronfi – ricominciare a navigare sull’idiozia del razzismo che essi stessi provocano.

Sono pericolosi, e lo sono per tutti: italiani e stranieri. Vanno fermati. Con la ragione, con il buon senso, con la civiltà.

(di Stelio Fergola)

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