Mearsheimer, in libreria il saggio "Ritorno al futuro" sulla Guerra Fredda

Mearsheimer, in libreria il saggio “Ritorno al futuro” sulla Guerra Fredda

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Che cosa ha scatenato la guerra in Europa nella prima metà del Novecento? Perché gli anni del dopoguerra sono stati molto più pacifici? Che cosa accadrà all’Europa dopo la fine della Guerra Fredda? In questo saggio pubblicato nel 1990 sulla rivista “International Security”, il celebre studioso di relazioni internazionali, John J. Mearsheimer, si pone tutte queste domande arrivando alla conclusione che “le chiavi di lettura della guerra e della pace si nascondono nella struttura del sistema internazionale, piuttosto che nella natura dei singoli stati”. La causa principale del problema, riflette Mearsheimer, è la natura anarchica del sistema internazionale. Nell’anarchia non esiste un organo superiore o sovrano che protegga gli stati gli uni dagli altri. Questo vale anche per l’Unione Europea dopo la fine della Guerra Fredda, periodo, quest’ultimo, che aveva rappresentato un’era di relativa pace in Europa per tre ragioni principali: il bipolarismo della distribuzione del potere sul continente; l’uguaglianza nella potenza militare tra le due superpotenze (Usa e Unione Sovietica); l’apparizione di armi nucleari che aveva reso la deterrenza molto più robusta.

Mearsheimer

Mearsheimer e l’ampliamento a est della Nato

L’ampliamento della Nato ha avuto l’effetto di mettere in moto una macchina diabolica. Gli ex stati satelliti dell’Urss sono consapevoli della loro vulnerabilità, diffidano, per ragioni storiche, delle maggiori potenze europee, credono di avere negli Stati Uniti il migliore dei protettori possibili e hanno un’irresistibile tendenza a fare della Russia il migliore dei nemici possibili. L’America accetta il ruolo del protettore perché le garantisce il diritto di considerarsi indispensabile e le permette di liberarsi dai vincoli di reciproca auto-disciplina che aveva pattuito con l’Urss durante la Guerra Fredda: il trattato ABM sui missili anti-balistici (denunciato nel 2002), e quello firmato da Reagan e Gorbaciov sull’installazione dei missili intermedi nel territorio europeo (denunciato nel 2018). La Russia si sente assediata (una vecchia sindrome di cui fatica a liberarsi), ma non ha torto quando constata che la Nato ha incorporato le repubbliche del Baltico e sembra decisa a fare altrettanto, alla prima occasione, con l’Ucraina e la Georgia. Se stiamo combattendo una nuova Guerra Fredda, le responsabilità sono, come sempre, numerose; ma quelle della Nato mi sembrano particolarmente evidenti (dalla prefazione di Sergio Romano).

John J. Mearsheimer è uno dei maggiori esperti al mondo di politica internazionale e professore di Political Science alla University of Chicago. Tra le sue opere tradotte in italiano: La logica di potenza (Università Bocconi Editore, 2003); Verità e bugie nella politica internazionale (Luiss University Press, 2018).

Roberto Vivaldelli (1989) è giornalista dal 2014. Esperto di comunicazione e relazioni internazionali, è caporedattore del progetto editoriale “Oltre la Linea” e autore del saggio Fake News. Manipolazione e propaganda mediatica dalla guerra in Siria al Russiagate (La Vela, 2017).

John J. Mearsheimer
Ritorno al futuro. La crisi dell’Europa dopo la Guerra fredda
Traduzione e cura di Roberto Vivaldelli
Collana “Controvento”
176 pagine
15,00 euro
ISBN 978-88-99661-48-9

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