Euro 2020

Euro 2020: sì, festeggiamo la finale del torneo di calcio. Problemi?

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Euro 2020, l’Italia è in finale. Ma a molti la cosa non va giù. È la solita tribu di “sogno un mondo senza calcio” che però si estende anche a “ironizzare sul Piave per la vittoria con l’Austria non si può”, o al sommelierismo da quattro soldi del tricolore . Perché alla fine della fiera, fanno tutti parte dello stesso gruppo di depressi e, a mio modesto parere, grigi d’animo.

Non si intenda questo articolo come una generalizzazione totale: il risultato finale è quello del grigiore, ma ovviamente ci sono i casi disperati e quelli soltanto, diciamo così, “inopportuni”.

Euro 2020, la tristezza di chi non ha passioni

La finale di Euro 2020 è stata bersagliata sui social non solo dai sommelier di cui sopra, ma in modo diverso (sebbene “cugino”) anche dai covidioti, irritati dal fatto che, a loro dire, simili festeggiamenti senza gli standard “di sicurezza” sarebbero stati inaccettabili, in un Paese che ha tanti problemi e soffre tanti drammi.

C’è chi, come l’autore Matteo Brandi, è stato attaccato direttamente per aver semplicemente tifato l’Italia nel torneo. Lui, come il sottoscritto o altri, saremmo rei di scherzare, di prendere con leggerezza, i momenti di gioia che una passione come il calcio e il tifo per la nostra squadra ci provocano.

C’è chi si è lamentato della similitudine – del tutto scherzosa – con le battaglie dell’Isonzo quando negli ottavi abbiamo superato l’Austria. C’è chi si lamenta della mancanza di mascherine mentre si festeggia in migliaia in piazza (ma dai?).

C’è chi, fedele al mantra “sogno un mondo senza calcio” parla della presunta idiozia di “seguire quattro idioti che corrono dietro a un pallone, mentre in Italia c’è la povertà”. Notizie che senza le loro opportunissime precisazioni nessuno di noi, poveri stupidi appassionati, avrebbe mai notato.

Sì, ridiamo, scherziamo e godiamo, anche se c’è la “fame nel mondo”

Nemmeno noi siamo sempre stati felici, in questo europeo. Ci siamo indignati per situazioni – purtroppo più grandi della “piccola” nazionale composta da quelli che alla fine della fiera sono pur sempre calciatori – oggettivamente deprimenti.

Ci siamo esaltati per quello che ci regala uno svago meraviglioso come il calcio, specialmente quando la nostra squadra si avvicina alla vittoria.

E abbiamo intenzione di continuare ad esaltarci. Perché le durezze della vita non ce le cancella nessuno. Quando finirà questo Euro 2020, in qualsiasi modo esso finisca, torneremo alla realtà quotidiana, spesso triste.

E continueremo a fare anche ciò che abbiamo sempre fatto: controinformare, manifestare, lottare per il poco che possiamo, per ciò in cui crediamo. Una partita di pallone che ci dona gioia non è un’attività di cui abbiamo intenzione di privarci.

Insomma, se volete smettere anche di divertirvi, affari vostri. Ma se volete togliere le passioni  anche agli altri, recitando pure tronfi il ruolo degli intelligenti e profondi, avete proprio sbagliato campo. Perché sì, ve lo dico con chiarezza: siete dei coglioni.

(di Stelio Fergola)

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