L’immigrazione è uno dei punti su cui si sono allarmati in molti – sottoscritto compreso – riguardo ItalExit di Gianluigi Paragone. Il video di Luca Donadel ha lanciato molti dubbi, la risposta dello stesso Paragone sui social ne ha fugati molti, ma non tutti.
Immigrazione, cosa c’è nel manifesto
Sull’immigrazione ItalExit cita, sul suo sito ufficiale, così:
I confini nazionali sono qualcosa di imprescindibile per la definizione stessa di Stato: averne un controllo capillare non può che essere una priorità per una politica degna di questo nome. La regolazione dei flussi migratori è necessaria innanzitutto per tutelare la coesione sociale di un Paese. Se è vero che nei momenti di crescita un’immigrazione – ben modulata – costituisce una risorsa preziosa, non c’è dubbio che durante le contrazioni del ciclo economico questa possa innescare drammatiche conseguenze sociali. Vale poi la pena soffermarsi su una riflessione: sebbene uno Stato d’arrivo che disponga della sovranità monetaria abbia tutti gli strumenti per garantire la piena occupazione e possa trarre il massimo profitto dal processo migratorio, gli Stati di partenza rimangono comunque piagati dal dramma dell’emigrazione di massa. Questi Paesi, perlopiù vittime del giogo neocoloniale, vengono in questo modo depauperati dell’unica ricchezza rimasta a loro disposizione: i giovani. Oggi la lotta per l’autodeterminazione dei popoli passa proprio attraverso il controllo dei confini, esercitato nei confronti di merci, persone e capitali. Gestirli accuratamente non significa solo salvaguardare le identità e le culture nazionali, ma vuol dire soprattutto difendere l’insindacabile diritto di tutti gli uomini di poter vivere nel proprio Paese. Al controllo dei confini deve accompagnarsi l’impegno per la massima integrazione possibile degli stranieri che lavorano nel nostro Paese, a tutela sia degli immigrati che della costruzione di un mercato del lavoro trasparente e non duale, coerente con l’obiettivo della piena occupazione.
Immigrazione e ItalExit: per ora, ancora poca ambiguità
I fatti ci diranno quale sarà la direzione di ItalExit sul delicatissimo tema migratorio, e se la “massima integrazione possibile degli stranieri che lavorano nel nostro Paese” può mettere un pizzico di ansia, va anche detto che essa si inquadra in una prospettiva se non altro realistica, e che sembra, nella restante parte del testo, ribadire la necessità di “regolare” i flussi futuri in modo serio.
Noi diciamo quello che abbiamo sempre detto. La priorità, oltre a uscire dall’Unione Europea, è quella di interrompere subito, e senza eccezioni, i flussi. Se “regolare” in uno “Stato che controlla i confini” significa essere realmente integerrimi su questo punto, allora ben venga. Se significa non cambiare nulla, ovviamente il discorso cambia.
Noi, in ogni caso, pensiamo che l’uscita dall’UE sia fondamentale anzitutto per disporre di uno Stato finalmente potente e in grado di essere padrone di sé stesso, al di là delle visioni differenti sul tema. Paragone, in ogni caso, è tornato sull’argomento oggi sulla sua pagina Facebook, evidentemente consapevole che la questione potrebbe allontanare molti possibili elettori dal movimento.
(di Stelio Fergola)

