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Restrizioni e coprifuoco, un racconto di ordinaria follia pandemica

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Quello che segue è un episodio realmente accaduto. Così le restrizioni e il coprifuoco rendono la vista dei nostri giovani impossibile e folle. 

Sarebbe dovuta essere per tutti una parentesi di tranquillità, divertimento e socializzazione dopo una settimana di impegni. Ma da più di un anno questo è diventato un crimine talmente grave da costringere tre volanti a controllare un piccolo locale in una importante cittadina del nord Italia.  Dopo aver costretto molti ad andarsene o a bere velocemente il proprio drink – in quanto è scientificamente provato che il virus si trasmette bevendo qualcosa in piedi, all’esterno, dopo le 18 – la polizia ha arrestato un ragazzo: secondo alcune testimonianze il soggetto in questione si era messo a protestare contro l’intervento delle forze dell’ordine, difendendo la propria libertà di essere semplicemente lì a vivere la propria vita. Il ragazzo ha probabilmente alzato un po’ i toni, nulla che un poliziotto addestrato non possa gestire con un semplice “si dia una calmata”. Probabilmente alla vista di una persona che vuole vivere, invece di restare a casa ad affrontare crisi d’ansia grazie al terrorismo psicologico dell’informazione mainstream, si sono agitati.

Per ottenere maggiori informazioni, abbiamo posto delle domande al sindaco della città che, passando per la zona, si era fermato a parlare con alcuni poliziotti. Il primo cittadino ha spiegato di non sapere nulla dell’accaduto e che si trovava lì per pura casualità. Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa dell’attuale situazione sociale, economica e sanitaria a livello provinciale e nazionale. La prima questione che ha commentato è stato il coprifuoco, sul quale si è acceso il dibattito circa la sua validità nel contrastare l’epidemia vista la mancata scientificità su cui si basa l’imposizione e la sua evocazione di scenari del 1943. La risposta, molto valida, del sindaco riguarda il fatto che i giovani con la loro movida hanno sempre dato fastidio agli abitanti del centro, lavoratori con figli e anziani che vogliono dormire. Aggiunge di aver sempre ricevuto molte mail di lamentele. Ci sembra di capire che il coprifuoco non è così male visto che toglie qualche problema amministrativo al sindaco. Almeno i suoi commenti hanno confermato che il coprifuoco è una violazione delle nostre libertà per una questione di ordine pubblico avvalorata dallo stato di tensione che hanno creato attorno al Sars-cov-2.

Il primo cittadino dinanzi alle rimostranze di un ragazzo circa l’effettiva mancanza di spazio per i giovani nella cittadina del Nord, propone semplicemente di spostarsi in altre zone della città. Questo è in effetti un problema non nuovo per la città che vuole gli universitari ma senza dar loro spazi di svago. Forse il problema principale però è che in questo periodo non abbiamo nemmeno il diritto di riunirci e socializzare, per questo risulta simpatico come il sindaco proponga di andare in zone dove non dare fastidio. Probabilmente il virus si nasconde nel fondo dei drink della Scaletta, mentre i parchi come quelli indicati dal sindaco sono zone potette. È risaputo da più di un anno che il virus colpisce solo determinati luoghi a precise ore del giorno, ma per fortuna abbiamo politici del calibro di Speranza che con astuzia prevedono le mosse del virus più temuto del mondo.

Riguardo il calo dei casi, unito al progresso della campagna vaccinale seppur lento e scomposto, chiediamo se si possa sperare di mettere il punto alla crisi sanitaria. La risposta molto confortante che riceviamo è un “non lo so, me lo auguro”, seguito da una volontà di non liberare subito il paese per evitare un’impennata dei contagi e vanificare gli sforzi fatti fino ad ora – la stessa frase che sentiamo come giustificazione per tutte le vessazioni subite dal popolo almeno da più di un decennio. Gli facciamo notare che la malattia Covid-19 tende quasi del tutto a sparire all’arrivo della stagione estiva, in quanto causata da virus respiratorio stagionale, oltretutto ad alta infettività ma bassa patogenicità. Il sindaco dinanzi a questa affermazione dice di non sapere nulla, ma che se lo augura. Basta leggere qualche studio fatto da virologi seri per saperlo. Piccolo consiglio: per essere sicuri di trovare virologi seri da ascoltare, cercare il contrario di Burioni è l’ideale. 

Circa l’impatto economico della pandemia, afferma di essere come tutti cosciente dei danni che però saranno limitati dai ristori garantiti dal governo. Ad onor del vero, questi sono briciole poco utili alla sopravvivenza delle aziende, visto che sono già circa 380.000 quelle che hanno chiuso, questo non lo ha specificato. Continua spiegando che, visti i danni economici, si sta cercando di conciliare la situazione sanitaria a quella socio-economica per limitare i danni, ecco perché si sta ripartendo con le riaperture. Il sindaco ha affermato che l’intenzione è seguire il modello svedese con riaperture graduali in modo da non dover più richiudere – una frase che sentiamo da un anno ormai. È sembrato opportuno fargli notare che la Svezia seguendo politiche keynesiane si trova in una situazione politica, sociale ed economica ben diversa. Quello è uno stato democratico, sul nostro iniziamo ad avere qualche dubbio.

La Svezia gode di una qualità della sanità pubblica invidiabile, mentre quella italiana è stata brutalmente amputata da severe politiche di austerità imposte da mamma Europa che da circa trent’anni si preoccupa di salvarci. Abbiamo visto spesso diagnosi e cure di cancro ritardate, operazioni urgenti e non rimandate, ospedali in difficoltà anche dinanzi alle ondate delle più banali influenze perché a causa dei tagli non sapevano e non sanno rispondere alle esigenze dei cittadini. Davanti a questa osservazione la risposta del sindaco sono stati dei confusi “Non lo so”, e dei “vedremo” interrotti da una fondamentale domanda posta dal poliziotto rimasto accanto a lui per tutta la durata della conversazione, ovvero: “Il sindaco ha mangiato?”.

Naturalmente, l’intenzione di queste domande non erano di denigrare il suddetto sindaco che è solo l’esecutore di un disegno più grande. Le sue sono le risposte che avrebbe dato qualsiasi politico, tranne qualche finto oppositore che si dichiara contrario all’attuale governo.  Questo piccolo episodio, di questa piccola città, dovrebbe portare ad una riflessione circa i personaggi che compongono la classe dirigente attuale; quella che sta imponendo leggi che calpestano i nostri diritti fondamentali, e la dignità di ogni lavoratore che vede la propria attività chiusa e rischia il fallimento. Leggi incostituzionali contenuti prima nei DPCM e poi nei decreti legge, che già solo per il modo in cui sono usati divengono incostituzionali. Per questo dovrebbero vergognarsi tutti coloro che hanno portato a questa situazione, dagli ideatori ai semplici esecutori. Limitarsi ad eseguire gli ordini è deplorevole quanto l’azione di chi comanda, la storia lo ha già insegnato. 

(di Luisa Priscilla Carrano)

 

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