Recovery Fund

Il Recovery Fund? “Impiego di fondi soggetto a continue verifiche”

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Intervistato dal Sussidiario, il professor Alessandro Mangia, ordinario di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano, fa letteralmente a pezzi la propaganda governativa messa in piedi da Rocco Casalino dopo l’intesa raggiunta sul Recovery Fund. Chi ha vinto, davvero?

A parole tutti. In realtà questi ultimi tre giorni di trattative hanno messo perfettamente in luce lo stato di dissoluzione in cui si trovano le istituzioni europee. La verità è che non sappiamo cosa è successo e non lo sapremo ancora per molto tempo. Leggeremo i giornali di 27 paesi diversi ed avremo 27 diverse vittorie.

Il professor Mangia ha una valutazione piuttosto dura sull’Unione europea che strombazza l’accordo sul Recovery Fund: «Scusi: qual è l’altra area del mondo che è governata in questo modo surreale? Qui non è questione di eurofilia o euroscetticismo. Basta osservare i processi decisionali che reggono 500 milioni di persone di fronte alla più grave crisi economica dal 1945 per rendersi conto che in vent’anni abbiamo distrutto 27 sistemi politici nazionali in cambio di niente. Meglio: in cambio di lettere, comunicati stampa e un po’ di propaganda».

Come sottolinea il docente, «in realtà, siccome i Trattati sono quelli che sono – e gli articoli 123, 124 e 125 Tfue sono lì a dimostrarlo – non c’è nessunissimo trasferimento di denaro. Questi soldi verranno ricavati dal ricorso al mercato sulla base di un collaterale su cui si dovrà fare leva: e il collaterale per questo emissioni obbligazionarie sarà fornito pro quota dai singoli Stati».

Recovery fund? La verità sui soldi che non ci sono

Dunque: «Insomma, per capirci, quello che faceva il Mes nel 2012 lo farà, probabilmente, la Commissione attraverso una serie di schermi giuridici che servono ad attutire l’aggiramento del Tfue. Non è un caso che sia circolata l’idea di risolvere lo stallo attraverso l’istituzione di un nuovo veicolo per questa linea di finanziamento, che va sotto il nome di Recovery Fund, ma che non esiste se non nei comunicati stampa. Insomma dopo l’Efsm, l’Efsf e dopo il Mes si pensava ad un quarto fondo salva-Stati come asso nella manica» afferma. 

Che cosa significa tutto questo?

Che queste persone parlano di soldi che non ci sono, e che nemmeno sanno come saranno raccolti o distribuiti. Emissioni obbligazionarie future, ci dicono. L’unica cosa certa è che l’impiego di questi fondi sarà soggetto a controlli e verifiche continue

Unione europea: insistere fino al crollo

Come ha scritto il direttore Stelio Fergola, l’UE, Unione Europea ovvero: debolezza, incapacità strutturale di intervenire nell’economia e soprattutto sulle crisi. Di concedere ciò che un qualsiasi Stato normale è in grado di fare. Noi, ieri, lo avevamo detto. Quanto avvenuto durante la giornata al Consiglio UE ha confermato che avevamo ragione. Non c’è la possibilità per essere flessibili, solidali (scegliete gli aggettivi che preferite), neanche di fronte alla peggiore caduta economica dai tempi del dopoguerra.

 

 

 

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