Russia

Il coronavirus e le sanzioni contro la Russia

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Si riapre il dibattito sulle sanzioni alla Russia. L’associazione Camere Penali del diritto Europeo e Internazionale” ha preso posizione contro il prolungamento e l’ampliamento delle sanzioni anti-russe, in particolare, sullo sfondo dell’aggravarsi della pandemia di coronavirus. Come riferito a Ria Novosti da Alexandro Maria Tirelli presidente dell’organizzazione: “La nostra posizione è in disaccordo con le sanzioni, il loro inasprimento e l’esacerbazione dei rapporti commerciali e politici con la Russia – con tal clima l’Italia subirà le maggiori perdite”.

Già in precedenza, l’associazione si era rivolta alla leadership della Russia con la richiesta d’inviare carichi di aiuti umanitari nel sud Italia per combattere la diffusione del coronavirus. Come dichiarato dallo stesso avvocato Tirelli l’11 marzo, sempre a Ria Novosti “L’Unione Europea non ha mostrato solidarietà e ha mostrato molto egoismo nei confronti dell’Italia. Crediamo che l’Italia dovrebbe rivolgersi alla Russia come paese partner. Chiediamo a Putin d’inviare a Napoli un carico di mascherine con filtri e kit per prevenire l’infezione”.

L’Associazione Camere Penali del Diritto Europeo e Internazionale è composta da centinaia di esperti all’avanguardia nel campo dell’estradizione e del diritto penale internazionale, è inoltre iscritta all’unione nazionale degli avvocati che operano con processi penali. “Le sanzioni contro la Russia sono una scelta sbagliata, a seguito della quale, dal 2014, perdiamo circa tre miliardi di dollari all’anno. Soffrono soprattutto le aziende italiane: dal settore agroalimentare fino alla moda. In risposta alle misure dello scenario attuale ci sarà un peggioramento”, sempre secondo le parole dell’avvocato Tirelli sanzioni e contro-embargo, alle aziende italiane, sono costate oltre dieci miliardi di euro di vendite perse.

“Vogliamo e richiediamo l’autonomia dall’UE nell’attuazione della politica internazionale e la possibilità di scegliere, noi stessi, i nostri partner commerciali”, ha aggiunto l’esperto. In questa situazione, ha sottolineato l’avvocato, è sintomatica la decisione della Francia di sospendere l’Accordo di Schengen: “Parigi e Berlino prendono le decisioni che vogliono. Se l’Italia dovesse fare lo stesso, verrebbe punita”.

Gli avvocati italiani sono convinti che l’Europa non trarrà alcun vantaggio né economico, né geopolitico dal fatto che la Russia rimanga un avversario. “Le sanzioni in questo senso sono una lama a doppio taglio che colpisce sia coloro che le hanno approvate, sia coloro contro i quali sono state imposte. Innalzano  nuovamente barriere, che seppur solo economiche, rischiano di volgere all’indietro la lancetta della storia. Questa è una prospettiva dalla quale l’Europa debole e soprattutto l’Italia potranno solo perdere”, ha affermato l’avvocato.

L’appello dell’Associazione sottolinea inoltre che la posizione degli Stati Uniti verso la Russia è sempre la stessa e si basa sulla convinzione che la Russia sia una minaccia per l’ordine internazionale e che la crisi in Ucraina rappresenti il tentativo della Russia di espandersi verso ovest. “Noi, come avvocati internazionali, riteniamo che l’Italia dovrebbe rimanere un semplice osservatore nei confronti del conflitto in Ucraina, poiché non è in grado d’influenzare questioni non legate alla zona geopolitica del Mediterraneo. L’Italia non può adattarsi alla posizione politica della Germania e degli Stati Uniti, ricevendo in cambio solo danni invece che profitti” – dicono gli avvocati italiani.

Sanzioni contro la Russia

Le relazioni tra Russia e paesi occidentali sono peggiorate nel 2014 a causa della situazione in Ucraina e dell’annessione  della Crimea. L’Occidente, accusando la Russia d’interferenze, ha imposto sanzioni contro di essa. Mosca, a sua volta, ha adottato misure di ritorsione dirette alla sostituzione delle importazioni affermando ripetutamente quanto sia controproducente rivolgersi a Lei nella lingua delle sanzioni.

Soprattutto, la Russia ha ripetutamente dichiarato di non essere parte del conflitto in Ucraina, ma di essere uno dei soggetti degli accordi di Minsk per  la risoluzione del conflitto. Nell’ultimo periodo nei paesi dell’UE, con chiarezza si fanno sempre più incisive le opinioni sulla necessità di revocare le sanzioni anti-russe.

(di Eliseo Bertolasi)

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