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I “Ribelli moderati” mordono la mano ai Turchi che li sostengono

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I cosiddetti “ribelli moderati” continuano a spargere caos e morte nella regione di Idlib, attaccando, ora, i loro stessi alleati.

La Siria è entrata nella seconda parte della settimana con nuove tensioni nella regione di Idlib. L’escalation di violenze era prevedibile, perché i gruppi di militanti vogliono sabotare l’accordo turco-russo sul cessate il fuoco nella regione.

Gruppi radicali non sfollano dalle loro posizioni sull’autostrada M4, dove dovrebbe essere creata una zona di sicurezza. Bloccando così i piani di pattugliamenti congiunti russo-turchi.

Il 19 marzo, i ribelli moderati hanno iniziato ad attaccare direttamente le forze russe e siriane in piccole imboscate. Almeno due ordigni sono esplosi lungo la strada percorsa da una colonna di militari turchi vicino Muhamabal. Due soldati turchis ono morti, e molti altri sono rimasti feriti.

Fonti dell’opposizione hanno inizialmente detto che Horas al-din, uno dei diversi rami di affiliati ad al-Qaeda nella regione, fosse dietro agli attacchi. Nonostante ciò Horas al-Din ha rinnegato ogni responsabilità nell’attentato. Non è strano che un tale gruppo, che sta ricevendo aiuti dalla Turchia, neghi il fatto.

Successivamente, fonti dei ribelli moderati, ha adottato la versione per cui sono stati alcune cellule dell’Isis ed addirittura agenti di Assad! Questi eventi hanno d’altra parte dimostrato come Ankara non controlli pienamente nemmeno i suoi proxy ed alleati.

Un fragile “cessate il fuoco”

L’alto comando turco capisce pienamente che il cessate il fuoco non durerà a lungo senza la neutralizzazione dei terroristi. Quindi, l’esercito turco continua ad inviare rinforzi nella regione. Fortificazioni sono state create vicino Ram Hamadan e al-Jinah. In più, tre convogli turchi, contenenti dozzine di carriarmati, veicoli corazzati e lanciarazzi hanno superato il confine con la Siria.

Unità turche hanno pure tentato – con poche energie- di sbloccare l’autostrada M4 rimuovendo gli ostacoli creati dai ribelli moderati. La situazione sul fronte sud si sta intanto infiammando. L’esercito siriano ha respinto un attacco alle sue posizioni vicino Hizareen. Fonti governative sostengono che i miliziani terroristi hanno subito ingenti perdite.

Nel frattempo, l’esercito siriano e le forze di difesa nazionale hanno iniziato a rinforzare la loro posizione a sud di Idlib e nord di Lattakia con truppe fresche ed equipaggiamenti militari. Forze governative sostengno che l’obiettivo sarà Jisr al-Shughur, la città controllata dal partito islamico panturco, qualora dovesse saltare il cessate il fuoco.

(traduzione da Southfront)

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