Proteste in Cile e Sud America: la loro matrice è anti-liberista

Proteste in Cile e Sud America: la loro matrice è anti-liberista

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Le recenti proteste e sommosse che hanno acceso i riflettori dei media internazionali sull’America Latina – ed in Cile in particolar modo – hanno un filo comune: la lotta ai tagli ed all’austerità imposta dal neoliberismo.

 

La colpevole confusione dei media sulle proteste in Cile

Impossibilitati a tacere del tutto su quanto sta avvenendo nell’emisfero meridionale del mondo, alcuni giornali, però, preferiscono consegnare ai propri lettori una visione figlia di una ricostruzione degli avvenimenti alquanto fantasiosa. Fatti assai importanti, peraltro, proprio come le proteste in Cile ed altrove in Sud America. Se dalle colonne del quotidiano “Il Foglio” si prova, maldestramente, ad evitare di etichettare le manifestazioni come anti-liberiste, sulla testata “Linkiesta” si sovverte del tutto la verità.

Andando con ordine, il quotidiano di simpatie centriste ha sfornato in due giorni consecutivi articoli dai cui titoli emergono palesi fake news. Si tratta di In America latina non c’è alcuna ribellione contro il neoliberismo e del susseguente Colpa del liberismo? No. Le proteste in Cile sono l’esito di un eccessivo statalismo. Se nel primo si prova a tracciare delle differenze tra quanto sta accadendo in Cile e i tumulti in Ecuador e Bolivia, nel secondo le parole del direttore del think tank cileno Fundación para el Progreso, Axel Kaiser, risultano prive della benché minima logica.

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“Il Foglio”, articolo del 31 ottobre 2019
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“Il Foglio”, articolo del 1° novembre 2019

Passi la differenza tra chi contesta un risultato elettorale, come in Bolivia, da chi esasperato dal costo della vita scende in piazza con contro le immani diseguaglianze economiche in Cile ed Ecuador: però, le omissioni del pezzo appaiono evidenti. In primis, la mancata citazione del caso Honduras, assimilabile sia alla Bolivia, per la contestazione del risultato delle elezioni presidenziali, sia a Cile ed Ecuador, per via dell’opposizione di sindacati, movimenti popolari e comunità indigene alle misure di un esecutivo di stampo liberale. In secundis, se quanto avvenuto in Ecuador – che ancora avviene in Cile – non è opposizione ai progetti neoliberisti, allora cosa sarebbe?

 

Non è colpa dello statalismo, ma del liberismo

E qui interviene il secondo articolo, nel quale si addita il precedente governo di aver attuato uno statalismo soffocante. Uno statalismo in un Paese in cui pensioni e università sono in mano ai privati? Uno statalismo che consente, ancora oggi – a 30 anni dal ritorno alla democrazia -, alla Costituzione varata dal regime militare di Pinochet di essere la Carta fondamentale della nazione sudamericana?

Ridiamo per non piangere e ci accorgiamo dello strafalcione firmato “Linkiesta” dal titolo Cile, Argentina, Venezuela e gli altri. La crisi del Sud America è il fallimento del progetto socialista. In questo caso il dubbio che sorge è il seguente: ignoranza o malafede? Fosse la prima basterebbe ricordare che in Cile l’attuale presidente Sebastián Piñera – contro cui sono dirette le proteste – è chiaramente sull’altro lato della barricata rispetto al populismo socialista. E lo stesso vale per l’ormai ex inquilino della Casa Rosada, Mauricio Macrì.

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“Linkiesta”, articolo del 22 ottobre 2019

Qualora si tratti di malafede, sarà bene chiarire che mai il Cile ha vissuto mandati di stampo bolivariano, e che anche Michelle Bachelet ha sempre assunto i toni di una social-democrazia riformista, piuttosto che di un socialismo rivoluzionario. Le categorie di destra e sinistra potranno anche non esistere più, ma le differenze tra socialismo di stampo populista e neoliberismo restano su due piani completamente diversi.

(Luca Lezzi)

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