Assassino Gianni Versace

Andrew Cunanan: l’assassino di Gianni Versace

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Dalla Calabria alla conquista del mondo. È la storia di un uomo, di un brand che si diffonde, di uno stile esportato ovunque che diviene simbolo di italianità. È una bella favola; fatta di genio, lavoro e passione. Ma non è quella che stiamo per raccontare. Di quella storia racconteremo invece il lato oscuro, malato e misterioso. Perché questo non è il racconto della vita di quell’uomo, ma di quella del suo carnefice. È la storia di Andrew Cunanan, l’assassino di Versace.

Andrew Cunanan assassino versace
Andrew Cunanan l’assassino di Versace

Chi è l’assassino di Versace

Andrew Phillip Cunanan, l’assassino di Gianni Versace, nasce il 31 agosto 1969 a National City, vicino San Diego, in California. Ultimo di quattro figli, madre di origini italiane e padre di origine filippine, cresce a Rancho Bernardo, quartiere ricco della città californiana. Si trasferisce poi a La Jolla dove frequenta la Bishop’s School, un prestigioso college episcopale.

Qui, nonostante un rendimento scolastico impeccabile, inizia a manifestare primi segni di squilibrio. Ostenta infatti in maniera provocatoria la propria omosessualità e si dimostra molto aggressivo nei confronti dei compagni.

Nel 1987 si iscrive alla facoltà di Storia degli Stati Uniti d’America all’Università di San Diego. Anche qui si dimostra brillante. Ciononostante decide di allontanarsi dagli studi e a 18 anni si trasferisce dal padre che, sospettato di illeciti fiscali, ha preferito abbandonare il paese e rifugiarsi nelle Filippine.

La vita qui però non è la stessa della California: è una vita fatta di precarietà, senza alcun posto per il lusso a cui Andrew aspirava. Fa quindi presto ritorno negli States.

Andrew Cunanan manifesta comportamenti violenti. La scoperta della sua omosessualità da parte della madre è la causa di una lite, durante la quale Andrew procura alla donna una dislocazione della spalla.

Ossessionato dal denaro e dalla bella vita, Cunanan inizia a frequentare i circoli dell’alta borghesia. È all’interno di questi ambienti che fa spaccio di droga e diventa, grazie alla sua bellezza, un vero e proprio gigolò, rifugio di ricchi uomini che spesso nascondevano la loro omosessualità.

Inizia anche a fare uso di sostanze stupefacenti, unico elemento col quale possiamo cercare di spiegare il suo rapido declino verso una spirale di violenza criminale.

Chi altro? Tutti i delitti dell’assassino di Versace

Nella primavera del 1997, quello che era un ragazzo tutto sommato innocuo dal punto di vista criminale si trasforma, di punto in bianco, in uno spietato assassino.

Comincia infatti ad eliminare alcuni dei suoi amanti. Il 27 aprile uccide a martellate l’amico Jeffrey Trail, ex ufficiale di marina.

Neanche una settimana dopo, il 3 maggio, tocca a David Madson, architetto, freddato con una calibro 40 al Rush Lake a Minneapolis.

Da Minneapolis si sposta a Chicago e, appena il giorno dopo l’omicidio Madson, Andrew colpisce ancora. La vittima stavolta è un costruttore edile di 72 anni, Lee Miglin, torturato a morte in maniera brutale.

Il 9 maggio uccide, per rubargli l’auto, William Reese, guardiano del Finn’s Point National Cemetery di Pennsville. Sarà proprio col pick up rosso rubato a Reese che Cunnanan raggiungerà la Florida, dove la sua follia incontrerà l’icona di Gianni Versace.

Andrew Cunnan, dopo la serie di omicidi, è uno degli uomini più ricercati d’America. Il 12 giugno del 1997 è viene inserito dall’FBI nella “FBI Ten Most Wanted Fugitives”, la lista dei ricercati più pericolosi degli Stati Uniti.

Nonostante questo riesce a non farsi trovare dagli inquirenti per ben 2 mesi.

Delitti Cunanan assassino Versace
Le vittime di Andrew Cunanan

L’omicidio di Gianni Versace

Miami Beach, 15 Luglio 1997, 9.03 del mattino. Gianni Versace è sugli scalini della sua villa, appena rientrato da una passeggiata sulla Ocean Drive. Sta per aprire il portone quando due colpi di pistola lo colpiscono alla nuca.

Dall’altra parte della pistola c’è Andrew Cunanan.

Lo stilista viene portato al Jackson Memorial Hospital di Miami, dove viene dichiarato morto, all’età di 50 anni.

Omicidio Gianni Versace
Donatella e Gianni Versace

L’epilogo: l’assassino di Versace si uccide

Dopo la morte dello stilista si intensifica ancora di più la caccia all’uomo, e il cerchio attorno ad Andrew Cunanan continua a stringersi ogni minuto che passa. Il 23 Luglio, su segnalazione di un custode che aveva sentito dei rumori in una casa galleggiante di proprietà di un piccolo truffatore poi svanito nel nulla, parte l’operazione per la cattura. Sette unità dell’FBI, vigili del fuoco e della Guardia Nazionale circondano l’imbarcazione e iniziano a lanciare lacrimogeni per scovare il serial killer. Non si avverte però nessuna risposta dall’interno. Gli uomini decidono allora di fare irruzione nell’imbarcazione.

È lì che trovano Andrew Cunanan, ma lo trovano morto. Andrew si è ucciso sparandosi in bocca con la calibro 40.

Omicidio Versace: il movente

Il movente degli omicidi resta tuttora avvolto nel mistero. C’è chi ha sostenuto che la spirale di odio e violenza messa in atto da Cunanan fosse in realtà una vendetta verso i suoi amanti. In questa versione Andrew, avendo scoperto di essere stato colpito da HIV si sarebbe vendicato uccidendo i suoi amanti, responsabili di avergliela trasmessa.

La versione però è ufficialmente smentita: durante l’autopsia Andrew Cunanan non è risultato sieropositivo.

Tante le ipotesi anche sulla morte della sua vittima più illustre, lo stilista italiano. Una possibile spiegazione potrebbe essere quella dell’invidia per un’icona gay così importante, mentre restano relegate al rango di pettegolezzi le voci che volevano in Cunanan il compagno assassino di Gianni Versace.

L’unica cosa certa resta una tragedia che ha sconvolto il mondo della moda, ultimo atto di una lunga scia di sangue frutto della follia di un uomo in cui eccentricità, problemi psichici e droga si sono mescolati fino a formare un cocktail mortale.

LEGGI ANCHE –>Mark Chapman: l’assassino di John Lennon

(di Simone De Rosa)

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