Taglio dei parlamentari: il 7 ottobre l'ultima lettura in aula

Taglio dei parlamentari: il 7 ottobre l’ultima lettura in aula

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È stato uno degli slogan più forti del Movimento 5 Stelle, motivo di scontro, accordo e poi di nuovo scontro con la Lega, ma Luigi Di Maio lo ha ripetuto: il “famoso” taglio dei parlamentari sarà in aula il 7 ottobre. Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà si tratta di “una riforma importantissima per il Paese, e sta alla base dell’accordo di programma su cui si regge il governo”. “Questa riforma – aggiunge – darà efficacia ed efficienza al Paese con il taglio di 345 parlamentari che consentirà un risparmio di 500 milioni per ciascuna legislatura”.

Taglio dei parlamentari, Di Maio: “Vedremo chi non la voterà”

Il riferimento del ministro degli Esteri è chiaramente indirizzato polemicamente – e nuovamente – alla Lega. “Vedremo chi avrà il coraggio di non votare per il taglio dei parlamentari”, dichiara infatti il capo politico pentastellato Luigi Di Maio in una diretta Facebook da New York.

La Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio ha calendarizzato l’inizio della discussione sulla riforma per il prossimo 7 ottobre, mentre le votazioni cominceranno il giorno successivo, quando si terrà la quarta e ultima lettura del testo.

“In questo momento – aggiunge Di Maio – tutti dicono che questo governo è nato per mantenere le poltrone e invece proprio questo governo le taglia, alla faccia di chi ha fatto cadere il (precedente) governo per non tagliare i parlamentari”.

Riduzione dei parlamentari, il vecchio scontro con Salvini

Le dichiarazioni di Di Maio dimenticano che Matteo Salvini, all’indomani della crisi, aveva proposto a Di Maio prima di tornare ad elezioni dopo il voto sulla riforma, poi di ricucire lo strappo e di votare ugualmente il testo nell’ambito di una ipotetica “neo alleanza”.

Parte della stampa aveva fatto leva sull’impossibilità della proposta salviniana, considerando le prime richieste di elezioni del leader della Lega, ma la questione appare capziosa, visto che al di là dei tempi tecnici, a partire dalla legislatura successiva la riduzione dei parlamentari sarebbe stata comunque effettiva.

(la Redazione)

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