Anti-Brexit, la Restaurazione europeista

Anti-Brexit, la Restaurazione europeista

Qualcuno di voi ricorda la Restaurazione? Vi aiuto: trattasi del processo inaugurato al Congresso di Vienna, anno 1815, subito dopo la sconfitta napoleonica. Cosa comportò, in estrema sintesi? Il ritorno sul trono delle dinastie assolute che governavano i vari Stati d’Europa, prima che la rivoluzione francese sconvolgesse il quadro prima col 1789 e con l’avvento di Napoleone poi.

Qualcuno di voi ricorda la Brexit? Vi aiuto anche in questo caso, trattasi del voto popolare che ha sancito, nel giugno del 2016, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Voto simbolico importantissimo (benchè a livello di sostanza limitato, basterebbe ricordare che il Regno Unito non ha mai avuto l’Euro e questo è già un sollievo per i britannici), perché stabiliva l’affermazione di un principio almeno basilarmente disgregativo di una UE di cui non è necessario ricordare i numerosi fallimenti.

Quel voto però non andò giù. Anzitutto ai media, come al solito mai schiavi del sistema dominante, che cominciarono una propaganda totalitaria senza quartiere per parlare della tragedia economica brexitiana, nonostante gli indici di occupazione britannici siano cresciuti negli ultimi due anni fino alla piena occupazione e qualcuno sul Corriere della Sera abbia avuto perfino il coraggio di definirlo un problema.

Ovviamente, con un quadro mediatico a senso unico, cosa poteva succedere presso l’opinione pubblica? Neanche un dubbio su un minimo possibile condizionamento, non sia mai!

Ecco dunque, dopo due anni di trattative e due accordi rifiutati – che strano! – dal democraticissimo Parlamento di Westminster, e dopo una manifestazione che chiedeva a dicembre di rispettare il voto popolare del 2016, che nasce l’Anti-Brexit! Sissignori, la manifestazione per l’Europa, per la civiltà, per la democrazia che non rispetta i voti popolari. Un milione, dieci milioni, venti in piazza è irrilevante: è il succo che è veramente importante.

Ma andiamo al punto finale: con le dovute proporzioni, mettete di fianco la Restaturazione e aggiungeteci un tocco di Anti-Brexit. Ecco servita la Restaurazione europeista.

Con metodi diversi rispetto al Congresso di Vienna del 1815, s’intenda: indottrinamento mediatico ossessivo, fomentazione di “manifestazioni spontanee”, e secondo voto più telefonato del prossimo scudetto della Juventus.

L’importante è che la Regina Bruxelles ritorni sul trono. Auguri!

(di Stelio Fergola)

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