Armando Schiaffini, il troll che fa satira sul progressismo spopola su Facebook

Armando Schiaffini, il troll che fa satira sul progressismo spopola su Facebook

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Armando Schiaffini, ma anche un po’ Armando Schiaffoni. Così si fa chiamare ormai da più di tre anni il troll che, su facebook, spopola con la satira e fa entrare in cortocircuito i progressisti del social network.

Una storia costruita su un’ironia così sottile da scatenare, spesso, indignazione perfino in chi progressista non è. Armando pubblica post sfacciatamente orientati ma deliberatamente deridenti l’ìntero universo del PD, del progressismo e del globalismo. E qualcuno nell’area di opposizione – ancora oggi – ci casca.

Armando Schiaffini, l’uomo che ci ha trollati tutti almeno una volta

La premessa di questa bellissima storia è che tutti, almeno una volta, abbiamo creduto ad Armando Schiaffini. Noi che progressisti non siamo e ci poniamo praticamente su tutto in loro opposizione.

Perché lo stile di Armando è quello di chi riprende ogni tematica tipica della galassia orbitante intorno al cosiddetto Feudo e al regnante PD in modo assolutamente fedele ma perfino assolutamente credibile. Perché “l’utente medio” del PD e dei partiti satellite è esattamente in quel modo: crede in modo cieco all’europeismo, gli va bene ogni forma di invasione indiscriminata di clandestini, è ovviamente anti-italiano e LGBT oriented. Odia chiunque venga da destra seguendo per bene la pedagogia che gli insegna, dalla nascita, che da lì viene solo il male e non il bene petaloso e inclusivo.

Di conseguenza l’approccio di Armando, pur essendo tipicamente “fondamentalista” su tutte queste tematiche, risulta perfino credibile. Ma sorvolando su quello che è a tutti gli effetti un dramma, ci siamo cascati tutti, sebbene l’intento fosse esattamente l’opposto: prendere di mira in maniera feroce la politica petalosa e tutto ciò che vi gravita intorno.

Armando: cominciò così

Sebbene fosse già in circolazione da un po’, la popolarità social di Armando Schiaffini esplode in occasione di una circostanza di cronaca nera, ovvero quella dell’omicidio di Desiree Mariottini, per la quale furono condannati quattro immigrati.

Il tema del peso degli immigrati – specialmente clandestini – nelle percentuali di questi reati è stato affrontato fino alla nausea. Da statistiche ufficiali sappiamo ormai da anni che uno scarso 10% di stranieri “pesa” su omicidi, stupri e reati della persona per circa il 40% del totale registrato in Italia.

Armando, partendo da questi dati, scrive un post al vetriolo in cui fa finta di lamentarsi della scarsa integrazione dei quattro imputati, fingendo di ritenerla la vera questione responsabile del dramma e – palesemente – prendendo in giro la retorica immigrazionista di sinistra, volta sempre a giustificare i reati degli stranieri e a registrare con straordinaria pervicacia quelli degli italiani.

Il periodo era quello del governo gialloverde, dipinto come razzista da praticamente tutta la stampa mainstream per le sue politiche contro gli sbarchi di clandestini (oltre che per i famosi Decreti Sicurezza di Matteo Salvini).

Armando Schiaffini

Il commento ebbe un successo abbastanza clamoroso per uno sconosciuto, generando migliaia di reazioni, post e condivisioni, e attirando pure le critiche del noto sito sedicente “sbufalatore” Bufale.net, sempre attento a “sbufalare” ciò che non aggradi il sistema in ogni sua forma (senza peraltro riuscirci in un buon numero di occasioni).

Armando, un vero radical chic

Tutto in Armando Schiaffini richiama alla pesante presa in giro del mondo progressista: nelle descrizioni delle due pagine, Schiaffini si racconta come “antifascista, ǝ ambassador, Pro-Vax (4 dosi), Green Pass supporter, distruttore di confini” o anche come “sardina” e l’immancabile “gender fluid”.

Spassosa anche la descrizione della sua attività sul suo profilo: “Quality Control Inspector presso Green Passport“.

Armando Schiaffini, il troll che fa satira sul progressismo spopola su Facebook Armando Schiaffini, il troll che fa satira sul progressismo spopola su Facebook

Ma una delle caratteristiche che più emerge della satira di Schiaffini è la sua presentazione quale tipico radical chic italiano. Dunque tanto amore, solidarietà, popolarità e antirazzismo dall’alto di uno stipendio ricco e sicuro, oltre che di un tenore di vita non intaccato dai numerosi drammi del globalismo e dell’immigrazionismo.

Per enfatizzarlo, Armando inserisce spesso luoghi “chic” da cui fa finta di pubblicare i suoi interventi su facebook. Alcuni esempi: il suo commento sopra riportato è localizzato al Roma Polo Club, un circolo dedicato evidentemente a uno sport considerato d’èlite.

A maggio 2021, per prendere in giro l’immigrazionismo della politica di sinistra, indicava di aver scritto dalla Pasticceria Cova di Milano, in Via Montenapoleone, notoriamente una delle strade più lussuose della città.

Armando Schiaffini

Oppure, tra ulteriori uscite dell’ultimo anno, si può ricordare il suo post in cui prende di mira Massimo Giannini, uno dei giornalisti simbolo del sistema europeista, globalista e progressista, facendone un elogio deridente e affermando di scrivere dal Salone del Risparmio della pregiatissima Università Bocconi di Milano.

Armando Schiaffini

Quella volta che Armando trollò Mentana

Armando Schiaffini una volta trollò pure Mentana. L’argomento era la vittoria del centrodestra alle regionali del 2019. Sotto il post del direttorissimo, Schiaffini scrive così, e Mentana stesso gli risponde con difendendo una non meglio specificata “dignità degli elettori”.

Armando Schiaffini

“Offendere gli elettori è l’esatto opposto della democrazia”. Già, direttore, già già.

L’ultima perla

L’ultima gag di Armando Schiaffini è quella contro Mattia Santori, storica sardina e meme vivente candidato per le comunali di Bologna, ovviamente progressista e di sinistra.

Armando Schiaffini

Santori, probabilmente consapevole della presa in giro (anche se da lui possiamo aspettarci livelli di tonteria mai visti), risponde assecondando il troll. Ma è comunque un bellissimo spettacolo.

Intanto Armando, dopo anni di “militanza” con due profili privati, ha una pagina facebook pubblica che meriterebbe di avere lo stesso spazio (visitabile qui) alla quale auguriamo lo stesso successo.

Perché la satira è uno strumento essenziale per arrivare alle persone e per diffondere consapevolezza, in un mondo in cui, salvo pochissime eccezioni (possiamo citare anche Osho, Puddle e pochissimo altro), la satira medesima è dominata da una sola voce: quella progressista.

(di Stelio Fergola)

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