femminismo

La miseria del femminismo progressista che odia gli uomini

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Odiare gli uomini. Questo sembrerebbe il mantra della odierna corrente del femminismo. Da sempre i movimenti sociali sono nati per difendere un diritto, per elevare l’essere umano a un gradino più alto, per amore di giustizia. Ad oggi sembriamo promuovere il cieco odio. Ma a chi serve?

Femministe improbabili occupano le reti televisive. Strane leggi vengono promosse. Quote rosa? Che roba è? Perchè dovrei essere facilitata all’avvio di una carriera politica quando posso farcela con le mie forze? Tutto ciò è umiliante. Io non odio gli uomini, io penso che siamo fatti per completarci a vicenda, infatti nessuno può vivere in pace senza l’altro. Ho vissuto in parecchie case in condivisione, ebbene una casa di soli uomini è un porcile, mentre una casa di sole donne è un pollaio. La bellezza è nell’unione, è nell’equilibrio.

Le contraddizioni del femminismo liberal

Sembra che alcune autodichiaratesi femministe del 2020 vogliano far pagare agli uomini del 2020 misfatti e soprusi ai quali nessuno dei due ha mai partecipato. La parità dei diritti è ad oggi costituzionale, organica, direi persino scontata, che bisogno c’é di portare odio nella società? Ho il dubbio che chi crea divisioni non lo fa mai per amor di giustizia, approfitta anzi di una immaginaria frattura sociale per garantire benefici a se stesso. Come posso mai creare un paragone tra le urlatrici/odiatrici, le quali siedono comode comode nei salotti televisivi, con le coraggiose donne che morirono per garantire un cambiamento?

Elisabetta I fu responsabile e protagonista di uno dei più rosei periodi della gloriosa Inghilterra. Siamo nel 1500. Nessun salotto, nessuna comoda propaganda, solo infinito e meraviglioso coraggio. Una autentica femminista alla quale le odierne possono giusto lustrare le scarpine.

Ebru Timtik, avvocatessa turca per i diritti civili, attualissima, muore dopo 238 giorni di sciopero della fame. Nel silenzio del mondo, non le è certo stato concesso lo sbrilluccichio delle televisioni italiane. Lei, la definizione stessa del coraggio, tra gli infiniti meriti ha quello di portare in alto, anche nel suo essere donna in un paese difficile, le meraviglie che una donna alla quale è finalmente concesso studiare può compiere. Le pseudo femministe sovrappeso e con i capelli blu possono solo stare a guardare, le pseudo femministe alle quali le fonti d’informazione concedono fin troppo spazio per portare odio, possono solo imparare qualcosa. Le boldrini di turno guardando avrebbero finalmente una buona ragione per inginocchiarsi.
Il vero femminismo ad oggi sta solo nel mostrare l’eccellenza garantita dalla libertà di potersi mettere alla prova. Il resto è fuffa.

(di Tundra Parisi)

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