Stando ai sondaggi e a quanto riportano i principali media americani ed europei, la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 è ormai data per certa. Ciò che però suscita dubbi – vuoi per semplice imperizia, vuoi per volontarie manipolazioni – è l’attendibilità dei sondaggi made in Usa.
I sondaggi errati del 2016
Già nel 2016 le stime avevano sbagliato, e non di poco, nell’attribuire la vittoria finale a Hilary Clinton invece che a Donald Trump. La media degli ultimi sondaggi prima del voto condotti dall’istituto Politico vedevano infatti una forte sottovalutazione di Trump negli stati chiave – swing states o battleground states. All’esito del voto, il ribaltamento del verdetto delle urne rispetto ai sondaggi in alcuni di questi stati ha determinato la vittoria finale di Trump. Nello specifico furono determinanti i clamorosi errori negli stati della Pennsylvania, del Michigan, e del Wisconsin, oltre che quelli di minore entità nella Florida e nel North Carolina, che con i loro 90 grandi elettori mandarono alla Casa Bianca Donald Trump invece che “la prescelta” Hilary Clinton. Inoltre, la portata del vantaggio di Trump era notevolmente sottostimata in Ohio e Iowa.
Sondaggi delle elezioni USA nel dettaglio
Andando a guardare nel dettaglio le situazioni dei singoli stati, in Pennsylvania (20 grandi elettori) i sondaggi del 2016 vedevano la Clinton in vantaggio del 4,2% su Trump; il risultato finale fu invece una vittoria di Trump dello 0,7%, il quale recuperò quindi il 4,9% rispetto alle stime immediatamente precedenti il voto. Per il 2020 la media dei sondaggi vede Biden in vantaggio del 5,8% su Trump.
Nel Michigan, 16 grandi elettori, la media dei sondaggi 2016 voleva la Clinton a +6,2% su Trump, laddove il risultato effettivo fu invece del +0,2% per Trump. In Michigan il recupero di Trump sui sondaggi fu del 6,4%. La media dei sondaggi per le elezioni del 2020 vede Biden in vantaggio di +7,2% su Trump.
Wisconsin, 10 grandi elettori: media sondaggi +6,2% per Clinton, risultato effettivo +0,7% per Trump. Recupero di Trump sui sondaggi del 6,9%. Media sondaggi per il 2020: +7,7% per Biden.
Florida, 29 grandi elettori: media sondaggi di sostanziale parità, risultato effettivo +1,2% per Trump. Recupero di Trump sui sondaggi del 1,2%. Media sondaggi per il 2020: +2,9% per Biden.
North Carolina, 15 grandi elettori: media sondaggi +0,2% per Clinton, risultato effettivo +3,6% per Trump. Recupero di Trump sui sondaggi del 3,8%. Media sondaggi per il 2020: +2,2% per Biden.
Ohio, 18 grandi elettori: media sondaggi +1,0% per Trump, risultato effettivo +8,1% per Trump. Recupero di Trump sui sondaggi del 7,1%. Media sondaggi per il 2020: +0,3% per Trump.
Iowa, 6 grandi elettori: media sondaggi +3,0% per Trump, risultato effettivo +9,4% per Trump. Recupero di Trump sui sondaggi del 6,4%. Media sondaggi per il 2020: +0,4% per Biden.
Gli altri swing states per il 2020 sono Texas (38 grandi elettori, +1,4% per Trump nei sondaggi), Georgia (16 grandi elettori, +1,4% per Biden nei sondaggi), Arizona (11 grandi elettori, +2,9% per Biden nei sondaggi) e Nevada (6 grandi elettori, +6,7% per Biden nei sondaggi).
Per il resto: 20 stati (District of Columbia, Massachusetts, Hawaii, New York, California, Vermont, Connecticut, Maryland, Delaware, Rhode Island, Washington, New Jersey, Illinois, Oregon, Colorado, Maine, Virginia, New Mexico, New Hampshire, Minnessota) pari a 227 grandi elettori vengono dati dal sicuro esito democratico; altri 20 stati (Wyoming, Arkansas, Idaho, Oklahoma, Louisiana, West Virginia, North Dakota, Alabama, Tennessee, Nebraska, Kentucky, Mississippi, Utah, South Dakota, Kansas, Indiana, South Carolina, Alaska, Missouri, Montana) pari a 126 grandi elettori dal sicuro esito repubblicano.
Insomma, se dalla lettura dei sondaggi il vantaggio di Joe Biden sembra essere netto, una interpretazione di questi ultimi “ponderata” alla generale sottostima e alla capacità di recupero di Donald Trump porterebbe a configurare una sfida quanto mai aperta. La sensazione è che la volata di Trump al secondo mandato presidenziale sia niente affatto da escludere.
(di Federico Epifani)

