Magistratura contro l'Italia: un'ovvietà a prescindere dalle chat

Magistratura contro l’Italia: un’ovvietà a prescindere dalle chat

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Magistratura italiana contro l’Italia. Per meglio dire, correnti della magistratura italiana. Influenti, influentissime. Da almeno 40 anni, ovvero da prima che potessero dispiegare il loro clamoroso potenziale distruttivo a causa di una guerra fredda che, in un modo o nell’altro, imponeva di stare ciascuno “al proprio posto”.
E il fatto che i parlamentari lo sapessero da prima, è testimoniato dalle dichiarazioni di Bettino Craxi a Tribuna Politica del 1981, ovvero 11 anni prima che scoppiasse il cosiddetto scandalo di “mani pulite”.

Magistratura contro l’Italia, erano necessarie le chat?

Qualcuno si sconvolge per lo scoop de “La Verità” che pubblica le chat tra il procuratore di Viterbo Paulo Auriemma e Luca Palamara.

Magistratura contro l'Italia

“Mi dispiace dire che non vedo dove Salvini stia sbagliando. Illegalmente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga”, dice il primo. “No hai ragione…ma ora bisogna attaccarlo“, ribatte il secondo.

Magistratura contro l'Italia

Ma la domanda sorge spontanea: è necessario leggere chat del genere per capire che Salvini non stesse facendo nulla di illegale e che accusarlo addirittura di sequestro di persona fosse palesemente un’azione totalmente inconcepibile e lontana da qualsiasi razionalità giuridica?

Gli eterni sudditi della Magistratura politicizzata, convinti che essa costituisca il verbo assoluto almeno quanto sono convinti che un qualsiasi poliziotto ordisca chissà quali abusi di potere in ogni circostanza, hanno bisogno di una prova del genere per mettere in fila un banalissimo 2 + 2 = 4?

Ricordo che negli anni berlusconiani, tutte le volte che facevo notare a qualcuno la bizzarria delle decine di procedimenti e indagini sempre contro Berlusconi, la risposta del suddito medio era “è una tesi affascinante e complottista ma non ci sono prove”. Anche in quel caso, qualche prova c’era. Magari non tutte a favore del Cavaliere, ma c’erano.

I tanti provvedimenti non passati in giudicato, le archiviazioni, certamente anche le prescrizioni, ma soprattutto il numero incredibile di azioni tutte contro una sola persona.

Mai a chiedersi se non fosse possibile generare prove infamanti, e perché? Perché la magistratura italiana doveva essere considerata immacolata, in ogni circostanza. A prescindere.

Mai a chiedersi se quel gruppo di uomini – corruttibili come chiunque altro – possano costituire almeno teoricamente quella Magistratura contro l’Italia che, di fatto, è uno dei drammi principali vissuti da questo Paese.

Popolo ubbidiente: chi non vorrà capire, non capirà

Non mi illudo. Lo scandalo della magistratura scoppiato l’anno scorso non è bastato, non basteranno nemmeno queste chat. Alcuni sulla mia pagina pubblica hanno “argomentato” contestando la fonte, cioè Belpietro (anche se in realtà l’articolo è a firma Di Meo, ma vabbè), cioè un vecchio “alleato” del Cavaliere, di conseguenza inaffidabile a prescindere, a differenza di tutto l’esercito di cronisti politicamente corretti a senso unico che affollano le reti televisive e la carta stampata italiana: loro vanno benissimo e sono incontestabili.

Al punto da poter parlare di sequestro di persona per una normalissima azione di legalità e di difesa del confine nazionale. In altre parole, per loro non c’è speranza.

(di Stelio Fergola)

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