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Bruce Lee: il mito eterno del Dragone da Hong Kong

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Bruce Lee non è stato soltanto un famoso artista marziale, star del cinema e icona culturale: la sua filosofia di combattimento (e di vita) si è diffusa in tutto il mondo, plasmando un’intera generazione che continua ad ispirarsi alla sua figura. Continua a insegnarci come coltivare il nostro io più vero ed essere in armonia con il mondo.

Bruce Lee: i primi anni di vita

Bruce Lee (Lee Siu Loong) è nato nel 1940 a San Francisco, in California, mentre i suoi genitori erano in tournée con l’Opera cinese. Cresciuto a Hong Kong, Bruce al tempo era un attore bambino apparso in oltre 20 film.

Tra i nomignoli datogli dai genitori al piccolo Bruce ricordiamo “ritorta ancora” (Jun Fan), “piccola fenice” (Xiao Feng) e “piccolo drago” (Xiao Long). Il padre e la madre di Bruce Lee erano soliti chiamare il figlio con questo nomignolo per due ragioni: la prima in quanto era nato nell’anno cinese del drago, la seconda perché aveva un carattere molto focoso, che nel corso degli anni passati ad Hong Kong lo portava molto spesso a scontrarsi con altri gruppi di ragazzini.

Bruce lee figlio
Bruce Lee da bambino

Anche per questa ragione Bruce Lee decise di imparare le arti marziali. All’età di 13 anni, iniziò lo studio del kung fu alla prestigiosa scuola di  Wing Chun al seguito del celebre maestro Yip Man. Fu l’inizio della leggenda, da lì in poi il piccolo dragone non abbandonò più lo studio delle arti marziali.

Chi era Bruce Lee: l’inizio della carriera cinematografica

Bruce Lee lasciò Hong Kong all’età di 18 anni, si trasferì negli Stati Uniti e si diresse a Seattle, a Washington, dove lavorava nel ristorante di un amico di famiglia. Lo studio delle arti marziali prosegui in America. Presto si iscrisse all’Università di Washington dove ottenne una laurea in filosofia.

Bruce iniziò a insegnare kung fu a Seattle e presto aprì la sua prima scuola, il Jun Fan Gung Fu Institute. Altre due scuole nacquero a Oakland e Los Angeles. Contemporaneamente Bruce sposò sua moglie Linda ed ebbe due figli, Brandon e Shannon. Il figlio Brandon Lee, più tardi, divenne celebre anch’esso nel film “Il Corvo”.

Bruce lee dragone
Bruce Lee in una celebre pellicola

A metà degli anni sessanta, Bruce fu scoperto mentre faceva una mostra alla Long Beach Internationals e venne arruolato nel ruolo di Kato nella serie tv The Green Hornet . Durante questo periodo, Bruce Lee svilippò la sua arte marziale, che alla fine chiamò Jeet Kune Do

Bruce Lee: frasi e filosofia

L’arte di Bruce era immersa in una base filosofica e non seguiva le tradizioni marziali di lunga data. Invece aveva al centro le idee di semplicità, immediatezza e libertà personale. Dopo che la serie The Green Hornet fu cancellata, Bruce Lee incontrò molte resistenze a Hollywood e così si diresse ad Hong Kong per proseguire la carriera cinematografica.

Vi proponiamo di seguito una selezione delle frasi più belle del maestro di arti marziali:

“Mi rilasso finché devo usare tutti i muscoli del mio corpo e poi concentro tutta la forza nel mio pugno. Per generare una grande forza prima è necessario rilassarsi completamente e raccogliere le forze, e poi concentrare la mente e tutta la forza nel colpire il bersaglio” – Bruce Lee

 

“Nessun metodo come metodo, nessun limite come limite” – Bruce Lee

 

“Più poveri siamo interiormente, più cerchiamo di arricchirci esteriormente” – Bruce Lee

“Sto ancora imparando, poiché l’apprendimento non ha limiti” – Bruce Lee

 

“Pensare all’esito del combattimento è un grosso sbaglio; non pensare a come finirà, se con la vittoria o la sconfitta. Lascia che la natura segua il suo corso e i tuoi strumenti colpiranno al momento giusto” – Bruce Lee

 

“Non esistono incidenti tanto sfortunati da cui il saggio non possa trarre vantaggio, come non esistono circostanze tanto fortunate che lo sciocco non possa volgere a proprio danno” – Bruce Lee

 

“Riusciamo a vedere attraverso gli altri, soltanto quando vediamo attraverso noi stessi” – Bruce Lee

La carriera e la famiglia del dragone

A Hong Kong realizzò 3 film, che hanno consecutivamente battuto tutti i record al botteghino e messo in mostra le arti marziali in un modo completamente nuovo. Hollywood se ne accorse e presto Bruce Lee realizzò la prima coproduzione di Hollywood-Hong Kong con un film intitolato Enter the Dragon.

Chuck norris kung fu
Chuck Norris si scontra con Bruce Lee in “L’urlo di Chen terrorizza l’Occidente”

Gli anni tra il 1967 e il 1971 furono anni duri per la famiglia Lee. Bruce  lavorava duramente per promuovere la sua carriera di attore e ottenne alcuni ruoli in alcune serie TV e film. Per sostenere la famiglia, Bruce Lee dava lezioni private spesso a persone del settore dell’intrattenimento. Tra i suoi clienti c’erano Steve McQueen, James Coburn, Stirling Silliphant, Sy Weintraub, Ted Ashley, Joe Hyams, James Garner, Kareem Abdul Jabbar e altri.

Un’altra benedizione fu l’arrivo di una figlia, Shannon Emery Lee, il 19 aprile 1969. Durante questo periodo Bruce continuò il processo che aveva iniziato ad Oakland nel 1964, l’evoluzione del suo modo di arti marziali, che chiamò Jeet Kune Do, “The Way of The Intercepting Fist”.

L’incidente del Dragone

Bruce Lee si dedicava alla cultura fisica e si allenava in maniera quasi devota. Fu proprio il suo zelo a provocare un infortunio che sarebbe diventato una fonte cronica di dolore per il resto della sua vita.

In un giorno del 1970, senza riscaldarsi, cosa che faceva sempre, Bruce raccolse un bilanciere da 125 libbre e fece un esercizio di “buongiorno” ferendogli gravemente la schiena. Dopo molto dolore e molti test, fu stabilito che aveva subito una lesione al quarto nervo sacrale.

Gli fu ordinato di completare il riposo a letto. Per i successivi sei mesi, Bruce rimase a letto. Fu un momento estremamente frustrante, deprimente e doloroso, e un momento per ridefinire gli obiettivi.

La morte di Bruce Lee

Nell’autunno del 1972, Bruce iniziò a girare The Game of Death (il gioco della morte), quando fu sospeso per far posto alle riprese di Enter the Dragon.

Enter the Dragon doveva debuttare al teatro cinese di Hollywood nell’agosto del 1973. Sfortunatamente, Bruce Lee non sarebbe vissuto così per vedere la prima del suo film.

Kung fu frasi filosofia
Statua dedicata a Bruce Lee

Il 20 luglio 1973, Bruce Lee ebbe un lieve mal di testa. Gli fu offerto un antidolorifico chiamato Equagesic. Dopo aver preso la pillola, andò a sdraiarsi e cadde in coma. Non fu in grado di essere rianimato. È stata effettuata un’ampia patologia forense per determinare la causa della sua morte, che non è stata immediatamente evidente.

Un’indagine di un coroner di nove giorni si è svolta con la testimonianza di rinomati patologi arrivati ​​da tutto il mondo. La conclusione è stata che Bruce ha avuto una reazione ipersensibile a un ingrediente degli antidolorifici che ha causato un gonfiore del liquido nel cervello, causando prima il coma e poi la morte.

Il suo spirito rimane fonte d’ispirazione per un numero imprecisato di persone in tutto il mondo.

La tragedia di Brandon Lee

La sfortuna di Bruce fu condivisa anche dal figlio Brandon Lee, prematuramente scomparso all’età di 28 anni. Come il padre anche Brandon Lee balzò agli occhi della notorietà mondiale attraverso il cinema, soprattutto per il ruolo da protagonista nel film Il Corvo uscito nel 1994. L’attore, come da tradizione famigliare, era un esperto di arti marziali.

Brandon Lee il corvo
Brandon Lee nel film “Il Corvo”

A causare la morte di Brandon Lee un colpo di pistola fortuito sparato durante le riprese. L’incidente gli fu fatale e dopo una lenta agonia si spense in ospedale mentre i medici tentavano di rianimarlo. Una dura sorte che, per il ruolo interpretato durante Il Corvo, trova numerose somiglianze con la scomparsa di Heath Ledger nel corso delle riprese Il Cavaliere Oscuro.

(La Redazione)

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