Greta Thunberg: strumento dell'imperialismo occidentale?

Greta Thunberg: strumento dell’imperialismo occidentale?

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Greta Thunberg la si potrebbe definire la clone in vitro scandinava di Bana al-Abed. Il veicolo “grazioso” di cui si serve l’Occidente per mandare messaggi ostili e bellicosi contro quei Paesi che stanno promuovendo in prima linea un assetto globale caratterizzato da molteplici, e ben definite, sfere di influenza.

Greta Thunberg: strumento dell'imperialismo occidentale?
Greta Thunberg e Bana al-Abed con il presidente turco Erdogan

Questa volta non lo fa a colpi di tweet da quell’Aleppoassediata e bombardata dai leoni di Bashar al-Assad“. Ci mette, al contrario, direttamente la faccia. Un cartellone 60×40 e la frase “Russia, permetti di scioperare contro il clima” scritta a caratteri cubitali. La quale, se letta tra le righe, suona più o meno come: “sei la prima responsabile del cambiamento climatico, quindi meriti ulteriori boicottaggi e sanzioni.

Greta Thunberg: strumento dell'imperialismo occidentale?
Greta con il famoso appello alla Russia

Una falsità, ad un’attenta analisi. Tolte le difficili condizioni nella città chiusa di Noril’sk causate dalle forti emissioni di diossido di zolfo dovute all’intensivo sfruttamento minerario di palladio, plutonio e nichel. Il Cremlino è in prima linea per la sostenibilità ambientale.

Dal 2013 è promotore del progetto SUST-RUS (Spatial-economic-ecological model for the assessment of sustainability policies of Russia). Il fine di questo è un approccio integrato di modellazione state-of-the-art in grado di prendere decisioni di importanza strategica per le politiche ecologiche del Paese. Talmente di ampie vedute, che i massimi ricercatori hanno deciso di implementarlo in Europa.

Tra le altre cose, infatti, valuta l’efficienza energetica del gas naturale e conclude che la politica dei prezzi dovrebbe essere favorevole sia per i produttori che per i consumatori al fine di avere un impatto reale sull’efficienza e le emissioni di CO2.

Il tutto mentre a Washington disconoscono persino il protocollo di Kyoto.

(di Davide Pellegrino)

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