21 aprile: buon compleanno, Urbe!

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Per una fortuita coincidenza, quest’anno la Pasqua (cristiana) coincide con il Natale di Roma. Quest’ultima è da considerarsi una ricorrenza imprescindibile per qualunque Italiano degno di tale status, dal momento che segna in modo indelebile i destini del (futuro) Bel Paese. 2772 (metaforiche) candeline a perenne monito per ricordarci chi siamo, da dove veniamo e, perché no, dove andiamo.

Secondo la Tradizione, è al 21 aprile 753 a. C. che si fa risalire la fondazione dell’Urbe da parte di Romolo, il primo Re: suddetta datazione è stata stabilita da Varrone grazie ai calcoli astrologici del suo amico Lucio Taruzio ed è diventata talmente importante da influenzare il computo degli anni. A dimostrazione di ciò, ancora adesso sui calendari in cui si ricorda la Religio romana appare la sigla a. U. c., che sta per ab Urbe condita, e cioè “dalla fondazione dell’Urbe”.

L’imperatore Claudio fu il primo a celebrarla (nel 47 d. C.) mentre sotto Filippo l’Arabo fu ricordato il primo millennio di vita di Roma assieme ai Ludi Saeculares (nel 248 d. C.): si può dedurre quest’ultima affermazione dalla monetazione del tempo, e più precisamente dall’antoniniano di Pacaziano dove è presente il numero “1001”.

Come è ben noto, sotto il Fascismo la Romanità assume un’importanza capitale, tanto che il 21 aprile è diventato festa nazionale (in sostituzione del 1° Maggio) dal 19 Aprile 1923 in avanti: quattro anni dopo, sempre in quella stessa data, è stata promulgata la Carta del Lavoro (dettaglio storico ricordato anche nel film Il Federale diretto da Luciano Salce). La Romanità ha continuato a rappresentare un tratto distintivo dell’azione mussoliniana anche durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana: un esempio su tutti è la Decima Flottiglia MAS, ribattezzata così il 15 marzo 1941 in riferimento alla Legio X, la preferita di Giulio Cesare.

Per quanto concerne i giorni nostri, le celebrazioni erano a rischio a causa della concomitanza con la Pasqua. Ciononostante il calendario, consultabile al sito internet del Gruppo Storico Romano, è ricco di iniziative che si estendono dal 18 al 22 Aprile: si passa dalle mostre fotografiche ai banchetti volti a illustrare specifici aspetti della civiltà romana passando per esibizioni musicali.

Ogni italiano degno di questa qualifica dovrebbe ricordarsi, anche solo privatamente, il valore delle proprie radici rispettando e onorando quella Città genitrice di valori destinati a durare in eterno. Roma è dovunque: nei nomi delle città, nella struttura delle medesime, nell’architettura e nel diritto, per non parlare poi di un ceppo delle lingue indoeuropee che si chiama proprio “neolatino”.

Il mito di Roma fu così importante da influenzare due città, vale a dire Bisanzio/Costantinopoli e Mosca: la prima si fregiò del titolo di Seconda Roma, mentre la seconda iniziò ad essere considerata la Terza in seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Oriente (29-05-1453). Il legame fra queste due città fu suggellato dal matrimonio fra Ivan III di Russia e Sofia Paleologa (nipote dell’ultimo imperatore bizantino Costantino XI Paleologo) officiato in data 12 Novembre 1472.

“Alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil urbe Roma
visere maius.” (Orazio, Carmen Saeculare, vv. 9-12)

(Trad. : “Sole fecondo, che col carro ardente porti e nascondi il giorno, e nuovo e antico rinasci,
nulla piú grande di Roma possa mai tu vedere”.)

(di Giulia Re)

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