"Dio, patria, famiglia" fascista: l'ignoranza della patria cancellata

“Dio, patria, famiglia” fascista: l’ignoranza della patria cancellata

La totale ignoranza sul presunto fascismo di “Dio, Patria, Famiglia” mi fa pensare a quanti siano caduti nell’equivoco – antinazionale – di considerare il Fascismo stesso un periodo a sé stante, quasi particolare ed eccezionale, e non frutto di una evoluzione del tutto naturale che la Nazione italiana ebbe dopo l’Unità e, soprattutto, dopo il trionfo del 1918. Per non parlare del canto “Giovinezza” ben precedente (io stesso l’ho scoperto pochissimo tempo fa) o del grido “A noi!” che non sono invenzioni del Fascismo, ma di una cosa che fa molto più male ammettere per qualcuno: la nostra tradizione patriottica.

Perché, ebbene sì, l’Italia ha avuto una tradizione patriottica. E guardate un po’, nemmeno di secondo piano, al contrario di chi oggi si fa convincere, deprimendosi, dal fatto che un calabrese e un milanese abbiano differenze di identità tale addirittura da appartenere a due popoli completamente diversi, liquidando come se fosse mondezza un certo Dante Alighieri che già nel Medioevo definiva i nostri confini naturali, il Rinascimento, la pittura seicentesca, il cristianesimo resistente alla Riforma protestante dalle Alpi in giù, e tante, tantissime cose che ci hanno spinto ad eliminare dalle nostre coscienze. Come se fossero carta straccia, come se non valessero niente.

Mi permetto di essere autobiografico perché l’esempio è calzante. Questa ignoranza pessimista ha travolto e inghiottito anche persone di una cultura sconfinata come mio padre, tale professor Gabriele Fergola, noto meridionalista, storico e pensatore di livello sublime che nel suo Italia invertebrata inquadrò molti dei mali – ma anche dei beni – di questo Paese.

Persone come lui, antirisorgimentalisti ma storicamente assolutamente fascisti, intimamente patrioti veri, nel sangue, sono stati frenati dalle menzogne proferite tutti insieme, dalla tendenza ossessiva a metterci gli uni contro gli altri, dal pensiero che in fin dei conti il Ventennio avesse ripreso la questione risorgimentale più che altro per ragioni propagandistiche e che dietro invece ci fosse stata una sorta di “riparazione” ai “guasti” della malformata unità italiana.

Vorrei averlo qui di fronte, mio padre, per dirglielo col sorriso, abbracciandolo: “Babbo, hai una conoscenza che io posso solo sognare, ma ti hanno raccontato un sacco di sciocchezze. E ti hanno usato, vilmente, hanno usato la tua cultura, la tua mente di livello superiore, per rafforzarle e cementificarle. Non è colpa tua, ci sarei cascato pure io”.

La verità è che il Fascismo – che se ne parli bene o male – è stata la vera sublimazione del Risorgimento, e il fatto che abbiano convinto anche i pochi patrioti che ancora esistono in questo Paese del contrario è sintomatico di quanto gli italiani siano stati sottoposti ad un lavaggio del cervello culturale ed autodistruttivo.

(di Stelio Fergola)

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